Segreti in treno vicino Roma. Marketing dieci.

segreti in treno vicino Roma - fermata sopra la cascata delle Marmore

segreti in treno vicino Roma – fermata sopra la cascata delle Marmore

Un piacevole effetto collaterale dei luoghi segreti a due passi da Roma è che, alcuni di questi, possono essere agevolmente raggiunti in treno più bici.

Questo può essere un ulteriore driver per attirare i tanti turisti, italiani e non, che amano il binomio treno e bici.

Per inciso ho tratto dalle tre guide “Luoghi segreti a due passi da Roma” un ebook, con sette itinerari straordinari e sconosciuti vicino Roma, agevoli da percorrere in treno più bici o mountain bike.

In uno Stato dove mancano sempre i soldi per il benessere dei cittadini dei cittadini, ma dove si trovano sempre per le banche e le grandi opere, i treni, a parte l’alta velocità, sono considerati un onere e non un servizio per la collettività e un modo per rendere vivi i territori e vengono anno dopo anno falcidiati da tagli di linee e tagli di corse..

Segreti in Treno: dalla valle Bruciata a Castel di Guido

Segreti in Treno: dalla valle Bruciata a Castel di Guido

Eppure, nonostante le difficoltà, partire da una delle stazioni di Roma dopo avere sistemato la bici nel vagone (raramente in vagoni attrezzati; di solito bisogna incastrarla fra i sedili e sperare che il treno non sia troppo affollato), chiacchierare con gli amici definendo i dettagli dell’escursione, scendere alla fermata di inizio percorso, compiere il giro ad anello oppure una traversata per andare a riprendere treno in un’altra stazione, risistemare la bici nel vagone e tornare a casa senza pensare a guidare, al traffico, al parcheggio e magari schiacciando un pisolino stravaccato sui sedili: tutto ciò è impareggiabile, e si recuperano emozioni essenziali.

Nel mondo in cui vorrei vivere, che non è di decrescita, ma di crescita alternativa, il treno è fondamentale.

E le emozioni che possiamo provare, percorrendo le linee periferiche, sono sempre intense.

Altra riflessione: e se nascesse una convenzione fra le ferrovie e il ministero della pubblica istruzione?

Le ferrovie smettono di dismettere (m’è scappato il gioco di parole) le loro tratte e il ministero si impegna a far fare alle scuole una percentuale di viaggi studio alla scoperta dell’Italia periferica, e quindi a chilometro zero.

E magari, sempre le Ferrovie, attrezzano vagoni appositi per le bici.

E i turisti cominciano a partire da una delle stazioni di Roma dopo avere sistemato le bici nei vagoni finalmente attrezzati, anziché incastrarle fra i sedili, a chiacchierare con gli amici definendo i dettagli dell’escursione, a scendere alla fermata di inizio percorso, a compiere un giro ad anello oppure una traversata per andare a riprendere treno in un’altra stazione, a risistemare la bici nel vagone e, infine, a tornare in città senza pensare a guidare, al traffico, al parcheggio e magari schiacciando un pisolino stravaccato sui sedili.

E tutto questo diventa un valore aggiunto eccezionale per i turisti e per chi ama la bici in genere.

Per me, ad esempio, il top di una breve vacanza è caricare la bici sul treno a Roma, scendere in stazioni sperdute nella campagna come Alviano, o Vigna di Valle, o Torricola e traversare sconosciute e bellissime zone del Lazio e andare a riprendere il treno per Roma lungo un’altra linea ferroviaria oppure in un’altra stazione della stessa linea…

lago rosso della solforata di pomezia - particolare - segreti in Treno

lago rosso della solforata di pomezia – particolare – segreti in Treno

Tornando all’ebook di cui sopra, sette sono i luoghi segreti ivi descritti:

  1. La Caldara di Palidoro, scendendo a Vigna di Valle, sulla linea Roma – Bracciano – Viterbo
  2. Torre Fiora,  scendendo a  Monterotondo –  sulla linea lenta Roma – Orte
  3. Le Cascatelle di Sasso, scendendo a Cerveteri sulla linea Roma – Pisa
  4. La Cascata del Corese, scendendo a Passo Corese sulla linea lenta Roma – Orte
  5. La Mola di Galeria, scendendo a Cesano sulla linea Roma – Bracciano – Viterbo
  6. La Solforata di Pomezia, scendendo a Pomezia sulla linea Roma – Pomezia
  7. L’Ipogeo di S.Pupa, e i laghi della Mercareccia, scendendo a Manziana sulla linea Roma – Bracciano – Viterbo.

