Le strade e le cave dei romani

Le strade dei romani - all'ingresso delle cave di Grotta Oscura

Le strade dei romani – all’ingresso delle cave di Grotta Oscura

Nelle scorribande alla ricerca di, al momento, cento (più o meno) luoghi segreti vicino Roma, ho notato che fra i siti più suggestivi ci sono le cave.

Le cave; Luigi? Intendi forse dire i luoghi da dove si estrae materiale da costruzione?

Si. Proprio quelle! Non so voi, ma a me le cave piacciono più o meno tutte, anche quelle recenti.

Ne rammento una in Tuscia, nella quale mi imbattei una ventina di anni fa, con lago incorporato, dove le capre che si abbeveravano, viste da una collina prospiciente, con il sole alto nel cielo e la terra bruciata dal calore estivo, sembravano gazzelle che si dissetavano in uno specchio d’acqua del Serengeti.

Ancora! C’è un luogo sulla via Tiberina poco distante dal GRA, nel comune di Riano,  dove la commistione fra cave antiche e moderne è stupefacente, e a breve uscirà un post dedicato a questo luogo irreale, non incluso nelle tre guide ai Luoghi Segreti e che chi vorrà conoscere, potrà farlo nel corso della nostra escursione il 10 giugno 2018.

Con il trascorrere del tempo nelle cave avvengono trasformazioni sorprendenti: la vegetazione prende possesso dell’ambiente in modo caotico e irreale con piante rampicanti e alberi che crescono a testa in giù fra le rovine,  i crolli aprono squarci inaspettati, e poi i laghi. Tanti laghi (per via delle falde che vengono raggiunte in fase di scavo)!

Tutto ciò crea cosistemi particolari e, soprattutto, vedute da rovinismo romantico!

le strade dei romani - nelle cave del Fosso del Drago

le strade dei romani – nelle cave del Fosso del Drago

Uniamo ora i puntini e andiamo nel meraviglioso mondo delle strade dei romani e delle cave.

Qualcuno si è mai chiesto come abbia fatto Roma a essere la città più grande e importante dell’antichità, arrivando a una popolazione di, probabilmente, 1.200.000 abitanti nel periodo di massimo splendore?

E, precisamente, Roma fu la città più popolosa della Terra più o meno dal Big Ben fino al 1.000 D.C., allorché Angkor Vat raggiunse, anche, il milione di abitanti, come Roma in età imperiale.

Per inciso dovettero passare altri 700 anni (XVIII secolo D.C.), perché un’altra città, Tokyo, superasse la popolazione di Roma antica.

Ovvero: “ma da dove arrivava tutto il materiale da costruzione atto a rendere Roma eterna?”

Beh! Soprattutto dalle numerose cave, quasi tutte ignote, che circondavano Roma.

In uno scorso post abbiamo visto sette cave misteriose vicino Roma  e in un altro abbiamo parlato dei laghi nelle cave.

le strade dei romani - dove la strada da Veio al Tevere sottopassa la via Flaminia

le strade dei romani – dove la strada da Veio al Tevere sottopassa la via Flaminia

Mentre in questo post ci concentriamo sulla filiera perfetta, che crearono gli etruschi prima e i romani dopo e che ha le cave al centro.

Partiamo dalle strade dei romani, celebri nel mondo.

Ebbene, duemila anni fa una superstrada partiva da Veio, passava dalle cave di Grotta Oscura e del Fosso del Drago, delle quali potrete leggere nella terza guida, sottopassava la via Flaminia all’altezza di Torre Pertusa (Pietra Pertusa) a poca distanza dal cimitero di Prima Porta e a pochi chilometri da Roma, e continuava verso il Tevere.

Il materiale da costruzione e le merci venivano quindi caricate su chiatte e portate a Roma lungo il Tevere, allora navigabile fino al mare.

le strade dei romani - nelle cave di Grotta Oscura

le strade dei romani – nelle cave di Grotta Oscura

Cito l’amico Simone De Fraja, esperto di fortificazioni medievali:

“l’area  di Pietra Pertusa, anche in ragione dell’abbondanza del materiale da costruzione, assunse un notevole interesse per la presenza di un diverticolo (la superstrada di cui sopra. N.d.R.) che dalla Flaminia si dirigeva verso Veio e tale fausta situazione viaria dovette essere sfruttata anche per l’elezione del sito della fortificazione, fausto anch’esso per la disponibilità di materiale di recupero dell’insediamento preesistente… due sono i trafori che corrono sotto la Flaminia, poco distanti da Pietra Pertusa, la torre dell’apertura.

La galleria romana, più verso sud e più breve, e quella molto probabilmente di periodo etrusco, più verso nord che si apre non lontana dall’altra il cui sfogo orientale appare ostruito al termine di un camminamento, interrato ma agibile, di circa trecento metri“…

Ovvero gli etruschi e i romani avevano scavato un tunnel sotto la collina della Flaminia, per evitare ai carri il disagio del pendìo.

le strade dei romani - nelle gallerie di Pietra Pertusa - foto di M. Intini

le strade dei romani – nelle gallerie di Pietra Pertusa – foto di M. Intini

Insomma, una filiera produttiva di enorme complessità e di estrema cura dei particolari, senza paragoni per l’epoca, la cui perfezione fu raggiunta solamente quindici secoli dopo dai veneziani, con la filiera che portava il legname dalle Alpi all’arsenale di Venezia per il tramite di scivoli chilometrici che scendevano dalla montagne, di fiumi e di canali, e che lo trasformava nelle navi della temibile flotta veneziana.

Anche Venezia, una delle città più potenti per un millennio, aveva quindi, a supporto della sua supremazia, capacità ingegneristiche, artigiane, imprenditoriali, progettuali quasi senza pari sulla Terra, a certificare, se ci fosse bisogno, il genio degli italiani.

Bene, dopo avere esplorato numerose cave edificate nell’antichità, posso affermare con ragionevole certezza che le trasformazioni avvenute nei millenni hanno reso questi ambienti straordinari, con il loro connubio storia/natura!

Basti pensare, oltre alle tante cave intorno a Roma oggetto dei post di cui sopra, alla cava detta l’orecchio di Dionisio a Siracusa o alle cave di Cusa presso Selinunte, entrambe divenute classiche mete turistiche in Sicilia.

In conclusione io farei un parco urbano/extraurbano, o un sito patrimonio dell’UNESCO, o quello vi pare, purché venisse tutelato e reso fruibile il triangolo rovesciato di territorio con il vertice a Prima Porta, con i lati corrispondenti alla via Tiberina e alla via Cassia e con la base fra Orte e Viterbo, per la ricchezza unica al mondo di vestigia di tremila anni di storia, e di cui abbiamo parlato sovente in questo blog e nelle tre guide.

le strade dei romani - all'uscita delle cave del fosso del Drago - foto di Giulio Giuliani

le strade dei romani – all’uscita delle cave del fosso del Drago – foto di Giulio Giuliani

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