L’introduzione alla terza guida dei Luoghi segreti a due passi da Roma.

La copertina è provvisoria. Probabilmente edito da edizioni Il Lupo.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - il ponte della Baroccella

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – il ponte della Baroccella

Gli ultimi venticinque Luoghi Segreti a due passi da Roma                

Le guide escursionistiche che non c’erano.

L’avventura a costo zero.

 

 

 

 

Prima parte: Roma Nord. Il Paradiso dell’Avventura.

  1. Le cave del fosso del Drago
  2. Le cave di grotta Oscura
  3. I fori di Saxa Rubra
  4. I laghi della Marcigliana
  5. La galleria, il ponte e la scala nella roccia
  6. Verso la foce del Crèmera
  7. La grotta di Grottarossa
  8. L’eremo di S. Silvestro
  9. L’arco del Pino e la fontana di re Carlo
  10. Le solfatare di Sacrofano
  11. L’emissario di Martignano.

 

Seconda parte: Roma Est. Come si fusero Natura e Vestigia Romane e Medievali.

12.I dintorni di S. Vittorino 

13.Il fosso dell’Acqua Raminga

14.Il lago e le cascatelle presso Ponte Taulella

15.La torre di Albuccione

16.Il ponte della Barocella e la tenuta della Mistica.

 

Terza parte: Roma Sud. Come sorprendersi fra Mare e Montagna.

17.L’eremo di S. Angelo in Lacu

18.Il vallone Tempesta

19.L’antica via Laurentina

20.I bunker della riserva di Decima Malafede.

 

Quarta parte: Roma ovest. Nel Regno degli Etruschi.

21.Il Castellaccio di Castel Campanile

22.I segreti di Ceri

23.Dietro i Sassoni di Furbara

24.Il ponte Coperto

25.Le erosioni dell’Insugherata  

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - le cave del fosso del Drago

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – le cave del fosso del Drago

 

Prefazione di Isabella Pratesi

Nata a Roma nel 1964 e figlia del naturalista ed ecologo Fulco Pratesi, Isabella ha ereditato la passione per la natura e i viaggi ma anche la capacità di guardare con occhio critico ai tanti sistemi, accadimenti e processi che giornalmente mettono a rischio il patrimonio di natura del nostro pianeta. Laureata in scienze naturali, Isabella lavora attualmente al WWF come direttore del programma di conservazione.

Nella sua posizione cerca, da sempre, di coniugare le battaglie per proteggere una natura vicina e quotidiana, con quelle in difesa dei luoghi cruciali del pianeta come l’Amazzonia, il Bacino del Congo, le barriere coralline, e poi gli elefanti, le tigri, i gorilla.

Capace di parlare in modo semplice e diretto dei temi della conservazione e della difesa dell’ambiente, Isabella da sempre scrive libri per giovani e bambini, report, articoli.

Trasmettere lo stupore e l’amore per l’affascinante diversità della vita è la sua professione, e il suo grande interesse. E con questo obiettivo partecipa alle tante iniziative del WWF e a numerose trasmissioni televisive.

 Stare nella natura è sempre stata la mia seconda vita. E condivido con Luigi questa passione , che per entrambi si è declinata nel lavoro: io operando nel WWF e Luigi nel settore dell’efficienza energetica.

Poi negli anni questa passione ha spinto Luigi, dopo un lungo approfondimento, a pubblicare queste guide, che danno a tutti noi la possibilità di vivere splendide avventure a chilometro zero e che ci fanno conoscere l’unicità e la bellezza del territorio che circonda la capitale.

Leggendole, mi hanno colpito in particolare alcune frasi:

“…voglio provare a trasmettere le sensazioni impagabili, che si provano nel conoscere in modo approfondito il nostro territorio. Un territorio che non ha pari al mondo per le sue peculiarità……il paesaggio ci permette di capire che la qualità delle nostre vite non è legata ai redditi e ai consumi, ma alla qualità dell’ambiente dove viviamo noi e dove vivranno i nostri figli…”

Vivere in un ambiente sano, per me, per i miei figli, per tutti noi, vuol dire salvaguardare le risorse naturali, interrompendo il degrado e il furto del suolo a vantaggio di pochi, per renderlo invece fruibile alla collettività.

