Le gallerie etrusche presso il Fosso degli Olmetti.

entrata di una delle gallerie etrusche

entrata di una delle gallerie etrusche foto di Luca Graziani

vista dall'alto delle gallerie etrusche

vista dall’alto delle gallerie etrusche foto di Luca Panigutti

Lo vogliamo ripetere per l’ennesima volta?

Si!

Ci sono subito fuori Roma luoghi solitari e solenni. Isolati dal resto del mondo come rovine tropicali.

Luoghi lontani e misteriosi. In una miscela unica di natura e di tracce dell’opera umana.

Opera umana presente con stratificazioni continue di migliaia di anni, come nella valle dell’Arrone. Un posto notevolissimo a livello archeologico; addirittura all’interno del comune di Roma.

A suo tempo visitammo poi il Fosso degli Olmetti, lo straordinario acquedotto etrusco ancora parzialmente funzionante, in un ambiente selvaggio e straniante e a soli 8 KM dal GRA.

all'interno delle gallerie etrusche

all’interno delle gallerie etrusche foto di Luca Graziani

Una visita che con caschetti e torce può essere peraltro prolungata per alcune centinaia di metri, aumentando il fascino di questa escursione.

Bene. A pochissima distanza dal fosso degli Olmetti, sempre nel Parco di Veio, esiste un ennesimo luogo “lontano” e misterioso:

una serie di gallerie etrusche

scavate per regimentare le acque della zona (e analoghe per tecnica costruttiva al già descritto Ponte Sodo) che è un qualcosa di stupefacente.

riverberi nelle gallerie etrusche

riverberi nelle gallerie etrusche foto di Luca Graziani

Si possono individuare nelle vicinanze almeno tre gallerie percorribili solamente in estate avanzata, allorché la portata dell’acqua dei corsi d’acqua intorno al fosso degli Olmetti è minima.

La terza galleria, con una cascata interna, è poi fruibile se si ha perlomeno una scaletta di utilizzo speleologico.

Entrare in queste gallerie, fra i più segreti fra i luoghi segreti a due passi da Roma, con i piedi nell’acqua e nel fango, vedere i giochi di luce, in particolare di quella che arriva dall’alto dai pozzi di servizio, che si aprono come lucernari, è una immersione totale, fisica e mentale, in un mondo arcano.

percorrendo le gallerie etrusche

percorrendo le gallerie etrusche

Una di queste gallerie peraltro mi ricorda tantissimo le magiche grotte laviche dell’Etna.

Se si vuole poi prolungare l’emozione, dopo essere entrati nelle gallerie,  è opportuno superare il timore dei rovi, e camminare sul terreno che sovrasta le medesime.

E cercare, celati dalla vegetazione, i pozzi di servizio scavati per la manutenzione (stando attenti a non caderci dentro). Ovvero quelli dai quali entra la luce che dona a questi ambienti riflessi incredibili.

effetti di luce nelle gallerie etrusche

effetti di luce nelle gallerie etrusche

Ringrazio gli amici Luca Graziani e Luca Panigutti per avermi donato alcune loro foto, e l’amica archeologa Laura D’Erme per avere chiarito, nel corso della perlustrazione, alcuni aspetti della civiltà etrusca.

E poi l’amica geologa Tiziana Guida per averci illustrato come queste gallerie e pozzi di servizio, inizialmente scavati dall’uomo, sono stati nel tempo trasformati (e resi così fiabeschi) da agenti naturali.