La Mola di Mazzano Romano

Nella foto sopra: il palazzo dei Biscia si specchia nel Treja presso la Mola di Mazzano Romano. Foto di Marianna Plos.

Questo capitolo ispira un paio di riflessioni.

La prima è che i romani lambiscono appena le anonime case di Mazzano moderna, per fiondarsi verso le trattorie della vicina e ormai rinomata Calcata.

Il fatto è che non vedono alcuna rupe che protegge il nucleo antico a dominare quello moderno, come si solito capita.

Non immaginano, quindi, che Mazzano abbia un centro storico.

Presso la Mola di Mazzano Romano

Invece la rupe c’è. Ma … è invisibile!

O, meglio, diventa visibile se scendiamo una strada ripida fino a trovarci davanti a un grumo di case antiche e aggraziate, aggrappate alla rupe sulla quale fanno presa le immense mura che sorreggono il palazzo baronale dei Biscia, e che compongono Mazzano antica.

Dopo essere entrati nell’arco nelle mura ed avere visitato questo incantato centro storico, scendiamo ancora fino a giungere al ponte sul Treja, che arriva direttamente da un altro tempo.

Il ponte senza tempo sul quale transita mia figlia Marianna – presso la Mola di Mazzano Romano

Oltre il ponte gli escursionisti, letto il cartello che illustra i sentieri della zona, si spartiscono velocemente fra chi prende il sentiero che sale e che giunge a Calcata e chi gira a destra risalendo il Treja, verso l’altrettanto rinomata Montegelato.

Eppure, se si soffermassero a guardare il fiume verso valle, noterebbero qualcosa di singolare: le acque si allargano a formare una sorta di lago dove si riflette (nelle ore del mattino) il palazzo dei Biscia e le case di Mazzano antica.

Ma come è possibile che il fiume si allarghi così tanto?

 

Il salto presso la diga di Mazzano Romano.

Ecco allora che l’escursionista incuriosito camminerebbe lungo il fiume per capire l’arcano.

E scoprirebbe una diga a pelo d’acqua e un canale laterale scavato nella roccia con una serie di cascate, con le quali il fiume supera il dislivello creato artificialmente.

Si tratta di un insieme di chiuse e canali del XVI secolo che regolavano il flusso dell’acqua verso un mulino, purtroppo crollato solo pochi anni fa.

Riflessi presso la Mola di Mazzano Romano. Foto di Marianna Plos

Ed ecco la seconda riflessione: i mazzanesi non lo ritengono un sito così spettacolare e degno di attenzione e non vi attirano i romani, che corrono senza fermarsi sulla provinciale in direzione di Calcata.

Chissà!

Forse si pensano che luoghi così ce ne siano in ogni paese.

E invece no.

Si tratta di una commistione quasi unica di natura e opera dell’uomo, a pochi minuti a piedi da un centro storico di grande fascino e, in più, sconosciuto. 

Questo sarà uno dei venti itinerari inediti, che troverete dettagliati nella prossima guida!

Sopra la diga della Mola di Mazzano Romano

Di luigi plos

56 anni, con una figlia di 20, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

2 pensiero su “La Mola di Mazzano Romano”
  1. Fantastico.
    Non mi escono altre parole. Ho chiesto amicizia al gruppo Luoghi segreti a due passi da Roma perché innamorata di Roma e provincia.
    Voglio ringraziare te Luigi per tutte le pubblicazioni e le uscite che organizzi; promettendo a me stessa che quanto prima entrerò a far parte dei gruppi di passeggiate alla scoperta dei posti sconosciuti.
    Grazie ancora.
    Stefania

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