La via Sacra - foto di M. Bordini
sulla via Sacra
sulla via Sacra

La via Sacra è relativamente nota agli escursionisti laziali.

Si distaccava dall’Appia ad Ariccia e raggiungeva il tempio del Giove Laziale sulla sommità del monte Cavo.

È una sorta di via Appia Antica e, a differenza di questa, non procede dritta (almeno per il tratto ancora visibile, ovvero quello che stiamo per fare), ma si intorcina, si irripidisce, per superare alcune centinaia di metri di dislivello e giungere sulla seconda cima dei Castelli Romani, il Monte Cavo, a quasi mille metri di quota.

Non si tratta di un luogo segreto.

La inseriamo nel blog poiché stiamo, con il buon Matteo, per percorrerla in “integrale, a differenza della gran parte degli escursionisti, che si fa solo il tratto più rinomato, quello dove il basolato in pietra lavica è praticamente intatto.

Partiamo quindi dalla prima traversa che incontriamo dopo il ristorante “La Foresta” e, a una svolta ci avviamo lungo il primo, negletto, tratto della Via Sacra.

"particolare" della via Sacra
“particolare” della via Sacra

La strada è qui ricoperta ai lati dalla vegetazione.

A differenza di coloro che ne percorrono solo la parte superiore, se guarderemo per terra, dopo alcune centinaia di metri vedremo una sorta di missile scolpito, sul basolato.

In realtà è un fallo, posizionato in direzione di marcia.

Un secondo “fallo” s’incontra alcune decine di metri dopo.

Proseguendo invece verso la cima, individuiamo i resti di un muro di contenimento.

Dopo poco raggiungiamo il punto più celebre: la visione contemporanea del lago di Nemi e di quello di Albano con, in lontananza, lo sberluccichio del Tirreno.

tornante della via Sacra - foto di Matteo Bordini
tornante della via Sacra – foto di Matteo Bordini

E’ singolare, e avvilente, che un luogo così suggestivo e carico di storia non sia affollato di turisti.

D’altra parte gli orrendi ripetitori del sovrastante Monte Cavo fanno perdere la magia che si ha, salendo lungo la via.

I ripetitori peraltro fanno il paio con l’immondizia che i roccapapini gettano nella forra di Pentima Stalla, altro luogo per il quale varrebbe la pena pagare un congruo biglietto per visitarlo.

Il comune di Rocca di Papa, e quelli circostanti, hanno un giacimento non sfruttato di questa meraviglia e di tante altre.

Foto di copertina di M. Bordini.

la via Sacra al tramonto
la via Sacra al tramonto

Di luigi plos

56 anni, con una figlia di 21, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

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