E queste guide ci indicano una via: per tutelare il nostro territorio, dobbiamo conoscerlo. Ancora oggi infatti, scrive Luigi: “troviamo i segni di un’organizzazione territoriale antica, in cui sempre l’uomo è intervenuto per viverci meglio, integrando elementi antropici nella natura e creando una miscellanea unica e famosa nel mondo”.

La riscoperta dei dintorni della capitale, negletti rispetto a Roma, auspica Luigi, e lo auspico anch’io, deve anche avere risvolti sociali, culturali e, perché no, economici.

Mi piacerebbe infatti che una parte di questi luoghi fosse resa fruibile per il tramite di sentieristica adeguata e di siti accessibili e aggiornati, per esempio per chi pratica il social trekking. Si potrebbe così creare un polo d’attrazione diffuso, che moltiplichi il potenziale turistico della città, crei posti di lavoro aggiuntivi e sani e una migliore vivibilità per le comunità stanziate intorno alla capitale.

Vogliamo poi parlare delle scuole, come, anche, ci suggerisce l’autore? Perché non organizzare infatti, intanto per le scuole di competenza dell’area metropolitana di Roma, gite scolastiche a chilometro zero? Potremmo portare gli studenti romani alla scoperta delle bellezze vicino alla città, far loro assaporare, cito dalle guide: “le sensazioni impagabili che si provano conoscendo in modo approfondito il nostro territorio e far loro comprendere che il nostro passato è il carburante del nostro futuro”.

Non posso che essere orgogliosa del territorio dove vivo, e concludo riprendendo quanto già evidenziato, ovvero che la qualità delle nostre vite non è legata ai redditi e ai consumi, ma alla qualità dell’ambiente dove viviamo noi e dove vivranno i nostri figli.

Una nota: queste guide mi hanno riportato alla mente quando, circa dieci anni fa, Luigi ci portò alla cascata dell’Inferno (descritta nel primo volume) dove scoprimmo le salamandrine dagli occhiali in mezzo alle felci e ai licheni, ai piedi della cascata. E tutti gli altri luoghi non sono da meno! Una nota importante: godetevi questi luoghi segreti con tanto, tanto, rispetto.

 

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - fra le solfatare di Sacrofano

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – fra le solfatare di Sacrofano

Si può trovare l’Avventura, con la A maiuscola, a pochi chilometri da una grande città?

Dopo una vita di escursionismo passata fra Alpi, Appennini e il territorio vicino Roma, circa quattro anni fa, come già narrato, decisi di ordinare i luoghi intorno alla capitale più meritevoli di attenzione e che andavo ri-scoprendo.

Con il passare del tempo, infatti, il paesaggio mi si rivelava come l’archivio della nostra storia, da decifrare e comprendere; e questo mi affascinava sempre più.

In essi trovavo i segni dell’organizzazione territoriale delle diverse civiltà, a cominciare dagli Etruschi, che diffusero l’agricoltura, prosciugarono le paludi, sfruttarono le risorse minerarie e costruirono le prime città sugli altopiani tufacei, molte delle quali ancora esistenti come Cerveteri.

Ognuno di questi popoli modellava il territorio, per vivere in modo più confortevole, integrando elementi antropici nella natura e creando nel tempo una miscellanea che non ha pari al mondo.

Qualcuno disse: “ciò che non è pratico, non può essere bello”. E infatti l’uomo e l’ambiente avevano raggiunto un lento, faticoso, fruttuoso adattamento, che ha portato a questa bellezza.

