La cava di Ponte San Pietro

E pure il territorio di S. Gregorio da Sassola fa parte di quello che è a mio parere il più eccezionale panorama culturale d’Italia e, quindi, della Terra. In poche migliaia di metri abbiamo una serie infinita di meraviglie, che abbiamo appena intaccato nei tre capitoli precedenti. Ne trovate altre descritte nella Guida “Sessanta nuovi luoghi segreti a due passi da Roma – Roma Sud”.

Parlando di questo itinerario, esso porta al luogo segreto di scoperta più recente. Solo da pochi mesi, infatti, il Lucumone Massimo di Zagarolo, Roberto Casalinuovo,  ha intuito che dietro un roveto poteva esserci la cava dalla quale estrassero il materiale da costruzione per l’acquedotto detto Ponte S. Pietro. Dunque è andato giù di roncola, ha “sfrattato” il roveto ed è apparsa la cava. Grande Roberto!

A proposito di Ponte S. Pietro, una ventina di anni portai un gruppo di amici a vedere le arcate della zona. A seguire andammo a Villa d’Este a Tivoli, dove c’era una mostra di vedutisti (i tempi in cui si potevano vedere mostre  e tanto altro senza patemi e divieti). Bene! In una sala c’era il dipinto di Ettore Roesler Franz di Ponte

S. Pietro, identico a come lo avevamo visto poche ore prima. Feci un figurone super!

Descrizione: lasciamo l’auto su via Faustiniana alla seconda curva, circa 700 metri dopo l’incrocio con la Polense, 41.902809, 12.815802, dove un cartello indica una fabbrica di fuochi artificiali. Prendiamo la strada bianca in salita dal versante opposto di Via Faustiniana (indicazioni escursionistiche presenti – luglio 2021) e proseguiamo. Dopo poco, in discesa, ci imbattiamo in un tratto di basolato quasi intatto. Si tratta della strada romana di servizio agli acquedotti. Continuiamo lungo la strada bianca e lambiamo a destra i ruderi di una mola. Poco dopo arriviamo al (appunto) Ponte della Mola: 41.894583, 12.824105. Volendo, possiamo rimontare il pendio e camminarci sopra: vertiginoso/pericoloso/strapicchioso.

Il ponte della Mola presso la cava di Ponte San Pietro. Foto di Paolo Petrignani

Continuiamo lungo la strada bianca. Dove questa si biforca, lasciamo la deviazione che sale a sinistra e continuiamo lungo il tratto che costeggia il fiume. Dopo poco dobbiamo fare attenzione a una diramazione alla nostra destra, che scende con una curva. La prendiamo e dopo due svolte giungiamo in una radura dove appare l’immaginifico Ponte S. Pietro: 41.891969, 12.829801. Possiamo guadare il torrente e andarlo a vedere da vicino. Potenziale rischio di crolli. Tornati sulla strada principale, facendo attenzione, prendiamo il sentierino infrascato, che percorre la sommità dell’arcata, andiamo verso destra lungo una traccia di sentiero un po’ esposta e dopo pochi minuti giungiamo alla cava, 41.891004, 12.828544, seminascosta nella vegetazione. Vi possiamo entrare.

La cascata presso la cava di Ponte San Pietro

A questo punto, in primavera, possiamo riprendere un itinerario della guida precedente  “Sessanta nuovi luoghi segreti a due passi da Roma – volume 2” , se siamo disposti a entrare in acqua. Continuiamo lungo il fiume oltre Ponte S. Pietro finché la strada bianca, divenuta sentiero, termina sulle rive del torrente. A questo punto, senza via obbligata, risaliamo il torrente.  Subito dopo troviamo a destra alcune cavità a livello dell’acqua e subito dopo ancora prendiamo il primo affluente che viene da destra (sinistra orografica). Facendo attenzione a non scivolare, ci troviamo poco dopo nella conca di una cascata spettacolare. Individuiamo una traccia di sentiero a destra della cascata, molto ripida e parzialmente esposta, che aggira e rimonta il pendio.

Il ponte costruito con il materiale estratto dalla vicina cava di S. Pietro

Giunti sulla sommità del colle, ci dirigiamo verso la parte superiore della cascata, superando la fitta macchia. Dopodiché possiamo seguire il torrente a piacere, fino a trovare, alla confluenza con un altro fosso, il ponte romano ancora in piedi e/o cercare ruderi di un insediamento nella macchia sopra la cascata. Ridiscesi lungo il torrente principale, possiamo risalirlo, fino a trovare, dopo poco, le “Forme Rotte”, ruderi di un ennesimo acquedotto.

Di luigi plos

56 anni, con una figlia di 21, ho sempre avuto una grande passione per l’avventura, che ho cercato per molto tempo in alta montagna e, negli ultimi anni, vicino Roma. Fin da ragazzo rimasi infatti sorpreso dalla smisurata quantità di luoghi segreti a due passi da Roma. Così, dopo oltre vent’anni dedicati all’alpinismo e all’escursionismo di buon livello ho cominciato, nel 2011, a perlustrare in modo sistematico il territorio dove vivo (cosa che peraltro avevo sempre fatto), conoscendolo in modo sempre più approfondito. Questa conoscenza si è concretata in circa cinquecento articoli postati su questo blog, in cinque guide escursionistiche e tanto altro. Il tutto sempre inerente i luoghi sconosciuti e straordinari intorno alla capitale e il tutto intervallato da riflessioni su politica, ambiente, clima, energia (il risparmio energetico è l'altra mia occupazione).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.