Escursioni a chilometro zero - Le Cave di Salone - (Roma)
Il faraglione che preannuncia la seconda porzione delle cave di Salone
Il faraglione che preannuncia la seconda porzione delle cave di Salone

Per festeggiare i prossimi 10.000 iscritti al gruppo, ecco il post che racchiude le info raccolte in tanti sopralluoghi in uno dei siti più straordinari a due passi da Roma, ma proprio a due passi, dal momento che è a pochissima distanza dal GRA.

E’ anche un luogo che si trova tutti i giorni sotto gli occhi di migliaia di automobilisti. Io stesso l’ho sempre avuto sotto gli occhi, percorrendo per decenni la Roma – L’Aquila di ritorno da scalate ed escursioni sui monti abruzzesi, allorché venivo regolarmente distratto dalla visione di laghi circondati da gigantesche pareti rocciose, che appaiono per pochi secondi volgendo lo sguardo oltre il guardrail sulla destra, poco prima di incrociare il GRA.

Nelle volte delle cave di Salone si aprono fori giganteschi
Nelle volte delle cave di Salone si aprono fori giganteschi

Con il tempo ho scoperto che si tratta dei laghi che, nel tempo, hanno colmato parte delle cave di Salone, dalle quali i romani estraevano il tufo che, per il tramite dell’Aniene, che scorre poco lontano e poi lungo il Tevere, arrivava a Roma e la rendeva eterna.

Per molto tempo mi ero scervellato per capire come entrarvi, visto che sembrava tutto recintato e privato.

Un giorno però individuai un accesso all’interno di un terreno privato dietro la via Tiburtina.

E, dopo aver percorso tracce di sentiero in un folto bosco, mi trovai in piena luce, e mi apparve la visione del “lago grande” delle cave di Salone, sovrastato da pareti lisce e scure alte decine di metri, dove si stagliavano enormi antri scavati nel tufo e finestroni incisi nel nulla.

la meraviglia delle cave di Salone
la meraviglia delle cave di Salone

Una visione straordinaria, nella luce radente di un mattino invernale.

Dopo la visita a questa grandiosa porzione delle cave pensavo di avere visto tutto quello che c’era di meritevole, finché l’ amico Andreas Schatzmann,  filologo svizzero, che conosce Roma e dintorni meglio dei romani, mi parlò di altre due sezioni delle cave di Salone da visitare.

Così un giorno, al tramonto, seguendo le sue indicazioni, penetrai in una seconda porzione delle cave, diversamente straordinaria da quella del lago grande.

Ma, prima di continuare, una breve lezione di archeologia/storia: il sistema delle cave, così come quello degli acquedotti, era al tempo dei Romani una vera e propria industria. Con una organizzazione logistica perfetta e con tanto di filiera, organizzata in modo ferreo, di cavatori, battellieri, facchini, carrettieri ecc. ognuno con le competenze tecniche e progettuali necessarie allo scopo.

E come per le opere idrauliche, anche per quanto riguarda l’estrazione di minerali e di materiale da costruzione i romani si ispirarono agli etruschi che, nel golfo di Baratti, in Toscana, avevano per esempio attivato quello che è considerato il più grande centro siderurgico dell’antichità.

si esce dalla collina sospesa delle Cave di Salone
si esce dalla collina sospesa delle Cave di Salone

Ma perché dico ciò? Perché, e questo è il mio cruccio, i popoli che hanno abitato il nostro paese, hanno saputo nei millenni creare, a corredo del genio dei loro artisti e artigiani, delle filiere industriali senza pari.

Altro esempio: l’Arsenale di Venezia. Il più grande complesso produttivo al mondo per centinaia di anni.

Un patrimonio di esperienze, di creatività, di capacità progettuali (il Made in Italy) messo insieme in migliaia di anni.

E quasi completamente annientato, in soli venticinque anni, dall’euro, dall’unione europea e da una classe dirigente inetta.

Andiamo avanti: questa seconda porzione delle cave di Salone era diversamente grandiosa da quella del lago grande: un faraglione di roccia preannunciava una cavità smisurata con alberi a testa in giù, piante rampicanti a ricoprire le rovine e il sole del tardo pomeriggio a illuminare l’ambiente passando da enormi fori aperti nelle volte.

il lago sottostante la collina sospesa delle Cave di Salone
il lago sottostante la collina sospesa delle Cave di Salone

Le cave sono oggi circondate dall’autostrada, dai centri commerciali e da costruzioni più o meno abusive.

E, a proposito di costruzioni più o meno abusive, esiste una terza porzione delle cave, in terreno privato anch’essa, assolutamente grandiosa, alla quale giunsi, anche questa volta, seguendo le indicazioni del buon Andreas.

Si tratta di una collina quasi interamente scavata, che Andreas ha chiamato la colina sospesa, data l’impressione che si regga su “esili” gambe.

Gli ambienti, risultato dell’attività di estrazione, sono così  smisurati, che potrebbero essere un’eccezionale location cinematografica per un film sui titani.

Dopo essere stati all’interno della collina, si esce all’aperto, e ci si affaccia all’improvviso sul bellissimo lago sottostante, nel quale si specchia una torre probabilmente medievale.

Ed ecco che provo, nonostante l’autostrada poco lontana, la sensazione di solitudine e il senso di sospensione del tempo, che sempre mi afferra, quando entro in una cava di migliaia di anni fa.

riflessi nelle cave di Salone
riflessi nelle cave di Salone

Sensazioni già provate, infatti, nelle Cave di Grotta Oscura e nelle Cave del Fosso del Drago, di cui avete letto nei post precedenti.

Riesco a malapena a immaginare che effetto potessero fare ai nostri antenati, fino a settanta anni fa, prima della grande speculazione edilizia, i resti delle cave, quando questi erano dispersi nella campagna romana, con la sola compagnia del morbido Aniene e di una sequenza di torri e castelli, come le torri di Albuccione e del Torraccio (che saranno prossime mete di escursioni).

Certo, sarebbe cosa buona fare un parco archeologico, che comprendesse le cave e le vicine torri, per tutelare e far conoscere i resti di un passato glorioso.

Detto questo, troverete le indicazioni su come arrivare nella seconda porzione delle cave, l’unica che, pur essendo in terreno privato, è totalmente abbandonata e quindi visitabile (e che da sola vale il viaggio!) nel volume due di “Luoghi segreti a due passi da Roma“.

all'interno della collina sospesa
all’interno della collina sospesa

Di luigi plos

55 anni, con una figlia di 20, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

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