Valle Vescovo e Torre Molinario

La partenza da Ponte Milvio per Valle Vescovo...

La partenza da Ponte Milvio per Valle Vescovo…

Per festeggiare il Kick Off dei “Luoghi Segreti a due passi da Roma” il prossimo 2 settembre (a proposito: venite, si!?!), ecco un super post di lunga gestazione, che mi ha impegnato più del solito e che per tale motivo, per questa volta, vi chiedo di condividerlo.

Avevo pensato di narrare, al solito, il sopralluogo al luogo segreto del giorno.

Ma, dal momento che desideravo che questo post fosse unico, ecco, in particolare per voi ciclisti, il racconto di ciò che ha preceduto la scoperta del luogo segreto di oggi:

Valle Vescovo e Torre Molinario

ovvero la storia di uno straordinario anello in bici, che ho testato nel tempo percorrendone i singoli tratti, durante le mie perlustrazioni nella zona di Roma Nord a ridosso del GRA.

Da Valle Vescovo alla Grotta di Grottarossa

Da Valle Vescovo alla Grotta di Grottarossa

Un anello di circa trentacinque chilometri, che può, anche se molto lungo, essere fatto a piedi, come tutti gli itinerari alla scoperta dei luoghi segreti, che non può essere fatto in macchina e che solo in bici diventa un percorso di grande fascino e unico nel suo genere, circoscritto alla zona più agreste di Roma Nord.

Questo anello potrebbe diventare un classico per i ciclisti, degno dei venti chilometri di strade bianche che attraversano la tenuta di  Castel di Guido o di quelle che attraversano le riserve della Marcigliana e di Decima Malafede.

Ah! Senza dilungarmi, potrete leggere sull’andare per luoghi segreti a due passi da Roma in bici, e in treno, nell’apposito post e, magari, nell’ebook: 7  luoghi segreti a due passi da Roma in bici e treno (con le descrizioni puntuali degli itinerari), che troverete in rete a 0,99 euro.

Bene. Cominciamo.

Il 28 gennaio 2018, insieme agli amici di Volontari Ciclabile Tevere, circa sessanta fra bikers, mountain bikers e “bromptonisti” (con gli amici Andrea Bancale e Giorgia Cribari in prima fila), partimmo da Ponte Milvio verso le 9.30, pronti a percorrere questo anello integralmente e in prima assoluta (a parte me, che, come scritto, lo avevo tracciato).

Da Valle Vescovo verso Grotta di Grottarossa

Da Valle Vescovo verso Grotta di Grottarossa

Dapprima percorremmo un tratto della ciclabile del Tevere con accanto i suggestivi ruderi della vecchia via Flaminia, mentre davanti a noi si stagliava il primo dei luoghi segreti a due passi da Roma, i fori di Saxa Rubra.

Soprapassammo poi la Flaminia ed entrammo, uno a uno, lungo lo stretto passaggio pedonale, che introduce alla bellissima, sterrata, via di Valle Vescovo.

Giungemmo, quindi, con una serie di morbide ondulazioni davanti all’ ospedale S. Andrea.

Lungo la strada l’attenzione di noi tutti era stata attirata da una torre, in apparenza antichissima e di impossibile accesso, che si stagliava fra le morbide ondulazioni che rendono estremamente fascinosa questa zona di Roma.

Sembrava la celebre Torre del Mangia di Siena e ancor più assomigliava alla Torre della Cecchignola, uno dei luoghi più spettacolari di Roma Sud.

Dall’ospedale, in discesa, arrivammo al secondo dei luoghi segreti, la grotta di Grottarossa, dove avevamo previsto la sosta principale per poterla visitare.

Lorenzo fissa la corda a se stesso nella Grotta di Grottarossa

Lorenzo fissa la corda a se stesso nella Grotta di Grottarossa

Siccome il pensile accesso alla grotta era parzialmente franato, avevo portato una corda.

E l’amico Lorenzo Grassi (nella foto a destra) si offrì di salire per primo al fine di fissarla.

Una volta che Lorenzo l’ebbe fissata, ci arrampicammo a turno per esplorare questo sito straordinario.

Dopo che anche l’ultimo visitatore fu sceso, mi volsi verso Lorenzo per dirgli che poteva liberare la corda e… solo in quel momento mi accorsi che Lorenzo aveva ancorato la corda a… se stesso!

Ovvero, mancando punti di ancoraggio, l’aveva avvolta intorno a un sasso, era salito sul medesimo ed era rimasto stoicamente fermo tutto il tempo, permettendoci di visitare in sicurezza questo luogo così suggestivo e carico di storia.

