I segreti di Martignano

i segreti di Martignano - la riva nord

i segreti di Martignano – la riva nord

Siamo già andati due volte, in questo blog, al Lago di Martignano.

Nel secondo volume dei “Luoghi segreti a due passi da Roma” abbiamo anche visto come individuare i siti più suggestivi della riva est del lago.

Ci torniamo per la terza volta per perlustrare la riva nord, e così scoprire i resti dell’ottocentesco acquedotto/emissario alsietino.

(Alsietino dall’antico nome di Martignano).

Veramente ci sarebbe anche da andare a cercare l’antico acquedotto alsietino sulla riva sud. Ma…lascio a voi l’incombenza di questa ricerca (eheheh!).

I segreti di Martignano - all'ingresso dell'emissario

I segreti di Martignano – all’ingresso dell’emissario

Diamine! Oltre trenta chilometri di scavo sotterraneo per giungere dal lago di Martignano a Roma, con una pendenza talmente minima, che è incredibile potesse essere ottenuta con i mezzi dell’epoca, e in più con una diramazione per l’attuale Piazza San Cosimato, dove l’acqua veniva utilizzata per la naumachia.

Ovvero la più popolosa città della terra per almeno mille anni (poi arrivò Angkor che la superò verso l’anno mille) e la più popolosa d’Europa fino al 1800, aveva a disposizione talmente tanta acqua, che poteva addirittura permettersi di allagare le piazze per le battaglie navali.

E l’acquedotto alsietino non è neanche uno dei più lunghi. Basti pensare agli acquedotti, i cui resti grandiosi si trovano nella zona di Gallicano!

Detto questo, entriamo.

Dopo i primi metri fra squarci di sole e tenebra, molto suggestivi, procediamo nell’oscurità più completa, con il fango che diventa sempre più vischioso, finché, dopo alcune centinaia di metri, troviamo l’acqua alta e una diramazione.

Il primo tronco va a destra in direzione del “fu” lago di Stracciacappa, il secondo a sinistra verso il lago di Bracciano.

I segreti di Martignano - nell'emissario/acquedotto

I segreti di Martignano – nell’emissario/acquedotto

Nel primo volume vedemmo una diramazione simile ma molto, molto più antica, e di origine ignota, lungo il  fosso dell’Acqua Forte.

Oggi l’imboccatura dell’emissario si trova a circa due metri sopra il livello del lago.

Ma ancora duecento anni fa il livello era più alto, e l’emissario pescava l’acqua direttamente dal lago, con la duplice funzione di ricavare acqua e di fornire nuove terre per pascolo e coltivi.

Certo, è sempre un peccato prosciugare i laghi.
Alcuni dipinti di due secoli fa ritraggono il paesaggio sublime del Velino, che si specchiava nel lago del Fucino prima del prosciugamento.
E anche questa zona doveva essere bellissima (lo è tuttora!), allorché, oltre a Martignano e Bracciano, riempivano le caldere limitrofe anche i laghi del Baccano e di Stracciacappa.
D’altra parte anche gli emissari non sono male.
Entrare al loro interno è regolarmente fascinoso. Rammento ancora con emozione quando percorsi con mia figlia piccola l’emissario del lago di Nemi, e poi quando visitai quello, immenso, del lago del Fucino.

Un consiglio: andate in cerca dei segreti di Martignano d’inverno e in una giornata soleggiata.

Usciti dall’oscurità dell’emissario, avrete la visione improvvisa del lago con una luce asciutta e tagliente, che dona visioni impensabili in estate. Oltre all’assoluta mancanza di “spiaggiatori” e di rumori.

Descriverò tutto ciò nel terzo e ultimo volume della collana dei Luoghi segreti…

I segreti di Martignano

I segreti di Martignano