A un certo punto cominciai a vedere i danni causati dal cemento armato: la civiltà dei geometri aveva sostituito quella degli architetti, e in pochi decenni la mirabile sintesi raggiunta nei millenni era stata destrutturata.

E poi, un’insidia peggiore e più sottovalutata del cemento, la globalizzazione.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - Grotta allagata nel Vallon Tempesta

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – Grotta allagata nel Vallon Tempesta

Forse la globalizzazione si sarebbe potuto accettare (io non l’avrei accettata comunque), se, a fronte della demolizione della nostra identità e delle nostre tradizioni, ci avesse almeno portato il benessere promesso.

Ma così non è stato. La ricchezza è aumentata, ma per pochi, mentre il benessere di tutti gli altri e peggiorato.

Trent’anni fa c’era meno povertà, meno disuguaglianza. La qualità e la quantità del nostro sistema produttivo erano molto superiori a oggi, l’Italia era la prima meta turistica al mondo, un operaio con il proprio stipendio manteneva la famiglia, comprava casa e magari mandava i figli all’università.

E pensare che c’è stato addirittura un ex presidente del consiglio il quale nel 2016 (e nel momento in cui leggerete queste righe potrebbe nuovamente essere a capo del governo) ha minacciato noi italiani che, se non avessimo votato SI alle sue riforme costituzionali, saremmo tornati indietro di trent’anni. Ma magari!

Il nostro paese ha risorse culturali, ambientali e umane (imprenditori, inventori e artigiani in abbondanza) come nessun altro al mondo, e un immenso patrimonio artistico, storico e naturalistico che aspetta di essere valorizzato in modo sano.

Eppure assistiamo impotenti alla distruzione di questo patrimonio a causa di norme deliranti provenienti da Bruxelles e per la mancanza di denaro, ovvero per la mancanza di una cosa semplice da avere (basta stamparlo, come fanno praticamente tutti i paesi del mondo esclusi i diciotto stati dell’area euro. Pure l’ISIS stampa moneta!), che non ci permette di utilizzare le capacità degli italiani e le tecnologie disponibili. E le capacità che hanno italiani non si possono stampare. Bisogna averle!

Siamo stati così ridotti da un popolo di produttori di cose belle e desiderate da tutto il mondo, a un popolo di consumatori di cibi e di oggetti di poco valore e spesso dannosi che vengono prodotti dall’altra parte della Terra, mentre le nostre aziende chiudono.

A proposito di mancanza di soldi, Camera e Senato, nel marzo del 2017, in poche ore hanno approvato lo stanziamento di venti miliardi di euro per salvare Monte dei Paschi e compagnia. Ma…non aveva detto l’ex presidente del consiglio di cui sopra che le riforme erano necessarie, perché due Camere erano troppe, si rimbalzavano le leggi e non decidevano mai nulla?

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - Le erosioni dell'Insugherata

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – Le erosioni dell’Insugherata

Detto questo, siamo, a mio parere, a un momento di svolta nella storia. Il processo di globalizzazione con le sue aberrazioni, come per esempio il fatto che andare in aereo a Londra costi quanto fare la spesa al supermercato e che un week end sempre a Londra costi quanto un week end in Toscana, forse si sta fermando.

Brexit e il NO alle “riforme” costituzionali in Italia il quattro dicembre del 2016, sono a mio parere il rifiuto, magari inconscio (nonostante il bombardamento mediatico affinché inglesi e italiani votassero diversamente), di un modello non più sostenibile e che, neanche chi l’ha imposto, è in grado di padroneggiare.

Un esempio: da sempre i nostri pastori producono decine di tipi di formaggi, alcuni dei quali famosi nel mondo, e da sempre noi li mangiamo. Ma oggi norme europee, apparentemente insensate, hanno imposto stringenti norme igieniche, che possono essere sopportate finanziariamente solo da grandi aziende (tedesche e olandesi) e che pongono fuori mercato i piccoli produttori. E io vorrei sapere, in migliaia di anni, quanti sono morti per i batteri prodotti durante la lavorazione del formaggio.

