Le Cave del Fosso del Drago

Il corso d'acqua esce dalle cave del fosso del Drago

Il corso d’acqua esce dalle cave del fosso del Drago

Ragazze/i amanti dell’avventura;

per festeggiare i 6000 aderenti al gruppo, e per festeggiare la prossima pubblicazione on line della prima delle due guide escursionistiche sui luoghi segreti a due passi da Roma, ecco un post dedicato ad un luogo stupendo e sconosciuto.
Ricordate di quando andammo alle Gallerie di Pietra Pertusa, e vedemmo la strada etrusca e poi romana che le percorreva, che transitava anche presso le Cave di Grotta Oscura, agevolando il trasporto di materiale da costruzione verso Roma?
La scoperta delle gallerie di Pietra Pertusa e delle cave di Grotta Oscura superò ogni aspettativa per quanto riguardava la suggestione dei luoghi. C’era di che essere soddisfatti.
Ma Andreas Schatzmann, un filologo svizzero che spesso mi fornisce info preziose sui luoghi segreti a due passi da Roma, mi parlò di altre cave non distanti, sempre servite dalla strada di cui sopra e anch’esse in una proprietà privata:
Le cave del fosso del Drago

Le cave del fosso del Drago

le Cave del fosso del Drago.

Ci avviamo dunque alla loro ricerca, partendo a piedi dalla stazione di Sacrofano.

A proposito di stazione, se invece che in automobile si raggiungesse il luogo di partenza in treno, utilizzando la tratta ferroviaria a mio parere più bella del Lazio, la Roma – Civita Castellana – Viterbo, e scendendo all’isolata piccola stazione di Sacrofano, l’escursione, almeno per chi come me ama viaggiare sui treni che percorrono le linee secondarie, diventerebbe ancora più suggestiva.

A proposito di treni; a breve sarete invitati a iscrivervi a una speciale mailing list.
Dopo l’iscrizione riceverete alcuni ebook in omaggio (con la descrizione di sorprendenti itinerari segreti vicino Roma) fra cui “Luoghi segreti in bici e in treno“, e tanti altri doni!
stalattiti nelle cave del fosso del Drago

stalattiti nelle cave del fosso del Drago

Torniamo a noi.

Dopo essere transitati vicino all’Arco di Costantino a Malborghetto  (uno dei siti archeologici più ricchi di storia e di suggestioni nei pressi di Roma), ed essere passati sotto alcune recinzioni di filo spinato, nulla lascia presagire che oltre una macchia di vegetazione alta e apparentemente impenetrabile siano celate le cave.

Penetriamo nella macchia e, come nello Stargate dell’omonimo film, passiamo in un attimo dalla luce, che inonda i campi coltivati, dell’estate del 2016 all’oscurità di duemila anni fa.
Una scala scivolosa, scavata nella pietra, si materializza davanti a noi, la discendiamo e ci troviamo in una serie di ambienti molto Divina Commedia di Gustavo Dorè: il ritorno indietro nel tempo è ora completo.
I riflessi delle pareti, a malapena illuminate dalla luce esterna, baluginano sull’acqua del fosso che scorre sul fondo delle cave, e rendono il tutto ancora più arcano.
Le cave si interrompono bruscamente con una strettoia, dopo la quale il corso d’acqua entra con una piccola cascata in una cupa e profonda tagliata.
all'interno delle cave del fosso del Drago

all’interno delle cave del fosso del Drago

Ed ecco arrivare la consueta sensazione di straniamento di quando giungo in posti simili,  dovuta alla difficoltà del cervello di contestualizzare un luogo simile in un ambiente semiurbano come quello in cui sono situate le cave, quando invece sarebbe più logico trovarsi in qualche regione tropicale.
Terminata la contemplazione di questo luogo arcano e oscuro, attraversiamo di nuovo lo Stargate, e torniamo alla luce e ai campi coltivati del terzo millennio.
Ma non è finita.
Fatte alcune centinaia di metri entriamo in un altro sistema di cave (individuato in precedenza dagli amici Diego e Francesco, che insieme ad Andreas formano un affiatato team di consulenti per quanto riguarda i luoghi segreti), composto da una sequenza di ambienti con fondo fangoso e separati da piloni regolari.
laghetto nelle cave del fosso del Drago

laghetto nelle cave del fosso del Drago

Percorrendo questi ambienti, ecco di nuovo la magia delle gallerie etrusche di Formello.

Anche qui infatti, come nelle gallerie di Formello, l’opera dell’uomo in duemila anni si è fusa con la natura: nello specifico è diventata tutt’uno con un laghetto interno e, stranamente, con un gran numero di stalattiti.

Mbeh?” Direte voi. “Che c’è di strano nel fatto che ci siano le stalattiti? Siamo in grotta!
C’è di strano che si tratta di rocce tufacee, e quindi le stalattiti non ci dovrebbero essere!
Ma qui la vena di tufo si è mescolata con una di calcare, formando un fenomeno rarissimo nel novero degli ambienti ipogei nel tufo.

Le cave di fosso del Drago completano con le gallerie di Pietra Pertusa e le cave di Grotta Oscura un affascinante trittico disposto intorno alla via Flaminia, a poca distanza da Prima Porta e a circa 7 chilometri dal GRA.

In conclusione, dopo avere esplorato numerose cave edificate nell’antichità, posso affermare con ragionevole certezza che le trasformazioni avvenute nei millenni hanno reso questi ambienti straordinari.
Basti infatti pensare, fra le tante, alla cava detta l’orecchio di Dionisio a Siracusa o alle cave di Cusa presso Selinunte, entrambe divenute classiche mete turistiche in Sicilia.
Ah! Sempre parlando di cave, ho avuto una dritta in merito a una porzione a me ignota delle Cave di Salone (presso il GRA), al solito in terreno privato. Mi è stato detto che quello che ivi troverò supererà per magnificenza quanto visto finora nelle cave da me esplorate.
Foto di copertina di Paolo Petrignani.
all'interno delle Cave del Fosso del Drago

all’interno delle Cave del Fosso del Drago

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