Riprendemmo le bici e dopo pochi metri imboccammo un’altra, stupenda, strada bianca che lambiva alcuni casolari.

Da Valle Vescovo verso la foce del Crèmera

Da Valle Vescovo verso la foce del Crèmera

Giunti sotto il viadotto del GRA un gruppo deviò a sinistra verso il Parco Papacci, per un percorso più breve e noi altri ci accingemmo a fare l’unica vera salita dell’anello, faticosa ma entusiamante per la presenza delle tracce di basolato romano: stavamo infatti per fare il tratto probabilmente più intatto della vecchia via Veientana.

Giunti su via della Giustiniana, una delle strade meno trafficate, più verdi e più panoramiche di Roma, la prendemmo e, dopo un’inebriante discesa, entrammo nella valle del Crèmera (il mio fiume del cuore. Il fiume dei sette luoghi segreti).

Entrammo quindi, per un altro stretto passaggio pedonale, all’interno di una tenuta agricola, costeggiammo il Crèmera, lo superammo su un ardito ponticello e giungemmo in vista del terzo dei luoghi segreti lambiti da questa escursione, ovvero la foce del Crèmera.

Dopo il ponticello un’altra, sinuosa, strada bianca, ci portò al cospetto dell’immensa mole dell’ospedale S. Andrea, che ci aspettava come un mostro a bocca spalancata.

Temevo, a questo punto, di dover penare per far transitare tutte le bici lungo l’ennesimo, stretto, passaggio pedonale.

E, invece, la lieta sorpresa: il cancello era aperto e potemmo quindi uscire rapidamente dalla proprietà dell’ospedale, planare su via di Grottarossa e tornare a Ponte Milvio dopo quattro entusiasmanti ore (pur sbagliando strada, al ritorno, nell’individuare il miglior percorso senza auto).

L'eroico Lorenzo tiene fissata la corda

L’eroico Lorenzo tiene fissata la corda

All’inizio dell’anello, nel percorrere via di Valle Vescovo, eravamo stato attratti da una serie di pareti rocciose che si trovavano oltre un cancello. L’istinto, affinato da anni di sopralluoghi, mi suggeriva che doveva essere un sito interessante da visitare.

Quel giorno era però mancato il tempo di effettuare la deviazione, oltre al fatto che avremmo dovuto scavalcare il cancello.

Ebbene, di recente, avendo un paio di ore libere, mi avvio nuovamente per via di Valle Vescovo, deciso a vedere da vicino quelle pareti.

Mentre mi avvicino, penso a come potrei fare per superare il cancello e… lo trovo divelto.

Da Valle Vescovo lungo la Veientana

Da Valle Vescovo lungo la Veientana

Entro quindi nella radura e giungo alle immense pareti tufacee, nelle quali sono presenti grandi grotte artificiali, che nel tempo sono state chiuse e rese private. Vedo anche tracce di estrazione di materiale da costruzione.

Fin qui tutto normale, a parte il consueto straniamento nel trovarmi in un paesaggio così solitario, pur a poche centinaia di metri in linea d’aria dal trafficato Corso di Francia.

Mi appresto a tornare indietro, quando mi accorgo di una sorta di mulattiera che rimonta la collina in direzione dell’altopiano superiore.

La imbocco, sbuco sull’altopiano e… tadahhh!

Davanti a me si staglia la torre, che aveva attirato l’attenzione di noi ciclisti percorrendo via di Valle Vescovo.

La torre è parzialmente celata da alcuni alberi e una serie di morbide ondulazioni, diventate nel tempo un campo da golf, con lo skyline dei monti Lucretili, mi separa da questa.

Mi avvicino lentamente, gustandomi il paesaggio bucolico, che contrasta con l’enorme mole del Sant’Andrea sullo sfondo e giungo ai suoi piedi.

Vengo a sapere dopo che si tratta di Torre Molinario, una torre “piezometrica” che aveva la funzione di regolare, nelle ore di maggior utilizzo, il flusso dell’acqua nelle condotte sottostanti.

Insomma, un’altra perla lungo quella che è la mia via consolare preferita, la Flaminia.

Due note a conclusione:

  • una menzione agli amici Roberto Siciliani e Mario Girolami dei Volontari Ciclabile Tevere
  • la reiterazione della richiesta ai tanti amici ciclisti e non solo, che sono arrivati fin qui, di divulgare quest’articolo.

 

Da Valle Vescovo verso Torre Molinario 1

Da Valle Vescovo verso Torre Molinario 1

Foto di copertina: Torre Molinario

 

 

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