Una singolare traversata da stazione a stazione nel Parco del Pineto

Foto di copertina: una delle risorgive del Parco.

Esistono, all’interno della cinta urbana, aree naturali che sembrano trovarsi lontanissime da Roma: la Valle dell’Aniene, la Valle dei Casali, l’Insugherata e tante altre.

nella parte più nascosta del parco del pineto

nella parte più nascosta del parco del pineto

C’è, poi, un’area verde, il Parco del Pineto, stretta fra i palazzi di Balduina e quelli in direzione di via Boccea,

che si trova  così vicino al centro di Roma, che dal suo punto più elevato quasi si tocca la cupola di S. Pietro, distante meno di duemila metri.

Nonostante ciò si tratta di un pezzo di campagna romana quasi intatto e racchiude al suo interno una serie di luoghi insoliti, da me goduti in decenni di frequentazione e che vado a enumerare:

  1. una sughereta degna della Sardegna, con gli alberi che si abbarbicano ad un terreno intensamente eroso, dal quale le radici sbucano come dita adunche di uno scheletro
  2. le colline di sabbia, residuo del mare qui presente alcune centinaia di migliaia di anni fa
  3. i numerosi stagni e ruscelli carichi d’acqua anche in estate, grazie a risorgive perenni che sbucano sovente fra le radici degli alberi
  4. i ruderi, ormai invisibili, della lussuosa, seicentesca, villa Sacchetti.
  5. i regolari incontri con ricci e volpi al tramonto
  6. la visione e l’ascolto, garantiti, di lucciole e rane nelle sere estive
  7. Un lago segreto.
    le erosioni del parco del pineto

    le erosioni del parco del pineto

Il Parco del Pineto si trova a poca distanza dalla linea A della metropolitana e anche in prossimità di quattro stazioni lungo la linea ferroviaria Roma – Bracciano – Viterbo: Valle Aurelia, Appiano, Balduina e Gemelli.

Ecco l’idea di attraversare il Parco del Pineto da stazione a stazione, sia a piedi che in MTB.

Effettuare questa traversata, come capita talvolta a Roma, tipo all’interno di Vill’Ada, ci offre l’esperienza di perderci, in particolare se cesseremo di seguire la descrizione dell’itinerario e vagheremo lungo la matassa di sentieri che si intersecano nella parte pù selvaggia.

le meraviglie del parco del pineto

le meraviglie del parco del pineto

A chi va bene: a chi sente bucolico, ma solamente vicino casa

Dislivello: 50 metri

Durata: 3 ore a piedi. 1 ora in bici

Difficoltà: media

Attrezzature richieste: pedule – utili i bastoncini telescopici

Periodo raccomandato: tutto l’anno. Per le erosioni argillose la luce più adatta alle foto è la mattina, in particolare in inverno. Per l’intera traversata la luce migliore si ha nelle ore che precedono il tramonto

Bici + Treno: ovviamente si. Necessaria la mtb. Si può portare sulla Metro nei giorni festivi. Non portarla sul treno in orari di punta

Picnic: si. Ideale l’altopiano sommitale

Bambini: si

Joelette: si

erosione nel parco del Pineto

erosione nel parco del Pineto

Descrizione: scesi dal treno alla stazione di Valle Aurelia (oppure “saliti” dalla sotterranea stazione della linea A della metropolitana, sulla quale è possibile caricare la bici nei giorni festivi), si passa a destra dell’orrido centro commerciale Aura e si prosegue lungo via di Valle Aurelia.

Terminati i grattacieli, dove furono trasferiti gli abitanti del borghetto delle fornaci, di cui leggiamo più avanti, il selciato diventa di sanpietrini e “lasciamo” la città (41.908433, 12.436372).

O, almeno, l’impressione è quella: il capolinea dell’autobus, che presto superiamo, sembra l’ultimo presidio della metropoli.

Dopo di questo inizia infatti una sorta di paese, mentre siamo a quindici minuti a piedi dalle mura del Vaticano.

Si tratta deI  “borghetto delle fornaci”, abitato un tempo dai lavoratori delle numerose fornaci edificate nella valle, utilizzate fra l’altro per la costruzione di S. Pietro.

Un insediamento autosufficiente, anche con Casa del Popolo d’ordinanza, diventata un’ abitazione privata, abusiva, visto che la comunità di operai non esiste più; un po’ come le comunità contadine del borgo di Palidoro e della Tenuta Molinario.

Nonostante le ristrutturazioni c’è ancora un’atmosfera da paese, che disorienta in particolare se, invece di arrivarvi dalla Metro Valle Aurelia, vi si arriva dal quartiere scicchettoso di Balduina, scendendo per via De Fabritiis.

