
Il destino è nel nome (Nomen omen).
Questo è il secondo degli undici articoli su “Luoghi segreti e Marketing”.
Ormai lo sapete. Il desiderio di avventura può venire soddisfatto anche da semplici escursioni di mezza giornata vicino Roma, alla ricerca di luoghi di bellezza spesso incomparabile, e stranianti per il fatto di trovarli così vicino alla capitale.
Giungere in questi luoghi è spesso avventuroso.
E l’avventura non solo è andare in posti splendidi, ma è anche intrinseca nei loro nomi.
Mi spiego: adoro i canyon. Ma se la gola dell’Infernaccio sui Sibillini (così come l’ononima gola dell’Infernaccio presso Grotte S.Stefano – Viterbo) si chiamasse gola Antonio Pacini, forse non ne sarei stato così colpito.
E, sempre rimanendo sui monti Sibillini, se il pizzo del Diavolo e il monte Sibilla si chiamassero pizzo Maria Rossi e monte Pasquale Zuccalà, probabilmente non attirerebbero così tanti escursionisti.
Al giorno d’oggi siamo in una situazione tranquilla: non dobbiamo più temere, come nel passato, malaria (oggi abbiamo la mal’aria), paludi, fiumi impetuosi, banditi, folletti, streghe, spiriti maligni e draghi nel corso delle nostre escursioni.
Anche perché i veri banditi stanno oggi a Bruxelles, a capo delle multinazionali e delle grandi banche. Costoro sono lontani, e non pericolosi per la nostra incolumità fisica, ma sono molto più dannosi dei banditi di una volta.
E di draghi ce n’è ormai uno solo e anch’esso si trova fisicamente lontano dai nostri lidi, esattamente a Francoforte, ma è, come gli odierni banditi, molto più dannoso dei draghi di una volta.

Detto ciò, i nostri antenati ci diedero dentro con toponimi che lasciavano intendere come sentissero la natura, e i suoi pericoli.
Da questo la genesi di tanti nomi con una matrice pedagogica: avvertimenti di tenersi lontano da antri senza fondo, da tenebrose foreste, da montagne minacciose.
Un esempio è nella foto sotto, dove nella stupenda tagliata a 180 gradi, che supera il dislivello per giungere al Castello d’Ischia (Nepi), è scolpita nella roccia una madonna a proteggere questo passaggio, considerato a suo tempo pericoloso, e che in effetti ancora oggi incute timore.

Anche nei dintorni di Roma alcuni luoghi erano considerati pericolosi, in particolare per la malaria e/o, sappiamo, per via dei briganti.
Da qui toponimi quali Malopasso sulla Pontina, Malagrotta e Malnome presso l’Aurelia, Malborghetto sulla Flaminia, Malafede dove si trovano i laghi della Solforata di Pomezia.
Si tratta di nomi che non ci fanno più effetto (Malagrotta si! Ma per altri motivi), e che si riferiscono a luoghi ormai dentro Roma, ma che una volta erano realativamente distanti dalla città.
Questo per dire che alcuni luoghi segreti a due passi a da Roma (a meno di 25 chilometri dal GRA) che abbiamo visto nel tempo, già stupefacenti di per sé, hanno un nome che aumenta il desiderio di andarli a scoprire. Fra i vari ci sono:
- La Cascata dell’Inferno
- Il Fosso del Peccato (foto di copertina)
- Le Cave di Grotta Oscura
Queste ultime non distanti dalla Flaminia, e non distanti da Malborghetto.
C’è un quarto luogo segreto, il cui nome è un programma (per quanto potrebbe derivare dall’omonima famiglia nobile dei Del Drago), che non ho ancora “sopralluogato”. Si tratta de

le Cave del Fosso del Drago
anche queste non distanti dalla Flaminia, e da Malborghetto!
E poi Castel Dannato vicino Cerveteri ecc.
Si tratta quindi di Loghi segreti e immaginifici già nei nomi che furono loro attribuiti.
Ma, mi dirai ora tu, non c’è anche, nei pressi di Roma, qualche luogo sconosciuto “dedicato” al diavolo?
Certo! C’è il misterioso ponte del diavolo vicino Manziana, e non distante dall’Ipogeo di S.Pupa, un luogo segreto straordinario che abbiamo conosciuto a suo tempo su queste pagine.
Ecco, dunque, come dai nostri antenati abbiamo avuto in eredità il copywriting adatto ad attirare i turisti!

Foto di copertina: il Fosso del Peccato.