Unione energetica e efficienza energetica

unione energetica e efficienza energetica

unione energetica e efficienza energetica

Allora:

vogliono fare l’unione energetica europea per, così dicono, fornire energia sicura in ogni paese membro e a ogni cittadino.

In tal modo, sempre affermano, raggiungeremo i seguenti obiettivi:

  • non più isole energetiche ma mercati completamente integrati
  • accordi più convenienti per i cittadini con relative bollette più basse
  • aziende forti e competitive, che distribuiscano tecnologie, lavoro e competenze.

Evviva! Avrei esclamato in altri tempi.

Poi però mi insospettisco.

E leggo p.e. l’articolo del senatore 5 Stelle Gianni Girotto inerente questa fantomatica unione energetica:

http://www.portavocegirotto.it/2015/03/18/comunicato-stampa-ue-m5s-con-energy-union-il-documento-di-bruxelles-e-un-esercizio-di-retorica-il-governo-italiano-taglia-fuori-il-parlamento-ancora-una-volta

E viene realmente da pensare, come scrive Girotto, che il tutto possa essere il solito gioco delle parti.

E, ancora, vado con la mente ad analizzare proclami simili fatti in 13 anni di unione monetaria e dopo almeno 20 anni di privatizzazioni/liberalizzazioni.

E non ricordo un solo caso (a parte la telefonia mobile – eccezione che conferma la regola) in cui fusioni, privatizzazioni/liberalizzazioni abbiano portato benefici per i consumatori.

In particolare nel settore dell’energia – negli anni – sono aumentate tasse e servizi in genere.

Quindi, se davvero si facesse l’unione energetica, ci troveremmo probabilmente con poche aziende dominanti: quelle ovviamente più “vicine” alla burocrazia e ai politici di Bruxelles, che imporrebbero:

  • le loro tariffe – sicuramente alte –
  • i loro stipendi – probabilmente bassi –
  • elusione delle tasse. Visto che parliamo di aziende sovranazionali, che volta per volta scelgono dove andare a farsi tassare.

Ah, fra gli obiettivi dell’unione energetica c’è anche l’ottenimento del 27% dell’energia dall’efficienza energetica entro 2030.

E si tratta di un obiettivo talmente semplice da raggiungere, che, almeno in Italia, la nostra classe dirigente, come abbiamo ripetutamente visto, fa in modo di non raggiungere troppo rapidamente.

Tanto più che questo obiettivo sta per essere raggiunto non tanto per reali operazioni di efficientamento energetico, ma soprattutto a causa della crisi, che porta a consumare meno.

Riassumendo, sperando di essere smentito:

se mai si farà l’unione energetica, questa non sarà a vantaggio della collettività, ma dei soliti noti.

E non si abbineranno molto probabilmente unione energetica e efficienza energetica.