 

Peccato che, per raggiungere altri tre luoghi stupendi:

  • Il Fosso dell’Acqua Forte
  • Le Mole del Fosso di Sant’Antonino
  • L’insediamento di Belmonte.

non distanti dalla linea ferroviaria del Lazio a mio parere più bella, la Roma P.le Flaminio – Civita Castellana – Viterbo, non sia possibile trasportare le bici sul treno.

Luoghi segreti in treno più bici. Belmonte presso Castelnuovo di Porto

Luoghi segreti in treno più bici. Belmonte presso Castelnuovo di Porto

Per visitare questi tre ulteriori luoghi segreti, cosa che può essere fatta nel corso di un’unica escursione, si scende alle stazioni di Riano o di Castelnuovo di Porto.

L’ideale è partire da Piazzale Flaminio la domenica mattina con i treni delle 7 oppure delle 8.30 oppure delle 9.30, per un viaggio di 40/50 minuti.

Ma se invece, magari una domenica di inverno, nebbiosa prima e soleggiata poi, rimarremo sul treno tutte le 2 ore e 40 minuti di curve e di sensazioni, necessarie perché il nostro treno faccia i poco più di 100 KM per giungere a Viterbo, non ce ne pentiremo.

Particolare della Mola di Galeria

Percorrere infatti l’ardita galleria che da P.le Flaminio sottopassa la collina dei Parioli e termina all’Acqua Acetosa, passando in pochi minuti dalla città alle splendide vedute della Campagna Romana.

Osservare dal finestrino le vallette tufacee , le colline, i boschi, i ruscelli e gli altopiani assolati come nei pressi di Falerii Novi.

Godere della prospettiva di Vignanello dal basso.

Attraversare l’incantevole Bagnaia con le sue case di tufo scuro.

Fermarsi in stazioncine isolate ed edificate su crinali aperti e panoramici.

Avere lo skyline del monte Soratte (che visto da sotto – dal finestrino del treno – è impressionante), dei monti Cimini e dei monti Sabini a chiudere a corona questo paesaggio magnifico.

luoghi segreti in treno - all'interno-della-mola-di-galeria

luoghi segreti in treno – all’interno-della-mola-di-galeria

Tutto, lungo questo viaggio in treno, ha un fascino non comune.

(Verificate l’orario. A oggi i treni delle 7 e delle 9.30 dei festivi in partenza da P.le Flaminio arrivano a Viterbo. Quello delle 8.30 termina la corsa a Civita Castellana).

 

Ecco un cenno ai primi tre itinerari in treno più bici. 

1.La Caldara di Palidoro, scendendo a Vigna di Valle sulla linea Roma – Bracciano – Viterbo.

Quasi tutti conoscono la caldara di Manziana, il particolare fenomeno di vulcanismo secondario dei monti Sabatini, a poca distanza da Roma.

Quasi nessuno, invece, conosce un altro posto altrettanto insolito e suggestivo, al limite estremo dei monti Sabatini: la caldara di Palidoro – a soli 14 KM in linea d’aria dal Grande Raccordo Anulare.

Per arrivarci, l’ideale è la bicicletta. Scendendo alla stazione di Vigna di Valle e riprendendo il treno alla stazione di Palidoro-Torre in Pietra.

Ed effettuando così una lunga e piacevolissima discesa verso il mare, inframmezzata dalla ricerca della caldara.

Lasciate le bicicletta, bisogna inoltrarsi per campi apparentemente chiusi da ammassi di vegetazione impenetrabili.

Con pazienza, e anche un po’ di fortuna, si trovano tracce di sentiero che, “bucando” la vegetazione, indirizzano verso la caldara.