Risultato? Progressiva sparizione di filiere e maestranze in tutti i settori di punta del made in Italy, perdita di posti di lavoro, annientamento delle nostre specificità frutto di secoli di competenze, esodo dalle campagne favorito dalla mancanza di banda larga e dalla chiusura di ferrovie locali e presìdi di prossimità (ospedali, uffici postali…), e magari trasferendo le attività residue a ridosso delle autostrade per “razionalizzare”.

Ma tutto questo deve cessare, non solo perché è immorale, ma perché per tutti noi è più proficuo che le campagne rimangano presidiate e, se serve, sussidiate.

E, per rivitalizzare le nostre campagne, non potrebbero il nostro viaggio, la nostra vacanza, essere talvolta a chilometro zero, magari un tour per la Sabina o la Ciociaria (oppure la Val Grande o la Val Trebbia per chi sta a Milano) anziché le solite capitali europee? E anche i viaggi studio non potrebbero, ogni tanto, essere a chilometro zero? I ragazzi potrebbero così cominciare ad amare il territorio dove vivono, a guardarlo in modo diverso, a comprendere che il nostro passato dovrebbe essere il carburante del nostro presente e del nostro futuro, dal momento che solo la conoscenza del nostro territorio e della nostra storia potranno, forse, tenere in piedi l’Italia.

(Se penso che per me il top di una breve vacanza è caricare la bici sul treno a Roma, scendere in stazioni solitarie come Alviano, o Vigna di Valle, o Torricola, attraversare sperdute e incantevoli zone del Lazio e riprendere il treno per Roma lungo un’altra linea ferroviaria oppure in un’altra stazione della stessa linea…).

Ecco quindi il senso di protezione che sento di avere per il mio territorio e per l’Italia tutta, dal quale è scaturita l’esigenza di scrivere queste guide, affinché noi italiani, e non solo, rivolgiamo l’attenzione al nostro territorio, reso ricco e fecondo dai nostri padri e affinché non diventiamo semplici soggetti passivi di un multiculturalismo indotto, ma non sentito veramente, tanto più che, per la rapidità e le forzature con cui sta avvenendo, non ha eguali nella storia dell’umanità (l’impero romano impiegò secoli per divenire multiculturale).

A proposito…parlavamo di avventura.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - S. Vittorino

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – S. Vittorino

La dimensione avventurosa è stata per me importante fin da quando ero piccolo. Ebbi l’imprinting nel 1971, allorché incontrai un extracomunitario (lo era a quel tempo).

I miei genitori mi portavano talvolta a giocare presso il giocoso Istituto Svedese di Studi Classici, un’oasi di “scandinavinità” e di svaghi per i bambini a via Omero, ai Parioli, poco lontano da dove abitavamo, poiché conoscevano alcune persone che vi lavoravano.

Re Gustavo VI segue gli scavi presso Barbarano da lui finanziati

Un giorno li vidi parlare con un signore anziano. “Chi è quel vecchio?” chiesi io.

“Quel vecchio è un signore svedese che viene a soggiornare qui all’Istituto, perché poi va a scavare vicino Roma in cerca di reperti etruschi. Si chiama Gustavo, ed è il re di Svezia”.

Così, a sei anni, venni a sapere che poco lontano da Roma c’erano luoghi così fascinosi, che perfino un re venuto da lontano ci andava per metterci le mani nella terra.

Nel tempo, facendo lo scout, la mia parte avventurosa si è esaltata. Ma che cos’è davvero l’avventura?

Riprendo una frase di non rammento chi: nessun luogo è magico senza portarci lo sguardo giusto”, per affermare che l’avventura si può trovare anche vicino Roma insieme ai propri figli e ai loro amici. Basta guardare con occhi diversi.

Tant’è vero che ho portato mia figlia a fare campeggio libero, non lungi da Roma, dai tre ai dodici anni (dopodiché mi ha fatto ciao ciao).

