ZTL E SceriffiteZTL E Sceriffite

Il COVID innescò un effetto collaterale: la SCERIFFITE (a cui seguirà la ZTL).

Quando a maggio del 2020 terminò il primo lockdown, rimase la voglia di continuare a chiudere, da parte di privati e amministrazioni locali.

Da parte dei privati è comprensibile.

Durante i lockdown arancioni ai romani, massacrati da divieti

che “manco in GermaniaEstAnteCadutaMuro”

non rimaneva quasi altro che camminare, e solo all’interno del comune.

E così, nelle domeniche arancioni, i percorsi naturalistici all’interno del comune di Roma, in particolare quelli di Galeria e San Vittorino (ne narrai nelle guide precedenti), divenivano oggetto di massicci assalti all’arma bianca.

Rammento una domenica arancione, allorché a Galeria erano parcheggiate in modo caotico centinaia di auto lungo le strade circostanti: una sorta di scena da film post nucleare. Un vespaio.

E a questo proposito, non era meglio lasciar sciamare i romani per l’intera regione? Non si sarebbero creati tali assembramenti.

Arrampicando a Galeria.

Risultato? Galeria e San Vittorino sono oggi interdetti, anche per l’esasperazione dei proprietari.  

Ma almeno, se un giorno il parlamento ricomincerà con zone gialle/arancio/rosso/rosso pompeiano/fucsia/beige/nero, la nuova guida “ZTL a Roma – Zona Traversate Libere” offrirà momenti di libertà.

Oltre ai privati, molti parchi/riserve/amministrazioni locali interdicono, oggi, aree naturali e sentieri, per motivi che non venivano considerati prima del Covid: un piccolo smottamento, un albero a rischio caduta … E tu sai quando inizia l’ordinanza comunale che vieta l’accesso a un’area, ma non sai quando termina: si chiude e si aspetta una vita a risistemare il sentiero.

Un’emergenza in Italia è come un diamante: è per sempre. Vuoi mettere quanto è più comodo proibire l’accesso a un’area, anziché lavorare per renderla fruibile? Tanto, noi cittadini ci siamo abituati a ubbidire a ordinanze spesso lesive della libertà, e del buon senso.

la Cascata di S. Vittorino (foto di S. De Francesco)

Così, camminare vicino casa è diventato complesso. Io stesso non vado quasi più nel mio amato Parco di Veio, soggetto a troppi vincoli.

Come guida ambientale escursionistica, poi, devo passare parte del mio tempo nel disegnare nuove escursioni, che vanno a sostituire le tante non più possibili.

Peraltro in questa guida troverete alcuni itinerari al momento chiusi, ma descritti ugualmente, perché, per la loro bellezza devono tornare a essere fruibili.

Scritto questo, Il COVID aveva caratteristiche singolari.

Non si attivava al nord, dove milioni di lavoratori andavano nelle fabbriche  spesso pigiati nei treni e vicini l’un l’altro, ma era pronto ad attaccarti se andavi a farti una passeggiata da solo in un  bosco o in spiaggia, dove venivi perseguitato che manco i narcotrafficanti.

Non si attivava nei locali pubblici prima delle 18, ma solo dopo; non  si attivava, poi, se stavi seduto al tavolino, ma ti saltava addosso nel tratto dall’entrata del bar al bancone

Non si attivava durante eventi con decine di migliaia di persone ammassate, come in Piazza Duomo a Milano (maggio 2021) durante la festa per lo scudetto dell’Inter nel maggio 2021, e nelle piazze con i maxischermi nelle successive partite degli Europei, ma si attivava se entravi, tipo, in un negozio.

ZTL e Sceriffite. Casamatta del Forte di Monte Mario
ZTL e Sceriffite. Casamatta del Forte di Monte Mario

Parimenti il virus della SCERIFFITE si comporta in modo singolare.

Si attiva per numerosi percorsi presso i fiumi,

ad esempio nel Parco di Veio (capitoli 14 e 15 della nuova guida), dove però depuratori insufficienti inquinano i fiumi e dove troviamo discariche abusive, ma non si attiva in zone altrettanto delicate se ci si va con i QUAD (magari perché questi portano soldi), o in zone infestate da bossoli di cartucce.

Ma perché chiudere? E’ proprio camminando vicino casa che inquiniamo meno. Evitiamo lunghi viaggi in auto, in aereo, magari per finire intruppati in luoghi anche più delicati dei nostri fiumi, come le isole dell’Oceano Indiano o del Pacifico o i campi base di Himalaya e Karakorum.

Facciamo poi circolare moneta all’interno delle economie locali dove andiamo a camminare, acquistando prodotti, pranzando in ristoranti del posto, invece di metterle in tasca a compagnie aeree, produttori di petrolio ecc.

ZTL e Sceriffite. La Cascata dell'Olgiata.
ZTL e Sceriffite. La Cascata dell’Olgiata. La scoprirete nell’ultima guida.

ZTL.

Zona Traffico Limitato oppure Zona Traversate Libere?

La ZTL è un ulteriore effetto collaterale del COVID.

Imporre una ZTL così invasiva a Roma, dove i trasporti pubblici sono insufficienti, vuol dire limitare – nuovamente dopo due anni – la libertà di movimento.

Ma questa volta limitarla NON a tutti, bensì solo a chi non è abbastanza ricco da poter cambiare auto.

E, se le persone meno abbienti non possono acquistare un’auto nuova, rischiano di perdere il lavoro. Spesso devono raggiungere luoghi non serviti da mezzi pubblici e/o di lavori in orari notturni/festivi (pulizie, ristorazione, alberghiero, grande distribuzione).

