L’importanza di far conoscere luoghi sconosciuti del Lazio. Marketing tredici.

 

Conoscere luoghi sconosciuti del Lazio - Pozzo del Merro

Conoscere luoghi sconosciuti del Lazio – Pozzo del Merro

Quasi ognuno delle decine di migliaia di siti (grandi e piccole città e borghi…), che si trovano in Italia, merita di essere visitato.

Le civiltà geniali, che si sono susseguite in tremila anni, hanno reso emozionante ognuno di questi luoghi, unendo utilità e bellezza, forme e colori, capacità produttiva e resa estetica del paesaggio, fino a ottenere il “paesaggio italiano”, che fa bene alla mente, al cuore, alla salute.

Ancora oggi, nonostante il degrado, scorgiamo, vagando per la campagna romana, e per l’Italia tutta, vediamo l’opera dell’intelligenza collettiva, che ha dato, nei millenni, armonia alle forme.

In particolare alle porte di Roma vediamo il sapere millenario nella solerte modellazione del terreno, nella sobria eleganza delle architetture rurali, nella bellezza della geometria con le linee che delimitano i campi fra le colline e addolciscono le asperità.

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio - cascatelle di Cerveteri

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio – cascatelle di Cerveteri

A questo proposito mi sono spesso posto un quesito, ovvero se sia stato il mirabile paesaggio laziale (e italiano in generale) ad aver fatto sì che i nostri antenati edificassero opere esteticamente superbe, oppure se sia stato il tocco di chi ci ha preceduti ad avere reso questo paesaggio così straordinario.

Beh! Penso siano giuste entrambe le ipotesi.

Il problema è che la quantità esagerata di siti straordinari ha assuefatto noi italiani alla bellezza, tanto da non prestarle più l’attenzione che merita, a cominciare dalle classi dirigenti che si sono avvicendate dopo la seconda guerra mondiale, le quali hanno perso il senso della bellezza a vantaggio del profitto, non hanno ad essa educato i cittadini come è stato fatto in passato, allorché c’era un’intrinseca attenzione al territorio, dal momento che lasciare che questo si degradasse, poteva significare inondazioni e carestie.

Si è così estinta la civiltà degli architetti, per dare inizio a quella dei geometri (senza offesa per questi ultimi, ovviamente) e così il paesaggio, la campagna, sono stati a un certo punto considerati uno spreco di spazio e di risorse e… via con l’edilizia di massa post 1945.

Detto questo, l’altro problema è che gli stessi abitanti del Lazio ignorano questa ricchezza.

Da Roma arrivano in due ore nelle capitali europee, sorvolando la loro regione, senza nulla sapere di cosa ci sia sotto di loro.

Lo stesso vale per i turisti che arrivano direttamente a Ciampino e Fiumicino, senza nulla sapere delle meraviglie che hanno appena sorvolato.

A questo proposito, conoscendo inglese e tedesco, aiutavo sporadicamente un amico, alcuni anni fa, nel fare il “check in” dei turisti presso la sua casa vacanza.

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio - cave di Salone

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio – cave di Salone

Ebbene; mi colpì il fatto che molti di costoro, nella settimana di permanenza a Roma, andavano a Firenze, e a Pompei, in giornata!

Ovvero, invece di visitare, che so, Tivoli, Palestrina, le necropoli di Cerveteri o di Tarquinia e magari conoscere luoghi sconosciuti del Lazio,

si recavano, in giornata, in luoghi lontani trecento chilometri, che avrebbero potuto visitare con cura, insieme ai rispettivi dintorni, con vacanze dedicate.

Il fatto è che, oggi, al turista non interessa, solitamente, il bello, la storia, la cultura, ma piuttosto la possibilità di fare esperienze leggere, ludiche, facili, da “spammare” in tempo reale a parenti e amici, senza la fatica di mediarle culturalmente e correre, giorno dopo giorno, verso un “altrove” da raggiungere con la stessa superficialità e indifferenza della tappa precedente.

I “musei del nulla” in località spesso improbabili, i parchi giochi, i quad, gli acropark sono, in quest’ottica, la continuazione dei video giochi e… tanto c’è la promozione e arrivarci in aereo costa niente.

E, così, la perdita di contatto col territorio in cui viviamo è sempre maggiore.

D’altra parte questo è uno degli e effetti collaterali della globalizzazione: la massificazione dei gusti, che fa presa dove la popolazione non ha più un legame con il proprio territorio.

Andare a Barcellona, o a Berlino, non è più un viaggio, ma è come andare cena fuori, decidendo all’ultimo momento.

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio - cave del fosso del Drago

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio – cave del fosso del Drago

Ad avvallare tutto c’è la scusa che l’Italia è “vecchia” e poco stimolante.

Ma quello che in apparenza è uno svantaggio, può e deve diventare una risorsa. I centri storici intatti e “fermi”, con le identità, le feste, le poche tradizioni ancora rimaste, devono infatti essere visti dai turisti come un pregio, come posti unici al mondo dove provare sensazioni impagabili.

Una straordinaria operazione di tutela, e quindi di marketing, che aprirebbe le praterie per i turisti, sarebbe l’istituzione di un Parco Nazionale Agricolo, Archeologico e Culturale della Campagna Romana.

Questo “capitalizzerebbe” saggiamente le infinite bellezze spesso, oggi, abbandonate a se stesse.

Se, infatti, una parte di questi luoghi venisse resa fruibile tramite segnaletica e sentieristica, a Roma e nei comuni vicini si potrebbero creare tanti posti di lavoro, e per di più di valore, nel turismo e nelle attività collegate, invece di pochi posti e poco utili come nel caso di “investimenti” nelle grandi opere.

Le tre guide ai Luoghi segreti a due passi da Roma, che descrivono settantacinque siti sconosciuti e fascinosi, che sembrano distare diecimila chilometri e si trovano, invece, intorno alla capitale, hanno dato spunto a singoli e ad associazioni per attivare progetti per conoscere luoghi sconosciuti del Lazio e hanno contribuito a far comprendere che il nostro passato è il carburante del nostro futuro.

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio - S. Maria del Piano

conoscere luoghi sconosciuti del Lazio – S. Maria del Piano

 

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