Ci accampavamo fra le province di Viterbo e Grosseto insieme ad altri genitori con figli sulle rive di fiumi balneabili, in stupendi contesti naturali. Raccoglievamo la legna per il falò, incocciavamo in volpi, istrici e ricci che uscivano al tramonto dalle tane, facevamo talvolta il bagno notturno in fonti termali calde en plein air nelle vicinanze e, alla fine, il bubolare dei gufi e lo sciabordio delle cascatelle conciliavano il nostro sonno.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma -i bunker di Decima Malafede

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma -i bunker di Decima Malafede

Così nel tempo ho maturato un concetto personale dell’avventura, sul quale concorda anche mia figlia:

i soldi non regalano l’avventura. Questa va conquistata. Può essere trovata anche dietro casa, ed è personale. E’ bello sognare l’itinerario, pianificarlo e poi realizzarlo. Attingere insomma alla nostra parte creativa e rendere superfluo pagare altre persone che ci facciano vivere (presunte) avventure.

Per trovare l’avventura, ho sempre frequentato la montagna. In montagna ho scoperto, e stressato, i miei limiti, ho imparato a reagire in modo veloce a condizioni di pericolo, a spingere anche in condizioni di fatica estrema per raggiungere la vetta o per ritirarmi velocemente sotto i fulmini, ad ascoltare l’istinto e lasciar perdere se non mi sentivo pronto, anche se le condizioni climatiche e della neve erano buone.

Per questo, e altro, la montagna è parte della mia vita, anche se non vi ho trovato la mia dimensione “ulissiaca”, visto che non è possibile scoprire alcunché sulle montagne nostrane. Lo sarebbe su quelle extraeuropee (ma io non ci sono mai andato).

Il fatto è che tutto ivi è noto, se non altro perché è necessario studiare l’itinerario prima dell’escursione.

Quindi l’avventura, in montagna, è stata soprattutto nella mia testa.

Dove ho invece scoperto la vera avventura? Vicino casa, esplorandone i dintorni.

Scrisse Proust: “L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”.

Qui ho dovuto utilizzare la testa non per muovermi in condizioni estreme, ma per individuare luoghi di cui non avevo descrizioni di sorta e della cui esistenza non ero talvolta neanche sicuro, riacquistando i riflessi di una memoria antica per raggiungere siti nascosti e vedere per la prima volta com’erano fatti.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - cavità ai piedi dei Sassoni di Furbara

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – cavità ai piedi dei Sassoni di Furbara

A questo proposito il massimo fu il mio primo sopralluogo alla cascata dell’Inferno, della quale, quando vi andai la prima volta, oltre vent’anni fa, non esistevano foto, né era noto come raggiungerla. Fu una rivelazione.

Tante volte, riemergendo dalla forre di Formello (e da quelle di S. Vittorino/Gallicano, che vedremo nelle prossime pagine), e tornando verso casa, mi sembravano matti tutti quelli che correvano da una parte all’altra, cosa che del resto avrei fatto anch’io dal giorno dopo.

La cascata dell’Inferno si trova nel parco di Veio, dove si trovano circa venti itinerari descritti in queste guide. Per questo parco ho una predilezione, che nacque nel 1994, allorché cominciai a frequentare la villa della famiglia di mia moglie, Angela, situata sull’orlo della caldera che si stende fra il monte Razzano e il Monte Musino, tra Formello e Campagnano.

In quegli anni trascuravo le escursioni semplici, visto che la mia indole alpina mi indirizzava verso altre mete.

In una fresca mattina di settembre, affacciandomi dalla panoramica finestra della camera da letto della villa, vidi la foschia salire dal fondo della caldera e pensai che laggiù, invisibile da dove mi trovavo, doveva esserci qualcosa di particolare.