Intorno il paesaggio è veramente bello: colline verdissime ondulate e filari di rovi che si intrecciano e che lasciano intuire i ruscelli sottostanti.

Arrivati vicini, l’atmosfera si fa irreale. Il terreno diventa improvvisamente biancastro e privo di vegetazione, e si comincia a sentire un gorgoglìo intenso.

uoghi segreti in treno - il lago rosso di pomezia

luoghi segreti in treno – il lago rosso di pomezia

Proseguendo verso il piccolo geyser che si vede in lontananza, mi sono imbattuto in due cinghiali morti, evidentemente per le esalazioni venefiche; e poco più avanti sono quasi inciampato in una volpe, anch’essa morta soffocata.

Poi la polla, in un ribollire continuo, con l’acqua di un colore grigio indefinibile che fuoriesce a fiotti dalla terra. L’ambiente è inquietante. E si torna presto con sollievo a calpestare i sentieri erbosi e a risentire il canto degli uccelli.

  1. Torre Fiora e Grotta Marozza sulla linea lenta Roma – Orte

Ogni volta rimango sorpreso dall’incredibile quantità di luoghi spettacolari che si trovano letteralmente a due passi da Roma.

Specialmente a nord della capitale la mancanza degli incentivi della cassa del Mezzogiorno, che hanno snaturato il paesaggio a sud di Roma e l’orografia accidentata, hanno fatto si che la “wilderness” inizi già dalle ultime case della città, con uno stacco netto con la “campagna”.

Niente a che vedere per esempio con Milano, o Napoli, o Parigi, dove non c’è soluzione di continuità fra la metropoli e le città vicine.

Ad ogni modo oltre alla natura, pervasiva già alle porte di Roma nord,  non si pensa mai (direbbe Alberto Angela) anche alla ricchezza di fortificazioni medievali – molte delle quali sconosciute – e che risalgono a un periodo abbastanza circoscritto, ovvero l’alto medioevo.

Roma per secoli non ebbe necessità di una cinta di mura, dal momento che la pax romana assicurava protezione già a partire dai lontanissimi confini e si poteva quindi vivere senza patemi nelle pianure intorno alla città.

Alla fine dell’impero romano d’occidente, senza più protezione dalle scorrerie barbariche, buona parte degli abitanti delle città e delle pianure dovettero rifugiarsi in posti scomodi ma inespugnabili, e regolarmente edificati in luoghi super panoramici, come i quattro castelli che abbiamo visto nella prima guida.

Qui ci troviamo a nord est di Roma, a circa quindici chilometri dal GRA, nei pressi di Monterotondo.

Se avete la pazienza di seguirmi (cit.sempre Alberto Angela), ci avviciniamo a Torre Fiora. La vista di questo alto e snello pinnacolo, che svetta solitario fra le colline ondulate nei pressi di Monterotondo, è straordinaria.

uoghi segreti in treno - particolare di grotta marozza

uoghi segreti in treno – particolare di grotta marozza

Dopodiché, percorrendo un’ondulata strada bianca, dopo circa due chilometri, arriviamo a Grotta Marozza, che completa degnamente la visita di questo pezzo di campagna romana

Grotta Marozza fu un sito di vitale importanza nei secoli IX e X, allorché Roma era ridotta a un modesto centro abitato in balia di città a quel tempo più potenti e aggressive, come quelle dei Castelli Romani, da cui partivano per le loro scorrerie le famiglie che ne avrebbero fatto la storia come i Savelli, i Colonna, gli Annibaldi.

Si tratta di un incastellamento, ovvero della trasformazione di un piccolo villaggio in una fortezza, più facile da difendere.

Fu edificato, come Torre Fiora e come tanti altri siti medievali su un preesistente insediamento d’età arcaica, abbandonato durante  la Pax Romana, e ripopolato durante il medioevo.

Giunti alle pendici di Grotta Marozza, non sembra possibile arrivare sulla sommità. I resti delle strutture fortificate sorgono infatti sulla cima di un rilievo calcareo apparentemente circondato da una macchia impenetrabile.

