Il primo capitolo della terza delle guide ai Luoghi Segreti

Quello che state per leggere è il primo dei venticinque itinerari della terza e ultima delle guide ai luoghi segreti a due passi da Roma.

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma - le cave del fosso del Drago - interno

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma – le cave del fosso del Drago – interno

Le cave del fosso del Drago

Nel secondo volume abbiamo visitato le gallerie di Pietra Pertusa, i due stupefacenti “tunnel”, con ninfeo allegato, componenti una super strada di duemila e passa anni fa, realizzati da Etruschi e Romani per collegare Veio con il Tevere, e quindi con il mare.

Lungo questa super strada veniva portato a Roma materiale da costruzione da alcune cave non distanti da Pietra Pertusa.

Il primo complesso di cave si trova non distante dalla stazione di Sacrofano.

A proposito, raggiungere il luogo di partenza in treno utilizzando la tratta ferroviaria a mio parere più bella del Lazio, la Roma – Civita Castellana – Viterbo, ammirare lo splendido paesaggio della campagna romana che si estende dopo Prima Porta, e scendere, dopo poche decine di minuti, alla piccola e non presidiata stazione di Sacrofano, rende l’escursione, almeno per chi come me ama viaggiare sui treni che percorrono le linee secondarie, ancora più intensa.

Questa bellissima linea ferroviaria permette di visitare la parte orientale del Parco di Veio (le cave del Fosso del Drago e poi Belmonte, il fosso dell’Acquaforte e le mole del fosso di S. Antonino, visti nel primo volume, e le pestarole di Costa Frigida viste nel secondo volume).

L’ideale è partire da Piazzale Flaminio la domenica mattina con i treni delle 7, delle 8.30 oppure delle 9.30, per un viaggio di 40/50 minuti, e raggiungere le stazioni di Sacrofano e di Castelnuovo di Porto: i migliori accessi per la parte orientale del parco.

Ma se invece, magari una domenica di inverno, nebbiosa prima e soleggiata poi, rimarremo sul treno tutte le due ore e quaranta minuti, di curve e di sensazioni, necessarie perché il nostro treno faccia i poco più di cento chilometri per giungere a Viterbo, non ce ne pentiremo.

guide ai luoghi segreti - cave del fosso del Drago - verso lo Stargate

guide ai luoghi segreti – cave del fosso del Drago – verso lo Stargate

Percorrere l’ardita galleria che da P.le Flaminio sotto passa la collina dei Parioli e termina all’Acqua Acetosa, passando in pochi minuti dalla città alle splendide vedute della Campagna Romana.

Osservare dal finestrino le vallette tufacee, le colline, i boschi, i ruscelli e gli altopiani assolati come nei pressi di Falerii Novi.

Ammirare la prospettiva di Vignanello dal basso.

Passare fra le incantevoli case di tufo scuro di Bagnaia.

Fermarsi in stazioncine isolate ed edificate su crinali aperti e panoramici.

Avere lo skyline del monte Soratte, che a un certo punto sovrasta il nostro piccolo treno, dei monti Cimini e dei monti Sabini a chiudere a corona questo paesaggio magnifico.

Tutto, lungo questo viaggio in treno, ha un fascino non comune.

(Verificate l’orario. A oggi i treni delle 7 e delle 9.30 dei festivi in partenza da P.le Flaminio arrivano a Viterbo. Quello delle 8.30 termina la corsa a Civita Castellana. Tutti e tre arrivano comunque a Sacrofano e a C.vo di Porto).

Torniamo a noi.

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma - le cave del fosso del Drago - interno 2

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma – le cave del fosso del Drago – interno 2

Dopo essere transitati accanto all’Arco di Costantino a Malborghetto  (uno dei siti archeologici più ricchi di storia e di suggestioni nei pressi di Roma) e avere scavalcato uno steccato, nulla lascia presagire che oltre una macchia di vegetazione alta e apparentemente impenetrabile siano celate le cave.

Penetriamo nella macchia e, come nello Stargate dell’omonimo film, passiamo in un attimo dalla luce del ventunesimo secolo all’oscurità di duemila anni fa.

Una scala scivolosa, scavata nella pietra, si materializza davanti a noi, la discendiamo e ci troviamo in una serie di ambienti molto Divina Commedia di Gustavo Dorè: il ritorno indietro nel tempo è ora completo.

I riflessi delle pareti, a malapena illuminate dalla luce che entra dai grandi finestroni, baluginano sull’acqua del fosso che scorre sul fondo delle grotte, e rendono il tutto ancora più arcano.

Le cave si interrompono bruscamente con una strettoia, che il corso d’acqua supera con una piccola cascata, per entrare in una cupa e profonda tagliata.

Ed ecco montare la consueta sensazione di straniamento di quando giungo in posti simili, dovuta alla difficoltà del cervello di contestualizzare un luogo simile in un ambiente semi urbano, quando sarebbe più logico trovarsi in qualche regione tropicale.