In fondo a via di Valle Aurelia una sbarra “termina” la città, come una dogana non presidiata.

Passiamo a destra della sbarra e la strada diventa sentiero.

Lo percorriamo, avendo a destra il vecchio campo di calcio del borgo operaio, un tempo anche con le tribune. Ora rimangono simulacri di fari e i rovi in mezzo al campo, con sulla collina sovrastante i palazzi signorili della Balduina.

Arriviamo presto a un bivio (41.913581, 12.433550). Lasciamo a destra una traccia in salita che ci porta verso Balduina.

Continuiamo dritti, lambiamo una sorgente perenne che forma un piccolo lago nella vegetazione e passiamo sotto il ponte della ferrovia, utilizzata una manciata di volte per i famigerati mondiali del ’90 e poi per qualche mese nel 1999: uno spreco servito a solo a profanare questa parte del parco.

Usciamo dalla galleria, lasciamo a sinistra un sentiero in salita (se lo prendiamo, possiamo entrare dopo poche decine di metri attraverso un foro nel sedime della ferrovia), superiamo un’asse di legno posata sopra un ruscello e poi un’altra asse, che supera un tratto spesso allagato e fangoso anche in estate.

Dopo pochi metri imbocchiamo un sentiero a destra, che sale ripido, a svolte, fra la vegetazione ( 41.913948, 12.432128).

Superato il dislivello, il sentiero esce dalla vegetazione e ci imbattiamo in una delle meraviglie del Pineto: erosioni rosse ché sembra di stare in Arizona ( 41.916116, 12.431211). Oltre le erosioni il sentiero prosegue in una bellissima sughereta. Dopo alcune centinaia di metri scende verso sinistra, fino a immettersi nel sentiero, sabbioso, che percorre il fondo della valletta.

Noi dobbiamo andare a sinistra. A un certo punto il sentiero piega a destra, supera un ruscello e risale dall’altra parte.

Davanti a noi troviamo un fontanile, che componeva probabilmente il sistema delle fontane della seicentesca Villa Sacchetti, della quale rimane solo qualche resto di muro nascosto nella vegetazione.

Ci lasciamo il fontanile a destra e continuiamo lungo il fondo della valletta.

Dopo poco incontriamo un tratto quasi sempre fangoso, segno della ricchezza di acqua sorgiva.

Tant’è vero che arriviamo presto a un bivio situato in un luogo singolare (41.914044, 12.431769): a sinistra un sentiero passa accanto a una risorgiva che scaturisce da sotto gli alberi (e riporta da dove siamo venuti).

Noi prendiamo la diramazione di destra, che passa sopra assi di legno su uno specchio d’acqua, anch’esso perenne.

Dopo alcune decine di metri, subito dopo una piccola scaletta di legno che supera un tronco abbattuto, più o meno al punto  41.913577, 12.431603, prendiamo una traccia che rimonta il pendio a sinistra. Poco prima del pianoro sommitale dovremmo incontrare altre suggestive erosioni (41.912765, 12.432072), più piccole di quelle viste prima, ma di un colore forse ancora più acceso.

Qui la sabbia bianca, fine, che contrasta con il rosso delle erosioni, ci ricorda che un tempo c’era il mare.

Senza via obbligata seguiamo i sentieri che conducono al pianoro sommitale e arriviamo alla Casa del Parco (41.910633, 12.425197), nella cui biblioteca troviamo interessanti pubblicazioni su questo parco.

Continuiamo a camminare verso nord, lambendo le emergenze dell’acquedotto Paolo, seicentesco, che passa sotto di noi, e giungiamo dopo pochi metri su via Gioacchino Ventura. Andiamo quindi a destra fino in fondo, avendo a sinistra una struttura militare. Dove finisce l’asfalto proseguiamo lungo il sentiero che passa sotto il muro della struttura militare.

Volendo, possiamo scendere nel fitto bosco alla nostra destra, lungo una delle tante tracce di sentiero, in direzione della valle sottostante che in primavera si ricopre di bellissime fioriture e, da lì, risalire verso sinistra in direzione del pianoro sommitale.

Altrimenti proseguiamo dritti, incrociamo il sentiero che viene da destra dalla valle delle fioriture ( 41.921710, 12.425193) e giungiamo in via Vittorio Montiglio. Da lì alla stazione di Gemelli sono pochi minuti a piedi o in bici.

le meraviglie nascoste del parco del pineto

le meraviglie nascoste del parco del pineto

 

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