Poi, camminando intorno, si trova in mezzo ai rovi la traccia che sale.

Con un pò di coraggio si può salire sulle mura (attenzione per chi soffre di vertigini) e avere da queste un panorama eccezionale sulla campagna romana e sui prospicienti monti Lucretili.

Girando lo sguardo, spunta la punta della nostra Torre Fiora. E la nostra escursione giunge felicemente a compimento.

 

3.Le Cascatelle di Sasso, scendendo a Marina di Cerveteri sulla linea Roma – Pisa

luoghi segreti in treno - Torre Fiora (Monte Rotondo)

luoghi segreti in treno – Torre Fiora (Monte Rotondo)

Molti romani conoscono le tre suggestive cascate in sequenza e le due cascate laterali, che il fosso della Mola, il fosso delle Ferriere e il fosso Vaccina formano tra Castel Giuliano e Cerveteri. Pochi romani invece conoscono, non lontano dai fossi citati, le cascate altrettanto incantevoli, situate lungo un altro torrente, che anche scende dai monti Ceriti verso il Tirreno: le cascatelle di Sasso.

A differenza della maggioranza degli altri luoghi segreti descritti in questa rubrica, si tratta di un luogo relativamente noto a livello locale. Viene comunque qui inserito, in quanto risponde agli altri cinque requisiti:

  • non ci sono sentieri segnati che vi arrivano;
  • non è indicato sulle guide più comuni;
  • non è indicato da segnalazioni in zona;
  • è vicino a Roma (a circa 26 KM in linea d’aria dal GRA);
  • è particolarmente suggestivo.

Le cascatelle sono incastonate, con i loro piccoli (e balneabili) laghetti, in una valle più chiusa e più ridotta rispetto a dove si trovano le vicine e più famose cascate. E sono quindi meno imponenti. Ma hanno un fascino che nulla ha da invidiare alle vicine più famose. L’ideale sarebbe vedere entrambe le sequenze di cascate nella stessa stagione e con le stesse condizioni di luce, e poi giudicare quali sono più belle. Le condizioni di luce in occasione del mio sopralluogo alle cascatelle di Sasso erano strepitose: sole quasi allo zenith (fine giugno) e aria limpida e asciutta.

luoghi segreti in treno - le cascatelle di Sasso

luoghi segreti in treno – le cascatelle di Sasso

L’avvicinamento è straniante: si passa in pochi attimi dall’altopiano assolato alla forra ombrosa.

La gola dove scorre il fosso che forma le cascatelle, con le sue rocce rosse, ricorda la Gallura per la sua parte esterna, mentre l’ambiente fluviale interno è molto simile ai valloni pazzescamente lussureggianti e ricchi di cascate, che si trovano alle spalle delle scogliere assolate di Positano e di Amalfi. E, come nei valloni della costiera amalfitana, la vegetazione diventa subito fitta e la visione dei primi giochi d’acqua è immediata.

Si rimonta il sentiero a sinistra della prima cascata e si giunge a una sequenza di piccole cascate fra bianche rocce, che cingono una vera e propria piscina dai riflessi verdi: un angolo di paradiso.

Risalendo ancora il corso d’acqua, si giunge a delle rapide fra rocce dal colore rosso acceso (non sono un geologo, ma dovrebbe essere basalto). Si può poi continuare, se le condizioni della vegetazione lo permettono, fino a Sasso.

 Nell’ebook troverete altri quattro luoghi e le indicazioni per giungere in tutti e sette i luoghi indicati.

Ce ne sono ovviamente molti altri, come quello descritto nella seconda delle tre guide: ovvero dalla stazione de “La Storta” a quella di “Maccarese”: entusiasmante discesa di quasi quaranta chilometri, transitando fra l’altro lungo il magnifico tratto fra Valle Bruciata e Castel di Guido.

luoghi segreti in treno - le cascatelle di Sasso 1

luoghi segreti in treno – le cascatelle di Sasso 1

Pronti dunque a scoprire tanti luoghi segreti in treno?

Foto di copertina: nella piana reatina, dopo essere scesi con le bici alla stazione di Rieti (oppure di Contigliano).

 

 

 

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