La Torre di Procoio Vecchio

E pure qui c’è lo zampone di Luigi Perini, Lucumon Maggiore di Castelnuovo di Porto.

Come narrato nelle guide precedenti, avevo paragonato Luigi al cavaliere Galgano del romanzo “I sotterranei del cielo“. Galgano vaga senza requie nella contea di Chiusdino vicino Siena, spada alla mano, a difendere deboli e oppressi, prima di infilare quella spada nella roccia che ammiriamo presso la celebre abbazia che porta il suo nome.

Panorama fino al Vaticano dalla Torre di Procoio Vecchio

Infatti, come Galgano, spadamunito, non valica i confini della sua contea, allo stesso modo Luigi, roncolamunito, percorre la sua “contea” in lungo e in largo senza svalicare, intento a riportare alla luce testimonianze storiche e archeologiche, millenarie e dimenticate.

Ebbene! C’è una novità! Luigi lo scorso settembre uscì dal territorio di Castelnuovo di Porto e si spinse fin fino al confinante comune di Riano! 😉

Panorama sui laghi sottostanti dalla Torre di Procoio Vecchio

Anche perché il posto dove Luigi ci portò, si trova a due  passi (ma proprio 2) dal gustoso Grottino, la trattoria gestita dai suoi zii, dove anch’egli lavorò circa trentacinque anni fa, allorché in questa zona  giravano “Il Nome della Rosa” e al Grottino ci veniva a pranzare un certo Sean Connery.

Detto questo, ecco come andò.

Luigi un dì ci prende e ci trascina lungo un ripido sentiero che rimonta una collina nei pressi della Via Tiberina, poco dopo il cimitero di Prima Porta.

Panorama su A1 e Alta Velocità dalla Torre di Procoio Vecchio

All’improvviso, semi nascosta da una pineta, ci appare una torre d’osservazione, risalente a circa sette secoli fa, detta Torre di Procoio Vecchio.

Rimaniamo stupefatti sia dalla sua imponenza, pur se parzialmente crollata, sia, soprattutto, dal panorama.  

la Torre di Procoio Vecchio

Facendoci tutti i trecentosessanta gradi a disposizione, ci troviamo davanti agli occhi nell’ordine: le rigogliose e ondulate colline del Parco di Veio, l’immensa Val Tiberina con i tanti paesi che emergono dalla bruma del Tevere e posti ai piedi dei Monti Sabini e Lucretili.

Abbassando lo sguardo, abbiamo il sinuoso corso del Tevere con i suoi celebri meandri e, proprio sotto di noi, dei laghetti artificiali per le attività sportive.

Poi la linea ferroviaria ad alta velocità e l’A1.

Continuiamo il giro e spiccano davanti a noi i quartieri di Roma Nord, finché il nostro sguardo si posa sulla cupola di S. Pietro e sulla collina di Monte Mario.

Direi una torre d’avvistamento perfetta, in probabile collegamento visivo diretto con Roma e, di certo, in collegamento con la Torre di Procoio Nuovo, sulla collina prospiciente.

E questa è un’altra storia.

la Torre di Procoio Vecchio

Di luigi plos

55 anni, con una figlia di 20, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

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