Risparmio energetico e mass media

risparmio in energia

m’illumino di meno

Risparmio energetico e mass media

Domani la trasmissione radiofonica Caterpillar organizza la consueta festa del risparmio energetico.

Onore al merito per gli organizzatori di questa manifestazione!

Dopodiché, analizzando i mass media italiani, ci sarebbe Luca Mercalli, l’unica perla di quel programma di marchette che è “Che tempo che fa”, al quale peraltro non danno più spazio per parlare di temi come il risparmio energetico, correlato con i cambiamenti climatici (forse perché si è permesso di criticare il TAV dati alla mano).

E ancora più sporadicamente si parla di efficienza energetica ecc. in programmi di stra-nicchia, come Geo e Geo e Ambiente Italia .

Riassumendo, sui canali RAI, sui quali come da codice etico dovrebbe essere primario stimolare l’interesse per la cultura e la creatività, l’educazione, l’attitudine mentale ecc.ecc. viene dedicato circa l’1% del tempo per approfondire temi assolutamente fondamentali per le vite nostre e dei nostri figli, come sono appunto il cambiamento climatico, le rinnovabili ecc.

E per il restante 99% del tempo di cosa parlano i canali RAI? Soprattutto di cazzate.

Io mi aspetterei che tutti i telegiornali dessero notizie d’apertura come differenziare correttamente i rifiuti, quali accorgimenti attuare per risparmiare energia in casa, come produrre energia da soli, che è ormai più conveniente, rimodulando i contratti di fornitura, usare la lavatrice alle 12 anziché di notte (grazie alle F.E.R.).

E invece i consigli che danno sono di coprirsi e bere cose calde quando fa freddo, e di non uscire nelle ore centrali della giornata e mangiare frutta e verdura quando fa caldo.

E poi i mass media infatti in questo sono specializzati, oltre che a parlare sempre d’altro: complicano le cose semplici e semplificano le cose difficili, ovvero non fanno praticamente mai il loro lavoro di spiegare come stanno i fatti (a parte, ma non più di tanto, il Fatto Quotidiano).

E facciamoci la solita domanda: perché i mass media non danno questo tipo di informazioni? Questa domanda mi fa impazzire, e ho cercato delle risposte nel post  perché in Italia non si vuole fare innovazione? E qui proviamo a dare altre risposte:

  • forse perché dobbiamo bruciare gas e derivati del petrolio perché ci paghiamo le accise che vanno allo stato? Altrimenti senza tali entrate sarebbe molto difficile andare avanti? (Ovviamente con una logica di brevissimo termine, come tutto ciò che viene deciso dalla nostra classe digerente…pardon dirigente: ovvero si tratta di decisioni, ce ne fosse una giusta, che portano nel medio-lungo termine a distruzione di valore e di ricchezza).
  • O forse perché le lobbies dei combustibili fossili sono notoriamente potentissime?
risparmio energetico e mass media

risparmio energetico e mass media

E in tutto ciò ci si pone un’altra domanda che ha a che fare con la comunicazione e i mass media:

ormai con le tecnologie si condividono informazioni, film e quant’altro.

Ciascuno può produrre contenuti e distribuirli sulla rete, e le aziende che producono contenuti massmediali o si sono rapidamente adeguate oppure sono già fallite. 

E perché allora allo stesso modo non si può produrre facilmente e condividere con gli altri l’energia che si produce – visto che le tecnologie ci sono – sapendo che ormai costerebbe meno che acquistarla dai gestori? Bene, perché IN ITALIA sia così difficile produrre e condividere energia lo vedremo in un prossimo articolo. Intanto un motivo lo avete già intuito: chi autoproduce energia non spende denaro per comprarla.  

E poi un prosumer cosciente del sistema fa paura!

E’ molto meglio dunque per la nostra classe dirigente continuare con  bollette mostruose pagate dalle nostre pubbliche amministrazioni, la cui gran parte dei profitti se ne va in Russia, Kazakistan e simili simpatici paesi. Tanto i nostri mass media non ritengono interessanti questi argomenti.

E per finire: è difficile far capire qualcosa a uno – come l’importanza del risparmio energetico – se il suo stipendio dipende da non capirla.

luigi plos