Tre Storie di Luoghi Segreti – Marketing Tre.

Storie di luoghi segreti - panorama dal castello d'Ischia con la linea Maginot della forra del Rio Cerreto - foto di Giovanni Giuliani

Storie di luoghi segreti – panorama dal castello d’Ischia con la linea Maginot della forra del Rio Cerreto – foto di Giovanni Giuliani

Eccoci alla terza puntata su Luoghi Segreti e Marketing.

Abbiamo visto nell’articolo precedente sui nomi dei Luoghi Segreti la quantità di toponimi evocativi intorno a Roma: le cave del Fosso del Drago, la cascata dell’Inferno, il fosso del Peccato ecc.ecc.

Cosa vuol dire questo?

  1. 1) Che abbiamo il prodotto già pronto.

2) Che i nostri antenati, copywriters ante litteram, trovarono nomi evocativi.

3) Che spetta a noi il compito di creare il miglior Storytelling, ovvero lo stile narrativo che promuova al meglio idee e valori, per procedere in modo sistematico con la diffusione delle nostre bellezze.

Storie di luoghi segreti - il castello d'Ischia - foto di Giovanni Giuliani

Storie di luoghi segreti – il castello d’Ischia – foto di Giovanni Giuliani

A proposito di Storytelling… ma chi ha storie più avvincenti di noi italiani da raccontare, e rendere così attrattiva la nostra offerta turistica?

Nel corso delle videoproiezioni/presentazioni che tengo periodicamente, racconto, fra le varie, tre storie, di grande fascino, che uniscono la storia alla leggenda, al mito.

Fra le tante descrivo qui tre storie, che possono essere la base per tre progetti di sviluppo turistico e, per chi è del settore, anche alla base di azioni di Guerrilla Marketing.

1)  I castelli del Treja: il respiro della storia

2) L’eremo di S. Silvestro: la leggenda e il potere

3)  S. Felice:  il fascino dell’oblìo

 

Storie di luoghi segreti - all'interno dell'eremo di S. Silvestro - foto di Giovanni Giuliani

Storie di luoghi segreti – all’interno dell’eremo di S. Silvestro – foto di Giovanni Giuliani

  1. 1) I castelli del Treja: il respiro della storia.

Rammentate il saggio che si augurava di vivere in tempi storicamente poco interessanti?

Purtroppo i nostri antenati, nei secoli precedenti l’anno mille, vivevano in tempi mooooolto interessanti.

La pax romana era cessata, dopo che per centinaia d’anni la città eterna era rimasta senza mura di cinta (non ce n’era bisogno, con le frontiere protette a migliaia di chilometri di distanza, ai confini dell’impero) e, fra i problemi da gestire, avevano le scorrerie dei “pirati saraceni”.

Non era spesso possibile fermarli sulla costa.

Venivano così lasciati sfogare fino in prossimità del Treja, nel punto in cui i suoi affluenti creavano una linea Maginot naturale.

storie di luoghi segreti - presso S. Felice ( Ceri)

storie di luoghi segreti – presso S. Felice ( Ceri)

Su questa linea, che è anche uno dei lati del quadrilatero sghembo con vertici a Mazzano, Faleria, Nepi e Civita Castellana (la città “incastellata” per eccellenza, a metà strada con un altro numero incredibile di castelli in provincia di Viterbo) furono edificati una dozzina di incastellamenti, ovvero fortificazioni con insediamenti abitati, su insediamenti etruschi e falisci abbandonati da secoli.

Proteggevano la ricca valle del Tevere (un tempo navigabile fino al mare) e in particolare dell’abbazia di Farfa.

Fra tutti ricordiamo Castel Paterno, non distante da Calcata e Faleria, dove nel 1002 morì Ottone Terzo a soli 20 anni.

Chissà, se fosse vissuto più a lungo, avrebbe forse cambiato (in meglio) la storia dell’Europa, facendo cessare la rivalità secolare fra il mondo latino e quello tedesco, scatenata dalla battaglia di Teotoburgo.