Arrivai così dove terminava la strada, e cominciai a scendere a per una traccia nel bosco (diventata nel frattempo un sentiero segnato del Parco di Veio), che digradava ripida e sdrucciolevole.

In pochi minuti mi trovai in un ambiente fantastico: sul fondo della caldera, nascosto dalla vegetazione, scorreva il Crèmera, che in quel punto entrava nella cupa forra rocciosa dominata dal panoramico santuario della Madonna del Sorbo. Percorsi, in più riprese, il fiume  verso valle e verso monte, scoprendo fra l’altro la  Cascata dell’Inferno, fino a giungere in una gelida e soleggiata mattina di dicembre alla galleria vegetale e alla parete rocciosa con cascata incorporata che interrompe, a monte, il corso del fiume.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - emissario di Martignano

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – emissario di Martignano

Fra il 2001 e il 2002 ci trasferimmo in questa casa, per un anno, con la piccola Marianna, nell’interludio fra un appartamento più piccolo, venduto, e uno più grande da comprare e dove andare a vivere.

Fu un anno meraviglioso: uno degli inverni più gelidi degli ultimi decenni, culminato con la copiosa nevicata del 15 e 16 gennaio 2002 e il successivo isolamento dal mondo per due giorni, il caminetto sempre fumante, le fredde notti in cui ci alzavamo a turno, battendo i denti una volta usciti dal piumino, per vedere se la frugola fosse ancora viva, oppure se per caso si fosse scoperta e quindi morta assiderata visti i dieci gradi di temperatura media all’interno della casa.

Nel corso di quei mesi ampliai le perlustrazioni, che mi portavano, a cerchi concentrici sempre più ampi, oltre i confini del parco di Veio: verso il Parco del Treja e il Parco di Bracciano-Martignano. Il termometro sotto zero non ci fermava. Anzi! Imbragavo la pupa sulle spalle e la portavo in escursione, tanto che all’età di dieci anni non ebbe difficoltà a dormire a zero gradi, umidi, in igloo, bufera di neve inclusa.

Nel parco di Veio iniziai così a scoprire tanti ambiti diversi e fascinosi: i castelli diroccati, le gallerie etrusche, le mole medievali cadute nell’oblìo come rovine atzeche e che cingono incantevoli cascate.

A proposito, mi è stato chiesto quale fosse secondo me la nota più caratteristica della campagna romana.

Domanda impegnativa, visto che amo qualunque aspetto del mio territorio.

Ma, se proprio devo indicare una peculiarità del territorio romano, non posso non citare le forre, che nel tempo hanno scavato il tenero materiale vulcanico.

Si tratta di luoghi affascinanti e inattesi. L’intreccio dei rami porta a spettacolari formazioni a galleria, come nella già citata forra che anticipa la cascata dell’Inferno, e l’attraversamento talvolta obbligato di fili spinati e di rovi, il fango, l’acqua, la mancanza di sentieri, le rende avventurose.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - la forra dell'Acqua Raminga

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – la forra dell’Acqua Raminga

Sono caratterizzate da una notevole eterogeneità ambientale e con ecosistemi diversi, fluviale, rupestre, boschivo, agricolo, che vengono influenzati dall’inversione termica con la temperatura diminuisce man mano che si scende, con  specie sempreverdi peculiari della macchia mediterranea in alto, e di felci e altre piante da clima più freddo sul fondo della forra e dalla mancanza di vento con le nebbie che spesso vi ristagnano (come la foschia che vidi in quella mattina di settembre). Anche la fauna è diversificata, e capace di utilizzare le numerose nicchie ecologiche fornite dal sistema: specie di animali, che non ci aspetteremmo di trovare a pochi chilometri da una metropoli e che qui possono trovare un ambiente spesso incontaminato e dimenticato dagli uomini.

