Riflessi fra le cave abbandonate di Allumiere.

C’è stato un tempo in cui globalizzazione e delocalizzazione erano di là da venire.

Tutto o quasi era a chilometro zero, comprese le filiere industriali che oggi sono sparse dal Vietnam al Brasile con la conseguente perdita di posti di lavoro in Italia.

Parliamo delle filiere alla base del Made in Italy, grazie alle quali l’Italia è divenuta famosa nei secoli.

La carta ad Amalfi e a Fabriano; il vetro a Burano; l’oro a Vicenza, ad Arezzo, a Valenza Po; i tessuti a Biella e in tanti altri comuni … l’allume ad Allumiere.

Presso la cava grande – a poca distanza da Allumiere

Ad Allumiere verso la metà del 1400 furono scoperte le vene di allume, elemento fondamentale a quel tempo per fissare i colori su pelli e tessuti (toh! Tolfa e le sue celebri borse in pelle si trova vicino ad Allumiere, andando così a comporre una delle filiere di cui sopra).

Non fu quindi più necessario importarlo dai domini dell’impero ottomano.

Anzi! A quel punto non fu neanche più necessario mantenere accordi di buon vicinato con gli “infedeli”.

E siccome a entrambi prudevano le mani, ecco che i proventi provenienti dalla vendita dell’allume contribuirono a finanziare le guerre del XVI secolo fra Europei e Ottomani.

all’interno della cava grande – non lungi da Allumiere

Come sappiamo dopo aver perlustrato tante cave abbandonate, a cominciare da quelle di Salone, tutte sono a loro modo fascinose e tutte entrano a pieno titolo fra i luoghi segreti vicino Roma.

In esse la vegetazione tutto si riprende, in una felice commistione con la roccia.

In particolare in due di queste cave presso Allumiere il mix natura – opera dell’uomo è sorprendente.

Ah! Vanno visitate in giornate soleggiate, per godere della miscela unica di colori.

Nella cava grande – presso Allumiere

La prima è relativamente conosciuta. Si tratta della Cava del Moro, anche detta del Silenzio, appena fuori Allumiere.

La seconda, detta Cava Grande, è poco più lontana.

Qui, dopo esserci spinti all’interno del grande catino di rocce oggetto degli scavi secolari, prendiamo una traccia e ci inoltriamo nel bosco in direzione di un’altra sezione della cava.

La vegetazione termina ai piedi di una parete dai toni accesi e in precario equilibrio.

Tutto del resto, in questo contesto, è precario.

Un paesaggio degno delle visioni di Gustavo Dorè e Dante Alighieri.

All’interno della Cava del Moro – appena fuori Allumiere.

Se ci sentiamo, possiamo arrampicarci velocemente per un piccolo tratto lungo l’instabile parete, e riscendere subito dopo, precipitevolissimevolmente.

Tiziana Guida, presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, con la quale ho effettuato questo sopralluogo, mi ha spiegato che … anzi! Lascio direttamente a lei la parola :

“il paesaggio particolare dei monti della Tolfa, con colline alte oltre 600 metri a meno di 10 chilometri dal mare, è legato all’attività, oggi estinta, del vulcanismo più antico del Lazio, iniziato circa 3 milioni di anni fa.

La ricchezza mineraria di quest’area è dovuta alla presenza dell’idrotermalismo (circolazione di fluidi caldi in profondità che alterano le rocce), collegato all’attività vulcanica.

Essa ha dato origine a diffuse mineralizzazioni con rame, piombo, zinco e ferro ed alla formazione di materiali di interesse economico, principalmente alunite e caolino, sfruttati fin dalla preistoria.”

Grazie, Tiziana!

Postilla: questo sarà uno dei venti itinerari inediti della prossima guida!

Nella foto di copertina: riflessi all’interno della Cava del Moro.

All’interno della cava grande – foto di Tiziana Guida.
Nella Cava del Moro.
 

Di luigi plos

56 anni, con una figlia di 20, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

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