Nelle forre di Castelnovo di Porto - foto di Davide Mengone

Ebbene si. Siamo ancora nel territorio di Castelnuovo di Porto, e per la millantesima volta.

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto.

L’area intorno al lago di Grotta Pagana è unica nel panorama altrettanto unico del Parco di Veio: insediamenti etruschi e medievali; opere idrauliche imponenti e di antica origine, simbolo dell’abbondanza di acqua e del controllo su di essa; risorgive dai colori sgargianti e, a riassumere il tutto, il Fosso di S. Antonino con le sue tante e possenti cascate.

Avevo perlustrato questa zona in lungo e in largo, convinto ormai di conoscerla alla perfezione e, infatti, l’avevo anche scritto.

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto: le gallerie simmetriche.

Poi un dì di dicembre 2019, mi inoltro in una forra laterale che, per qualche oscuro motivo, in tanti anni non avevo mai percorso, pur avendola sempre avuta a portata di mano.

Sapete! Quando si dice pensiero laterale.

Uno (io, per esempio) pensa di avercelo, tant’è vero che gli capita di risolvere problemi per il tramite di soluzioni innovative e originali.

Poi, il medesimo tizio, sedicente dotato di pensiero laterale, passa ripetutamente accanto a una valletta laterale rispetto al percorso consueto e il suo cervello in quel caso si dimostra ben poco laterale e non gli suggerisce di percorrerla, pur essendo quel tizio uno che di lavoro fa anche perlustrazioni, ma lo fa tirare dritto.

Beh! C’è anche da dire che, andando dritto, quel tizio arriva subito alle meraviglie del Fosso dell’Acqua Forte, di cui avete letto nelle guide precedenti e dove giungeremo al termine di questo anello.

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto: mescita di acqua minerale frizzante.

Ecco; nel punto in cui in genere andiamo dritti per il Fosso dell’Acqua Forte, giriamo a destra per un tratto asfaltato e giungiamo poco dopo a una sorgente di acqua frizzante all’interno di una gola ombrosa.

Qui finisce la strada asfaltata e inizia una banale traccia di sentiero che, appunto, il mio pensiero, NON LATERALE in quei momenti, non mi aveva mai invitato a percorrerlo, facendomi prendere l’acqua frizzante e poi tornare indietro.

E questa, e qui concludo l’ardita riflessione, è una costante di noi esseri umani, per la quale raramente andiamo a imboccare strade conosciute, dal momento che i nostri cervelli preferiscono tenerci in situazioni tranquille (leggasi: maggior possibilità di sopravvivenza) e che l’umanità è però progredita, quando ha preso vie sconosciute.

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto: antica strada sul Monte Calvio.

Vabbé torniamo a noi.

Prendo questa traccia e … ma non è banale per nulla!

Poco dopo si inoltra all’interno di una profonda gola ombrosa e costeggia il sottostante torrente, chiuso fra alte pareti di tufo, verdissime e con continue cascatelle.

A un certo punto sbuco in una radura fra le colline boscate e poco dopo rientro nel folto della vegetazione per giungere, in breve al cospetto di due gallerie simmetriche che si fronteggiano davanti a un piccolo specchio d’acqua, alimentato in periodi piovosi da una cascatella.

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto: nel Fosso dell’Acquaforte.

Secondo la studiosa indigena Fulvia Polinari si trattava di un’unica galleria, poi franata.

Il luogo è singolare e straniante.

La traccia ora sale ripida e fangosa e ci porta sulla cima del Monte Calvio. Nonostante i soli 267 m di altezza, è una “montagna” di tutto rispetto per due caratteristiche: il panorama ad angolo giro e l’immensa spianata sommitale.

Traversando la spianata appaiono sempre più numerosi solchi e cerchi nella pietra, fino a giungere nel punto dove questa si interrompe bruscamente a precipizio sulla forra che abbiamo appena percorso (e su quella che dobbiamo ancora attraversare) e dove ci appare all’improvviso quella che doveva essere la strada di accesso all’insediamento di Monte Calvio, di ignota origine, scavata fra due pareti di roccia.

Emozionante!

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto: nel Fosso dell’Acquaforte.

È ora di tornare.

Cerco il pendìo meno ripido ed “eccomi a casa”, ovvero nella seconda forra di oggi, di cui narrai tanti anni fa e che è ora divenuta quasi un luogo di culto per i fotografi amanti delle tonalità accese, che virano dall’arancione al rosso scarlatto, risultato delle numerose vene ferrose.

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto: resti dell’antico insediamento di Monte Calvio.

Il Fosso dell’Acqua Forte sempre mi sorprende, nonostante vi sia stato ventine di volte.

Riempio la borraccia con altra acqua minerale, che sgorga direttamente dalla roccia vermiglia, frizzante come quella di prima e, in più, ferruginosa che sembra di bere sangue, e torno felice alla macchina.

Foto di copertina di Davide Mengone.

All’interno delle forre di Castelnuovo di Porto: nel Fosso dell’Acquaforte.

Di luigi plos

55 anni, con una figlia di 20, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

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