Le forre sono insomma corridoi ecologici, ambienti di difficile accesso, che rappresentano una nicchia conservativa e, rendendo difficoltose le comunicazioni, ostacolarono l’antropizzazione di molte aree intorno a Roma, mettendo a dura prova le capacità progettuali di un popolo di ingegneri come i romani, che edificarono, per scavalcarle, ponti ora stretti e altissimi, come il Ponte di S. Antonio, ora imponenti come il Ponte Lupo.

Detto ciò, ripetiamo anche qui il discrimine per entrare nella lista dei luoghi segreti

Ogni luogo descritto risponde perlomeno a cinque dei sei requisiti sotto indicati:

  • è quasi del tutto sconosciuto. Spesso anche agli abitanti dei dintorni;
  • non è generalmente indicato nelle guide escursionistiche più comuni;
  • non ci arriva alcun sentiero segnato;
  • l’ubicazione non è semplice da individuare;
  • è vicino a Roma (non più di 30 KM dal GRA. E la maggior parte si trova a pochissimi KM dal GRA);
  • è sufficientemente suggestivo.

Quattro dei venticinque luoghi descritti, le cave di Grotta Oscura, l’Arco del Pino, La galleria il ponte e la scala nella roccia presso Sacrofano e il Castellaccio di Castel Campanile sono in terreni privati, quindi non accessibili salvo permessi.

Anche per questi ulteriori venticinque itinerari vale il fatto che si può partire da Roma la mattina, visitare il luogo prescelto e rientrare a Roma all’ora di pranzo, oppure concatenarne più d’uno.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - una delle tagliate di Ceri

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – una delle tagliate di Ceri

Cosa troverai in questa terza guida?

In questo terzo volume i luoghi descritti non sono per temi ma per aree geografiche. Inoltre ci avviciniamo di più a Roma: alcuni itinerari sono all’interno del GRA.

Possiamo in questi casi intendere “a due passi da Roma” come la distanza dal perimetro della città di fine anni quaranta, poco prima che iniziasse la delirante urbanizzazione post bellica, che ha parzialmente annientato (la parte ancora integra è quella che scopriamo con queste guide) un paesaggio che per secoli ha stupefatto grandi artisti e scrittori quali Gregorovius, Goethe e tanti altri, colpiti dalla stupefacente commistione fra la natura e l’opera dell’uomo e dalla continua polifonia di paesaggi sempre diversi.

Inoltre, nel capitolo dedicato all’eremo di S. Silvestro, seguendo il filo della storia, giungeremo nel centro di Roma, nella chiesa/fortezza dei SS. Quattro Incoronati.

Nel capitolo dedicato a S Angelo in Lacu, poi, vedremo la metamorfosi di un luogo meraviglioso da noto a segreto, visto che se ne stanno per perdere le tracce.

Insomma anche in questa terza guida proverai le sensazioni date da ambienti grandiosi come le cave di Grotta Oscura e del fosso del Drago, onirici come il ponte Coperto, incantati come il piccolo lago e le cascatelle presso Ponte Taulella. Tutti luoghi fantasy, ma…molto fantasy!

Riassumendo, abbiamo la prova provata che i dintorni di Roma, per la loro selvaticità e le loro suggestioni, sono unici al mondo grazie alla commistione durata millenni tra la morfologia del territorio (che ha permesso l’isolamento di ampie aree) e l’uomo.

E ora alcune indicazioni su cosa portare con te nelle escursioni relativamente più complesse (quelle acquatiche e ipogee) descritte in queste guide, come i dintorni di Ceri e di S. Vittorino.

Fermo restando che ambienti ipogei e corsi d’acqua incassati e in ombra andrebbero evitati dopo periodi di piogge, dato che diventano fangosi, scivolosi e si allagano facilmente.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - La grotta di Grottarossa

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – La grotta di Grottarossa

1) Bastoncini telescopici: aiutano a mantenere l’equilibrio in particolare nei pendii ripidi e durante i guadi.

2) Scarpe basse . Meglio evitare gli scarponi da escursionismo,  perché l’acqua penetra facilmente e appesantisce. Meglio bagnarsi.