Ecco i caratteri distintivi di questi siti, che potrebbero far parte di un favoloso circuito turistico:

  • sono sorti su precedenti siti falisci ed etruschi
  • sono praticamente sconosciuti
  • sono stati edificati in luoghi spettacolari, sul bordo degli altopiani, a strapiombo su forre dalla natura integra
  • sono difesi da tagliate artificiali, che li isolano ancor di più.
storie di luoghi segreti - via cava presso S. Felice ( Ceri)

storie di luoghi segreti – via cava presso S. Felice ( Ceri)

2.L’eremo di S. Silvestro a Sacrofano. La leggenda e il potere.

Ecco un altro luogo di cui narro sovente nel corso delle presentazioni, che presenta un legame indissolubile fra Roma e il suo territorio.

Si tratta dell’eremo di S. Silvestro, dall’ingresso invisibile, scavato all’interno di una collina alla periferia di Sacrofano.

E’ emozionante penetrare nel lungo corridoio, chini, verso il cuore dell’eremo, il quale doveva essere un santuario ipogeo (e in tal caso questo passaggio poteva essere il dromos).

All’interno ci sono affreschi degradati.

Dalla sommità della collina di S. Silvestro, è visibile, la cima del monte Soratte con un altro, ben più famoso, eremo, dedicato a S. Silvestro.

E qui facciamo partire lo storytelling: “ma perché è così importante un papa del IV secolo?”.

Perché, imperniata sulla figura di S. Silvestro fu architettata quella che è probabilmente la più grande bufala della storia, peggiore delle inesistenti armi chimiche di Saddam e di Assad, ovvero la donazione alla Chiesa da parte di Costantino del potere temporale sull’impero d’occidente.

Con il Papa Silvestro il filo fra Roma e il suo territorio si fa indissolubile. Dal Soratte passa per Sacrofano e giunge nel centro della città, esattamente nella maestosa chiesa/fortezza dei SS. Quattro Incoronati, all’interno della quale, lasciata cadere una monetina nelle mani a coppa di una suora di clausura che escono da una grata, riceviamo una chiave, che ci fa accedere all’oratorio di S. Silvestro.

E in questa piccola storia è veramente passata la storia. Ci troviamo davanti al ciclo di affreschi, che illustra il papa Silvestro, giunto dal Soratte, che guarisce l’imperatore Costantino, il quale, per ringraziarlo, effettua la donazione che segna l’inizio del potere temporale della chiesa.

storie di luoghi segreti - S. Felice ( Ceri)

storie di luoghi segreti – S. Felice ( Ceri)

 

3. S. Felice: il fascino dell’oblìo.

AI piedi dell’incantevole Ceri, si accede a una forra intima e piena di sorprese.

Vi si incontrano, in sequenza, una cisterna, una galleria allagata, un fontanile medievale.

A un certo punto, da un passaggio fra le rocce, si accede ai ruderi di un luogo di culto medievale dedicato a S. Felice.

All’inizio del 2016 questa stupenda, piccolissima, chiesa è crollata per l’incuria dell’uomo. Un danno enorme, ed evitabile.

Nonostante sia in rovina, potente si avverte il Genius Loci, anche per via della via cava etrusca che parte proprio dalle rovine.

A metà percorso un grosso masso tipo dolmen, precipitato chissà quando, non permetterebbe di proseguire sul fondo della via cava, se non fosse per una provvidenziale corda, da utilizzare di concerto con bicipiti, tricipiti e un minimo di capacità arrampicatoria.

storie di segreti - presso la chiesa diruta di S. Felice

storie di segreti – presso la chiesa diruta di S. Felice

Alla fine della via cava troviamo, a felice completamento, una serie di tombe rupestri.

Direi che in questa escursione, del tutto fuori dell’ordinario, non manca nulla.

La parte archeologica e storica c’è, e anche la parte naturalistica è soddisfatta: siamo infatti accompagnati dallo scrosciare di un piccolo fiume, che scorre in ambiente naturale intatto e che ha inizio da una splendida cascata a doppio salto poco distante.

Foto di copertina di Giovanni Giuliani: all’interno dell’eremo di S. Silvestro.

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