Risparmio energetico e privatizzazioni.

risparmio energetico e privatizzazioni

risparmio energetico e privatizzazioni

In Italia non ci sono state liberalizzazioni ma privatizzazioni, un furto legalizzato alle spalle dei cittadini contribuenti e consumatori.

Ci fanno pensare che, se lo Stato spreca nella erogazione del servizio, l’attenta gestione di un’impresa che eroga lo stesso servizio o anche solo una parte di esso, sia di incentivo a migliorare il risultato.

Invece tutte le privatizzazioni finora effettuate sono state in primo luogo una dismissione delle ricche proprietà dello Stato, “regalate” agli amici, con una lenta e progressiva diminuzione della qualità del servizi e con una doppia imposizione in termini di costi “liberalizzati”di fruizione e di aumento di imposte, tasse e contributi a tutti i livelli: Stato, Regione, Provincia, Comune, ecc.

La libera concorrenza capace di mitigare i prezzi è stata dunque solo un’illusione.

E il libero mercato non esiste se non nella percezione teorica degli economisti, mentre è solo una scusa per creare monopoli nascosti oppure oligopoli, questi ultimi favoriti in particolare da Consip a danno delle tante piccole PMI.

Il mondo della distribuzione dell’energia, che si tratti di gas, energia elettrica o petrolio non si differenzia dal resto.

Ognuna delle società distributrici cerca di sfruttare al massimo gli spazi di commercializzazione esistenti per trarre, nell’ambito compiacente del capitalismo di sottrazione, il proprio maggior profitto, senza rispetto alcuno del proprio utente.

Una volta c’erano le sette sorelle del petrolio, ma la benzina aveva lo stesso prezzo dappertutto, così come il gas e l’energia elettrica.
Oggi, invece di calmierare i prezzi, si evita ai concorrenti il gioco al massacro dei ribassi, consentendo a tutti di ottenere il massimo profitto possibile in regime di “pretesa” concorrenza.
E a farne le spese è sempre il consumatore.
La mancanza di trasparenza da un lato e l’ignavia/ignoranza del consumatore dall’altro, fanno sì che le tasche dei distributori si rimpinguino.
Peraltro anche lo Stato si rimpingua, visto che si prende una fetta di tasse (sempre a fronte di zero servizi) su ogni profitto aggiuntivo dei distributori
Al limite pagano il risarcimento per qualche “giusto reclamo” intentato dal consumatore che, rendendosi conto della situazione di “turlupinaggio pseudo-legalizzato”, si ribella all’andazzo.

Ma i reclami, soprattutto per la fatica che comportano, sono sempre troppo pochi per indebolire i privilegi delle società distributrici di energia, e i risarcimenti regolarmente troppo esigui.

Ah! La politica per tutelare i consumatori ha creato “il garante”!

Si certo! Un “garante” come sono “garanti” Banca d’Italia e Consob nei confronti dei risparmiatori, ovvero  strutture che stornano dalla collettività, per mantenere le proprie pletoriche strutture a fronte di nessun servizio, se non quello di non danneggiare gli oligopolisti dell’energia e, nel caso di Consob e Banca d’Italia per aiutare esplicitamente i banchieri e non i risparmiatori.

Insomma, non stiamo più zitti, per favore, quando qualcuno ancora parla del vantaggio di privatizzare!

risparmio energetico e privatizzazioni

risparmio energetico e privatizzazioni

Commenta da Facebook