3) In alternativa sono ottime le galosce al ginocchio, che però possono essere scivolose. In tal caso diventano necessari i bastoncini.

4) Pantaloni lunghi da escursionismo, leggeri d’estate, per i rovi. Ottimi quelli modulabili con la zip, che si trasformano in bermuda.

5) D’inverno: vestiti con diversi strati come pile, goretex, maglietta intima di ricambio, dal momento che, risalendo i pendii, e in mancanza di vento, si può anche patire il caldo.
6) D’estate: spray repellente per insetti. Cappello e crema consigliati, anche se la maggior parte del tempo si cammina all’interno della vegetazione.

7) Guanti di pelle da lavoro, per scansare eventuali rovi, soprattutto d’estate
8) Torcia per le gallerie

9) Un ricambio completo da lasciare in macchina.

 

Se un tracciato è percorribile in autunno e inverno, può non esserlo in primavera inoltrata o in estate per via dei rovi.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - misteriosa scala nella roccia presso Sacrofano

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – misteriosa scala nella roccia presso Sacrofano

A chi è rivolta questa guida?

Come le due precedenti è indirizzata:

–         a chiunque ami l’avventura, ai cittadini romani e non solo con un minimo di senso dell’avventura

–        ai soci CAI (e da socio CAI so che sono interessati) che vogliano diversificare la loro attività.

–       ai biker e ai mountain biker. Essi potranno  avvicinarsi ai luoghi segreti, lasciare le biciclette e continuare a piedi, visto che uno dei tratti comuni è proprio raggiungere questi posti superando le rovi e fratte, o con i piedi nell’acqua dei torrenti, o lungo pendii scoscesi. Essi troveranno indicazioni per arrivare in bici, dove opportuno.

–       agli escursionisti, associati e no a Federtrek e ad altre associazioni escursionistiche, che vogliano diversificare i loro itinerari.

–         agli Scout. Una delle riviste più importanti legata a questo mondo si chiama “Avventura”. E io, da ex Scout, so quanto la fantasia, la vita all’aria aperta e l’avventura sono importanti nel processo educativo dei ragazzi. E cosa c’è di meglio che portare i ragazzi scoprire luoghi segreti? Ecco perché gli Scout di Roma, ma non solo, saranno felici di coniugare natura, avventura e cultura a poca distanza da una grande città.

-…..     a chi ama il treno. A questo proposito dieci dei venti luoghi sono rapidamente raggiungibili in treno e bicicletta:

……….. ai papà e le mamme che amano far vivere l’avventura ai figli e agli amici dei figli.

……….. a chi ama le ambientazioni fantasy. Luoghi come il fosso del Peccato, la solforata di Pomezia, le cave di Salone o quelle del fosso del Drago o quelle di Grotta Oscura, potrebbero veramente essere utilizzati come location per film su Dei e Titani.

e in generale sono rivolte a chi vuole recuperare il rapporto con il proprio territorio, a chi vuole comprendere quanto di grande hanno fatto i nostri antenati e quanto possiamo fare noi per preservare quanto da loro creato.

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma - panorama presso l'eremo di S.Silvestro

Introduzione alla terza guida dei luoghi segreti a due passi da Roma – panorama presso l’eremo di S.Silvestro

Bene. Tieni a portata di mano anche questo terzo volume. Ti si schiuderanno altre meraviglie nascoste che circondano Roma, e potrai così vivere, anche solo virtualmente, avventure uniche.

E basterà che tu abbia fatto anche una sola escursione delle venticinque, per essere soddisfatto dell’acquisto anche di questa guida.

Postilla. Non sono geologo, né archeologo, né paleontologo, né storico. E’ possibile quindi che talvolta io abbia scritto informazioni non precise. Chiedo in tal caso ammenda, dal momento che lo scopo di queste guide non è tanto quello di dare nozioni, ma emozioni.

 

Commenta da Facebook