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma - le cave del fosso del Drago - stalattiti nel secondo sistema di cave

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma – le cave del fosso del Drago – stalattiti nel secondo sistema di cave

Terminata la contemplazione, riattraversiamo lo Stargate e torniamo alla luce e ai campi coltivati del terzo millennio…

“il sistema delle cave, così come quello degli acquedotti, era al tempo dei Romani una vera e propria industria. una organizzazione logistica perfetta e con tanto di filiera, organizzata in modo ferreo, di cavatori, battellieri, facchini, carrettieri ecc. ognuno con le competenze tecniche e progettuali necessarie allo scopo.

E, come per le opere idrauliche, anche per quanto riguarda l’estrazione di minerali e di materiale da costruzione i romani si ispirarono agli etruschi che nel golfo di Baratti, per esempio, avevano attivato quello che è considerato il più grande centro siderurgico dell’antichità.

Ma perché dico ciò? Perché, e questo è il mio cruccio, i popoli che hanno abitato il nostro paese, hanno saputo nei millenni creare filiere industriali senza pari, a complemento del genio dei loro artisti e artigiani.

Altro esempio: l’Arsenale di Venezia. Il più grande complesso produttivo al mondo per centinaia di anni.

Un patrimonio di esperienza, creatività, capacità progettuale (il Made in Italy) costruito in migliaia di anni.

E quasi del tutto annientato, in soli venticinque anni, dall’euro e da una doppia burocrazia, con sede a Roma e Bruxelles, inetta e volta a favorire in modo sistematico interessi extra-nazionali”

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma - Malborghetto, presso le cave del fosso del Drago

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma – Malborghetto, presso le cave del fosso del Drago

…e non è finita. Tornati alla luce e fatte alcune centinaia di metri entriamo in un altro sistema di cave (individuato in precedenza dagli amici Diego e Francesco, che insieme ad Andreas – vedi prossimo capitolo – formano un affiatato team di consulenti per quanto riguarda i luoghi segreti), composto da una sequenza di ambienti con fondo fangoso e separati da piloni regolari.

Percorrendo questi ambienti, ecco le sensazioni avvertite tante volte nelle gallerie etrusche di Formello.

Anche qui infatti, come nelle gallerie di Formello, l’opera dell’uomo in duemila anni si è fusa con la natura: nello specifico è diventata tutt’uno con un laghetto interno e, stranamente, con un gran numero di stalattiti.

Mbeh?” Direte voi. “Che c’è di strano nel fatto che ci siano le stalattiti? Siamo in grotta!

C’è di strano che si tratta di rocce tufacee, e quindi le stalattiti non ci dovrebbero essere!

Ma qui la vena di tufo si è mescolata con una di calcare, e si è formato questo fenomeno, rarissimo nel novero degli ambienti ipogei nel tufo.

 

Dislivello: circa 30 metri

Durata: 1 ora per il primo sistema di cave.

Difficoltà: bassa

Bambini: si

Possibilità di picnic: sì. A Malborghetto

Attrezzatura: da escursione semplice

Periodo raccomandato: tutto l’anno. Nel tardo pomeriggio all’interno del primo sistema di cave per le foto migliori

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma - Malborghetto, presso le cave del fosso del Drago 1

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma – Malborghetto, presso le cave del fosso del Drago 1

Descrizione per giungere al primo sistema di cave:

giunti da Roma (magari con il treno da P.le Flaminio) alla stazione di Sacrofano, lungo la via Flaminia, si parcheggia nei dintorni della stazione.

Il parcheggio è problematico nei giorni feriali.

Si attraversano i binari, si gira a destra e poi subito a sinistra per imboccare la strada che costeggia Malborghetto.

Questo complesso monumentale è di solito aperto, perlomeno il giardino, e merita una visita, specie con la luce del tramonto.

Dopo circa duecento metri vediamo a sinistra un cancello facilmente superabile con alle spalle una parete rocciosa con una grotta. Superato il cancello si costeggia la parete rocciosa in discesa. In estate ci sono rovi.

Dopo circa duecento metri ci troviamo in una ampia radura chiusa davanti una bassa collina rocciosa con davanti una macchia di vegetazione.

Ci avviciniamo, e scopriamo che oltre la macchia ci sono delle cavità. Individuiamo fra i rovi una scala scavata nella roccia ed entriamo nelle cave. Attenzione ai gradini scivolosi.

Risaliti sul prato, superiamo la recinzione che si trova subito a sinistra, percorriamo alcuni metri lungo la strada bianca che passa sopra il fosso del Drago e scendiamo a destra senza via obbligata sulle sue rive.

Risaliamo quindi il fosso per alcune decine di metri fino ad arrivare dove l’acqua esce dalle cave con una piccola cascata. Il luogo è magnifico.

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma - Malborghetto, presso le cave del fosso del Drago 2

Primo capitolo della terza delle guide ai luoghi segreti vicino Roma – Malborghetto, presso le cave del fosso del Drago 2

In copertina: le cave del fosso del Drago.

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