Viva la libertà.

PREZIOSA E FRAGILE

INSTABILE E PRECARIA

CHIARA E MAGNETICA

LEGGERA COME L’ARIA

da “Viva la libertà” di Jovanotti.

VIva la libertà. La mia nuotata nel Mignone - 50 Km da Roma - foto di Marinella Mariani
Viva la libertà di nuotare nel Mignone – a 50 Km da Roma – Foto di M. Mariani

La nostra costituzione ci garantisce ampie libertà.

Eppure viene violata ancora oggi (agosto 2020), anche se non siamo più in emergenza e i pochi malati possono, almeno in periodo estivo, essere gestiti in modalità ordinaria.

Per inciso, visto che tengono così tanto alla nostra salute, ma perché, oltre a tenerci distanti in tutti i modi gli uni dagli altri, non fanno, che so, sparire le sigarette dal mercato, dal momento che  OGNI ANNO 83.000 ITALIANI muoiono per danni causati da queste? Così, per dire.

A proposito di costituzione violata, chi rammenta che nel 1933, con la scusa dell’incendio del Reichstag (del quale fu data la colpa a estremisti di sinistra e fu invece appiccato, ma si seppe solo in seguito, dai nazisti stessi), Hitler fece dichiarare dal presidente della repubblica lo stato di emergenza.

Quel giorno la Germania cessò, per dodici lunghi anni, di essere una democrazia evoluta.

Certo la situazione in Italia è differente e il riferimento all’emergenza Covid 19 è causale.

Ma la libertà è una creatura preziosa e fragile e vediamo, in giro per il mondo, che basta un niente per annientarla.

Pochi mesi fa, forse giustamente, ci hanno messo agli arresti domiciliari (come i condannati al 41 bis. E a me, l’essere trattato al pari di un mafioso condannato al carcere duro, ha fatto molto rosicare).

E ora, sembra, vogliano limitare in modo sistematico la nostra libertà. Per esempio:

  • ci stanno togliendo la libertà di lavorare. La stanno togliendo soprattutto ai  lavoratori autonomi;
  • ci stanno limitando nella nostra libertà di ballare, di andare al cinema, di partecipare a feste di paese, semplicemente di socializzare e, soprattutto, di manifestare;
  • ci stanno togliendo la libertà di esprimerci liberamente: hanno per questo scopo predisposto una task force che dovrebbe far passare solo le notizie ufficiali (non ricorda, questo, i regimi dittatoriali?);
  • ci vogliono togliere ogni residuo di privacy con il 5G (personalmente prego ogni giorno, perché non venga installato);
  • ci toglieranno ulteriore privacy, qualora ci impediranno del tutto di pagare in contanti. E sappiamo bene che questo, oltre a conoscere ogni nostra abitudine di consumo, servirà a fare l’ennesimo favore alle banche con le commissioni e impoverirà ancora di più chi riesce a sopravvivere solo con qualche lavoretto in nero;
  • vogliono imporre la mascherina ai bambini, facendoli vivere in uno stato di timore continuo, devastante per la loro crescita. 

    ecc.

Ma … è vita quella che ci aspetta?!?

Viva la libertà lungo il Mignone (presso Monterano – a 40 Km da Roma). Foto di M. Mariani

QUANTI FILM DISTOPICI E DISPOTICI.

Mi sembra di finire, come su un piano inclinato, in uno dei futuri distopici (e dispotici) descritti in tanti film di fantascienza, dove l’umanità è reclusa e omologata:

Metropolis, Brasil, Elysium, Total Recall, Blade Runner, Zardoz, V per Vendetta, Farenheit 451, Hunger Games … , molti dei quali ispirati a “1984” di Orwell.

“’Mazza quanto esageri, Luigi!”

Magari si.

Ma ricordiamo che il nazismo prese il potere in modo sottile, forzatura dopo forzatura e che dobbiamo, proprio per questo, monitorare e bloccare, da subito, abusi da qualunque parte provengano.

DICONO CHE DANNEGGIAMO LA NATURA.

Impoveriti, terrorizzati dal (tele)giornale unico del virus, senza poter fare più quello che ci piaceva fare prima, ci rimane ben poco.

Una delle poche cose piacevoli rimaste, anche a valle del fatto che abbiamo sempre meno soldi e che non possiamo viaggiare, è quella, ad esempio per noi romani, di esplorare i dintorni della capitale, unici al mondo per la commistione di natura e opera dell’uomo.

Ebbene; diverse persone (alcune lavorano nel settore dell’ambiente, anche in posizioni apicali) vorrebbero limitarci anche nell’andare nella natura –
immagino in buona fede.

