Il luogo segreto di oggi assembla in poche migliaia di metri quasi tutto quello che abbiamo visto in questi anni: storia, natura, avventura, architettura, misticismo.

la stretta prima della mola di Castel S. Elia
la stretta prima della mola di Castel S. Elia

Nel capitolo dedicato al medioevo siamo venuti a sapere come Roma fra il secondo e il sesto secolo dopo Cristo perdette il 97% dei suoi abitanti e come buona parte dei pochi Romani sopravvissuti sciamò nei dintorni della città, dove fondarono ventine di siti abitativi.

Molti di questi divennero floridi nell’alto Medioevo.

Buona parte dei siti successivi alla caduta dell’Impero fu edificata nella modalità “incastellamento”: insediamenti autosufficienti, a picco sulle forre, con mulino e cascata perenne lungo il fiume sottostante, con abitazioni e depositi scavati nella roccia e con torre d’ordinanza.

mola di Castel S. Elia
mola di Castel S. Elia

Questi luoghi, abitati per secoli da Etruschi e Falisci, e abbandonati durante i secoli della Repubblica e dell’Impero, sia per il fatto di essere lontani dalle principali vie di comunicazione sia perché la Pax Romana rendeva più semplice e produttivo vivere in pianura, furono lestamente rioccupati una volta cessato di esistere l’impero.

davanti alla mola di Castel S. Elia
davanti alla mola di Castel S. Elia

Quella che prima era, infatti, una sfortuna, ovvero il fatto di essere tagliati fuori dalle vie di comunicazione, divenne una fortuna in tempi “storicamente interessanti” di passaggi di Goti, Bizantini, Longobardi, Saraceni… tutti con le loro belle pretese.

Un esempio è Castel S. Elia, frequentato anche da San Gregorio Magno.

Di certo si trattò di un insediamento ricco, come possiamo evincere dallo splendido trittico composto da ponte medievale a schiena d’asino ai piedi del paese/ basilica romanica/santuario a picco sulla forra con eremo scavato nella roccia.

A questa floridezza doveva corrispondere un apparato produttivo, ovviamente composto anche dai mulini.

Ed eccoci al luogo di oggi.

Prima della visita alla scala nella roccia e del panoramico picnic nei giardini del santuario, non potremo esimerci dallo scendere lungo un sentiero ripidissimo e particolarmente scivoloso in inverno.

Voi direte: “Ma se d’inverno è scivoloso, andiamoci quando è asciutto. No?”

Mmmhhhh… il fatto è che solo in inverno è possibile godere di ciò che state per leggere (senza contare che d’estate questo sito può diventare irraggiungibile per via dei rovi).

Prendiamo dunque un’impervia traccia di sentiero e passiamo, sempre in forte discesa, in una strettoia parzialmente artificiale, stretta e scivolosa.

le cascate della mola di Castel S. Elia
le cascate della mola di Castel S. Elia

Dopo la strettoia la traccia continua a scendere verso il fondo della forra e risale la riva orografica sinistra del fiume, passando sopra massi resi viscidi dall’umidità, particolarmente elevata in inverno.

L’ambiente è magnifico: in alto le pareti della forra sono illuminate dal sole radente; in basso sulla riva del fiume la luce è scarsa e le felci danno un’ambientazione cupa e molto nordica.

Si passa di continuo dal caldo, al freddo, al caldo e gli strati dell’abbigliamento a cipolla vengono sfogliati a ripetizione.

cascata del Picchio . Non lungi dalla mola di Castel S. Elia
cascata del Picchio . Non lungi dalla mola di Castel S. Elia

A un certo punto la traccia rimonta un’elevazione del terreno e appare uno scenario magnifico: una serie di cascatelle scaturiscono dalle pareti sovrastanti e finiscono nel fiume, molto simili alle sorgenti pensili del Treja, di cui potete leggere anche nella seconda guida.

In mezzo a questo turbinio di acque si stagliano le rovine della mola di Castel S. Elia.

La mola di Castel S. Elia, pur rimaneggiata, mantiene un fascino arcano.

Ah! Se continuerete lungo il corso del fiume, sempre sulla sinistra orografica, giungerete alla stupefacente cascata del Picchio, itinerario un tempo segreto, descritto nella seconda guida, e ora relativamente noto.

davanti alla mola di Castel S. Elia
davanti alla mola di Castel S. Elia

 

 

Di luigi plos

55 anni, con una figlia di 20, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

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