Risparmio e bollette parte terza

 

risparmio e bollette

risparmio e bollette

Dopo avere analizzato la relazione fra risparmio e bollette in due post precedenti completiamo questa “stimolante ” analisi.

 

 

 

Ripetiamo che:

  • i prezzi sono tra i più alti d’Europa
  • le bollette sono nebulose e non è chiaro cosa si stia pagando
  • c’è poca trasparenza nelle offerte e poca concorrenza
  • sono frequenti le pratiche commerciali scorrette

Oggi poi sulle fatture si trovano diverse interpretazioni delle fasce tariffarie, così come voci che vengono calcolate in modo differente a seconda dei fornitori.

E in tutto ciò sarà presto abolito il mercato tutelato a favore del mercato libero.

“Il prezzo del mercato libero sarà più conveniente per i consumatori”.

Mi sembra l’abbiano già detto per la benzina, per le assicurazioni, per le banche.

Cosa è successo invece nella realtà?

Che tutti si sono sempre allineati alle tariffe/prezzi più alti facendo cartello.

Dicono poi (a cominciare da federica guidi il “ministro” dello sviluppo economico. E’ faticoso immaginarla ministro):”…è la modalità giusta per le famiglie per risparmiare”.

Dimenticandosi di aggiungere che siamo in un mercato costellato da pubblicità ingannevoli e risparmi fittizi.

Così che, per non rischiare, la maggior parte delle famiglie rimarrà quindi con il suo fornitore di sempre, quello collegato alla società di distribuzione. Consolidando così una situazione di oligopolio.

Già sento nostalgia in anticipo del mercato tutelato.

Anche se il mercato libero fosse più economico, io pagherei volentieri qualcosa in più pur di non dover passare ore a leggere prospetti nell’ansiosa ricerca della clausola furbetta.

Se l’obiettivo fosse quello di abbassare i prezzi, si dovrebbe lavorare sul 54% del costo in bolletta che non è costo dell’energia, ma sono tasse e accise!

E invece questo 54% non si tocca.

Ma anche la gestione della parte della bolletta (46%) che riflette i costi di generazione, non andrebbe lasciata al mercato.

Dovrebbe piuttosto essere il frutto di una politica energetica che abbassa i costi, perché pone l’attenzione sul come produrre energia.

Allora sì che si permetterebbe alle famiglie di associare risparmio e bollette.

 

 

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