Dall’alto dei loro stipendi sicuri a fine mese e di un lavoro (il loro) spesso a contatto con la natura, affermano che in era Covid siamo in troppi a fare escursioni e che rischiamo di rovinare ambienti delicati.

Tecnicamente hanno ragione.

Ma perché siamo “troppi”?

Forse perché non è ci rimasto molto altro da fare di piacevole?

Viva la libertà di andare lungo il Mignone - nei pressi di Monterano - a 40 Km da Roma.
Viva la libertà di andare lungo il Mignone – nei pressi di Monterano – a 40 Km da Roma.

I CRIMINI VERSO L’AMBIENTE IN ITALIA.

Intanto chiediamo a costoro: ma … in un paese

  • dove fanno, fra le varie, un’opera inutile e devastante come il TAV;
  • dove fioriscono cave e discariche più o meno abusive;
  • dove gli scempi urbanistici non si fermano, nemmeno nei comuni 5 Stelle (anzi … vedi il nuovo stadio della Roma);
  • dove privatizzano sorgenti potabili e termali;
  • dove costruiscono strade e dighe spesso superflue;
  • dove si pratica il bracconaggio;
  • dove si può ancora cacciare con cartucce di piombo che, a milioni, restano sul terreno e che avvelenano gli animali che le ingeriscono per sbaglio;
  • dove, nonostante il sempre più scarso innevamento, continuano a progettare impianti sciistici. E quelli attuali operano ormai con la neve artificiale: dispendiosa e inquinante;
  • dove ci sono allevamenti intensivi dannosi per gli animali e per chi se ne ciba;
  • dove in giganteschi centri commerciali che distruggono le economie delle comunità locali, si incentiva l’acquisto di merce a basso costo che ha girato il mondo, partendo magari dalla lontana provincia cinese dell’Hubei e che è stata, probabilmente, prodotta sfruttando allo stremo le risorse naturali e la manodopera;
  • dove … “che faccio, continuo?”

In un paese, insomma, con tanti crimini contro l’ambiente e contro la collettività, voi vi concentrate sul piccolo danno che possono fare, in zone spesso difficili da raggiungere, gli escursionisti?

Seguendo questo ragionamento, dovremo anche impedire di andare in montagna (dove si dà intanto il via libera a dighe e impianti dannosi), visti i solchi erosivi che vengono lasciati da bikers e camminatori.

E poi dovremo impedire chissà quante altre attività ludiche …

Questo modo di ragionare è lo stesso della quarantena.

Allora se la prendevano con il runner solitario (nel periodo in cui in Italia circa dieci milioni di lavoratori non avevano mai smesso di andare a lavorare e, quindi, di muoversi);

oggi viene preso di mira chi cammina in natura, a dispetto della costituzione che garantisce libertà di movimento.

Se penso che un tempo non lontano, in un’Italia più ricca e felice di oggi, potevamo scegliere di fare le nostre vacanze campeggiando liberamente su gran parte del territorio nazionale (cosa oggi vietata, a parte in alta montagna), potevamo lavarci nei torrenti, sentire l’erba umida, i versi degli animali …

Il sabato sera, poi, potevamo andare al cinema, alle feste di paese, a ballare, abbracciarci.

Oggi la vita serale, che renderebbe tanti di noi più felici, ci è in parte interdetta.

E allora … pazienza, pensiamo.

Andiamo a letto presto, perché domani, domenica, potremo almeno gioire nella natura.

Potremo stare distanziati e dare sollievo alla nostra mente, liberandola dallo stress di questo periodo, facendo a meno per quanto possibile dello psicoterapeuta, quasi necessario di questi tempi.

Immersi nel verde, respirando aria salubre, percorrendo sentieri di terra o di chiare e fresche acque, entreremo in contatto con la nostra parte più istintiva, da tempo assopita.

Incontreremo in sicurezza persone non digitali.

E tutto questo migliorerà il nostro sistema immunitario.

E invece no! Non potremmo ché siamo troppi!

Dobbiamo starcene a casa, in attesa dei pacchetti da Amazon.

Ripeto: “è vita questa?”

Viva la libertà - andare per ghiacciai sulle Alpiel nostro marketing turistico: storie di avventure a 4.000 a metri
Viva la libertà – andare per ghiacciai sulle Alpi

VERAMENTE SIAMO COSI’ DANNOSI ANDANDO NELLA NATURA?

Rispetto all’eventuale danno che facciamo, possiamo affermare, piuttosto, che i siti che frequentiamo sono tutelati proprio dalla nostra frequentazione.