Oltre a venire già vessati da inflazione e aumenti delle bollette.

E sulle bollette, il cui rincaro è avvertito proprio dalle famiglie più povere, ci sarebbe da aprire il discorso per cui non c’era motivo di autosanzionarci ed entrare in guerra contro il nostro fornitore storico di gas naturale, ovvero contro una nazione che NON PUO’ perdere questa guerra. Abbiamo perso noi italiani: l’accesso a una fonte economica di energia; e ora compriamo il gas da altre nazioni a prezzi quadruplicati e spesso si tratta di gas russo che viene triangolato.

Viva l’ipocrisia!

Siamo poi certi che le auto nuove, mediamente più pesanti e ingombranti di  quelle vecchie, inquinino di meno? Durante le fasi di produzione quintali e quintali di plastica, materie prime e semilavorati vorticano fra i vari stabilimenti in giro per il mondo, consumando energia a tutto spiano. E, poi, queste auto, vanno trasportate per migliaia di chilometri in Italia. Ma non sarebbe meno inquinante lasciare alle auto vecchie (vengono interdette anche quelle che hanno pochi anni!!!) una vita più lunga?  

ZTL e Sceriffite. A picco sulla cascata Maresca – Pelei. La scoprirete nell’ultima guida.

La ZTL si potrebbe al limite accettare se, chi la dovesse promuovere, fosse coerente.

Se, per dire, nel fare questo passo, potenziasse di pari grado il trasporto pubblico. Il quale, invece, almeno a Roma, peggiora anno dopo anno.

Se operasse una politica di riciclo/riuso/recupero diffusa sul territorio. Invece a Roma la differenziata ha smesso di crescere, visto che vogliono “risolvere” il problema rifiuti con un gigantesco termovalorizzatore, che deve essere nutrito da quanti più rifiuti possibile. A parte i costi enormi, questo mostro produrrebbe di certo un infinito via vai di camion inquinanti, ogni giorno e per decenni.   

Vuoi mettere, infatti, quanto è meglio centralizzare il ciclo dei rifiuti?, Poca burocrazia, pochi soggetti da mettere “d’accordo”. Molto più sbrigativo e facile che decentralizzare sul territorio e dover coordinare tante realtà, così da avere a che fare con poche controparti ben conosciute, invece che decentralizzare sul territorio (con diverse tecnologie) e avere tante realtà alle quali rendere conto.

ZTL e Sceriffite. Nella gola dell'Acqua Rossa.
ZTL e Sceriffite. Nella gola dell’Acqua Rossa. Sempre nel comune di Roma.

E non si tratta solo di interessi economici. Anche un banale fanatismo acceca chi governa Roma.

Non si preoccupano ad esempio di tre miliardi di cinesi e indiani che producono in precarie condizioni ambientali e di sicurezza e avvelenano il pianeta. No! I politici capitolini pretendono di combattere l’inquinamento globale con la ZTL, misura destinata ad incidere su di esso di un’inezia che basterà l’apertura dell’ennesima fabbrica asiatica a vanificare, in confronto con i disastri sociali ed economici che causerà.

La ZTL è anche desiderio di controllo da parte di chi governa.

Questo desiderio è riemerso prepotente: settantacinque anni di democrazia  sono stati una breve parentesi in una storia dove vige, naturalmente, la legge del più forte.

Il fatto è che il nostro cervello non si è evoluto negli ultimi diecimila anni, da quando siamo usciti dalle caverne: una frazione dei milioni di anni di evoluzione della specie umana.

E così siamo ancora soggetti a logiche di branco, in virtù delle quali sacrifichiamo la nostra libertà a favore di un capo/parlamento che ci protegga da pericoli esterni, che volta per volta sono: la tribù nemica, le streghe, gli eretici, i sovversivi, i comunisti, gli arabi con lo zainetto nel 200, i no vax, i putiniani …

A questo si aggiunge una tecnica antica e sempre valida per gestire il potere: “Divide et Impera”: pro vax contro no vax prima, pro ZTL contro no ZTL oggi.

Fateci caso: con la ZTL adottano le stesse regole che utilizzarono per la vaccinazione di massa: prima toccò ai medici, poi agli insegnanti, poi ai dipendenti pubblici, poi a chi aveva più di cinquant’anni …badando a dividere le categorie, che pensavano di non essere toccate, mentre pian piano si arrivava anche a loro.

Oggi è già toccato a chi ha l’euro 2. Poi, pian piano, “dolcemente”, toccherà un po’ a tutti.

I principi giustizia e di libertà sui quali fu rifondata l’Italia nel 1945, sono stati sgretolati in questi quattro anni e un suadente autoritarismo procede spedito, prima con il greenpass sanitario, poi con la ZTL, all’interno di quello che viene chiamato “capitalismo di sorveglianza”, dove tutto viene regolamentato tranne la finanza, la quale viene invece sempre più deregolamentata. 

A breve con l’euro digitale e il portafoglio digitale.

E io che, ancora pochi anni fa, mi domandavo come fosse stato possibile che un secolo fa, in due paesi civili, Italia e Germania, potessero aver preso piede due regimi autoritari (quello tedesco, poi, incardinatosi in una spirale di follia).

Semplice. Bastò qualche emergenza: gli anarchici, gli ebrei …

ZTL e Sceriffite. Fra i segreti dei Parioli.

Di luigi plos

58 anni, con una figlia di quasi 23, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa seicento articoli postati su questo blog, in sei guide escursionistiche, oltre 160.000 followers su Facebook e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su economia, politica, ambiente.

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