Questi luoghi, infatti, sono ben noti a coloro che scaricano e sversano illegalmente, poiché sanno che non vi troveranno ficcanaso, visto che sono spesso difficilmente accessibili.

E invece, se trovano noi, diventa difficile fare abusi edilizi, discariche ecc.

Quindi, se camminando magari lungo i fiumi, questa è l’accusa, noi escursionisti possiamo danneggiare l’ecosistema locale, di certo lo facciamo molto meno di discariche e sversamenti che oltraggiano perennemente molti di questi luoghi, nonostante le tante, periodiche, segnalazioni.

Molti di noi, inoltre, hanno un’attenzione maniacale e ad ogni uscita raccolgono in modo scientifico i rifiuti che trovano.

Forse … più che inquinatori siamo “guardie ambientali” e invece di pensare a divieti, potrebbero incentivarci a muoverci nella natura.

E non è finita. Andando a camminare vicino casa,  riduciamo l’inquinamento più che aumentarlo: molti di noi in precedenza andavano in ferie facendo lunghi viaggi inquinanti, in auto, in aereo, per finire magari intruppati in luoghi probabilmente più delicati dei nostri fiumi, tipo le piccole isole dell’Oceano Indiano o Pacifico o i campi base di Himalaya e Karakorum.

E, poi, i soldi risparmiati in viaggi aerei, benzina, autostrade, li possiamo spendere all’interno delle comunità nei cui territori ci rechiamo, acquistando prodotti locali, pranzando in ristoranti della zona.

Facendo quindi circolare moneta nelle economie locali, anziché metterla in tasca ai produttori di petrolio, ai concessionari autostradali, ad Amazon.

Insomma, oltre a stare meglio, salvaguardiamo  anche il nostro territorio, le nostre radici, il nostro capitale culturale e ambientale.

Viva la libertà - nuotare nei fiumi a 15 Km da Roma (Castelnuovo di Porto), Foto di A. D'Achille
Viva la libertà – nuotare nei fiumi a 15 Km da Roma (Castelnuovo di Porto). Foto di A. D’Achille

SOLUZIONI?

C’è un modo semplice per risolvere la diatriba: fare educazione ambientale in modo sistematico.

Pensate: basterebbe che i telegiornali dedicassero cinque minuti anziché i soliti quindici a quanti sono i positivi Covid nei luoghi più sperduti della Terra e alle temibili pandemie previste con certezza nei prossimi anni.

Dei dieci minuti avanzati:

cinque per illustrare le buone abitudini su come fortificare le difese immunitarie (sapete … non esiste solo il vaccino) e gli altri cinque per educare al rispetto dell’ambiente e a sensibilizzare verso modelli di sviluppo più umani e sostenibili.

Un inciso: le istituzioni, in Italia, non danno fiducia a chi vuole investire soldi e tempo sul territorio, aggravando di tasse e ostacoli burocratici, salvo poi tamponare la conseguente mancanza di lavoro con redditi di sussistenza.

Ma è una politica miope. Cosa succederà quando anche coloro che operano nel turismo, vessati da tasse e incombenze Covid e non, cesseranno di produrre valore? Come verranno pagati i redditi di sussistenza?

Invece la sana frequentazione della natura, la conoscenza e la tutela del nostro territorio, aumentano il potenziale turistico e di conseguenza i posti di lavoro di valore, innescando un circolo virtuoso di ulteriore presidio dei medesimi e strutturando la modalità detta Turismo Sostenibile.

Viva la libertà - nuotare nei fiumi: il Rio Petescia - a 80 Km da Roma
Viva la libertà – nuotare nei fiumi: il Rio Petescia – a 80 Km da Roma

PER CONCLUDERE.

La conoscenza del nostro territorio è la vera tutela e noi, che lo amiamo e lo frequentiamo, salvaguardiamo in questo modo le nostre radici e il nostro capitale culturale e ambientale e ci dà modo di essere più in armonia con il mondo.

Non è giusto infatti, non è umano, che un intero popolo viva in un perenne stato di paura, di disorientamento, senza punti di riferimento, senza un progetto, come sta accadendo a noi italiani.

A proposito, risulta a qualcuno che la nostra classe dirigente, oltre a farci vivere in questo stato di terrore continuo, abbia un progetto per noi italiani?

Dai! Non toglieteci una delle poche gioie che ci sono rimaste: quella di andare nella natura!

Foto di copertina: viva la libertà di nuotare nel Mignone – all’altezza di Luni (60 Km da Roma). Di Marinella Mariani.