La guida ai Luoghi Segreti a due passi da Roma – terzo volume

La guida ai luoghi segreti a due passi da Roma - Le erosioni dell'Insugherata

La guida ai luoghi segreti a due passi da Roma – Le erosioni dell’Insugherata

Le guide escursionistiche che non c’erano.

L’avventura a costo zero

La guida ai luoghi segreti

Introduzione al terzo volume.

Si può trovare l’Avventura, con la A maiuscola, a pochi chilometri da Roma?

Dopo una vita di escursionismo passata fra Alpi, Appennini e il territorio vicino Roma, circa tre anni fa, come già narrato, decisi di ordinare i luoghi intorno a Roma più meritevoli di attenzione, che andavo ri-scoprendo.

In essi trovavo i segni dell’organizzazione territoriale delle diverse civiltà. I primi furono gli Etruschi, che diffusero l’agricoltura, impiantarono viti e ulivi, prosciugarono paludi, sfruttarono le risorse minerarie e costruirono le prime città sulle alture, protette da mura, ancora esistenti come Cerveteri.

Ognuno di questi popoli era intervenuto per vivere in modo più confortevole, integrando elementi antropici nella natura e creando nel tempo una miscellanea che non ha pari al mondo.

Insomma, con il passare del tempo, il paesaggio mi si rivelava come l’archivio della nostra storia, che deve essere decifrato e, una volta compreso, protetto da tutti noi, e questo mi affascinava sempre più.

L’uomo e l’ambiente, fino a poche decine di anni fa, avevano raggiunto un lento, faticoso, reciproco, fruttuoso adattamento, che ha portato a questa bellezza.

E qualcuno infatti disse: “ciò che non è pratico, non può essere bello”.

A un certo punto cominciai a vedere i danni causati dal cemento armato: la civiltà dei geometri che aveva sostituito quella degli architetti, e la frantumazione in pochi decenni della mirabile sintesi raggiunta nei millenni.

E ancora, un’insidia peggiore e più sottovalutata del cemento: la globalizzazione, principale fattore di destrutturazione della collettività.

Forse la globalizzazione si sarebbe potuto accettare (io non l’avrei accettata comunque), se, a fronte della demolizione della nostra identità e delle nostre tradizioni, ci avesse almeno portato il benessere promesso.

La Guida ai luoghi segreti a due passi da Roma - la torre di Albuccione

La Guida ai luoghi segreti a due passi da Roma – la torre di Albuccione

Ma così non è stato.

La ricchezza è aumentata, ma per pochi, mentre il benessere di tutti gli altri e peggiorato.

Trent’anni fa c’era meno povertà, meno disuguaglianza. La qualità e la quantità del nostro sistema produttivo erano molto maggiori di adesso, l’Italia era la prima meta turistica al mondo (ora siamo sesti/settimi), un operaio con il proprio stipendio manteneva la famiglia, comprava casa e magari mandava i figli all’università.

E pensare che c’è stato addirittura un ex presidente del consiglio che nel 2016 (questa persona nel momento in cui leggerete queste righe potrebbe nuovamente essere a capo del governo) ha minacciato noi italiani che, se non avessimo votato SI alle sue riforme costituzionali, saremmo tornati indietro di trent’anni.

Ma magari!

Il nostro paese ha risorse culturali, ambientali e umane (imprenditori, inventori e artigiani in abbondanza) come nessun paese al mondo, e un immenso patrimonio artistico, storico e naturalistico che aspetta di essere valorizzato in modo sano.

Eppure noi italiani assistiamo impotenti alla distruzione di questi asset per norme deliranti e per mancanza di soldi, ovvero per la mancanza di un elemento facile da avere (basta stamparlo), e veniamo progressivamente ridotti da un popolo di produttori di cose belle e desiderate da tutto il mondo, a un popolo di consumatori sempre più miserabili.

La Guida ai luoghi segreti a due passi da Roma - I bunker di Decima Malafede

La Guida ai luoghi segreti a due passi da Roma – I bunker di Decima Malafede

D’altra parte siamo, a mio parere, a un momento di svolta nella storia.

La globalizzazione delirante con le sue aberrazioni

(due per tutte: il fatto che andare in aereo a Londra costa quanto fare la spesa al supermercato; e che un week end, sempre a Londra costa quanto un week end in Toscana. Così acquistiamo al supermercato merci importate e di infima qualità, mentre le nostre piccole e medie imprese chiudono massacrate dalle tasse, dalla concorrenza sleale, dagli obblighi comunitari e da una moneta troppo forte. E anche il turismo nostrano collassa per gli stessi motivi…)

forse si sta fermando.

Brexit, Trump, il NO alle “riforme” costituzionali in Italia il quattro dicembre del 2016, li interpreto come un rifiuto, magari inconscio, da parte di inglesi, statunitensi, italiani, di un modello non più sostenibile, un modello che, neanche chi lo ha imposto, è in grado di padroneggiare.

Un esempio? Da migliaia di anni i nostri pastori producono decine di tipi di formaggi, alcuni dei quali famosi nel mondo, e noi siamo abituati da migliaia di anni a mangiarli.

E oggi  norme europee, solo apparentemente insensate, hanno eliminato il divieto di utilizzare il latte in polvere, così da agevolare lo spaccio dei “formaggi” dei paesi del nord Europa che invece lo hanno sempre utilizzato, e hanno d’altra parte imposto stringenti e spesso assurde norme igieniche che possono essere sopportate finanziariamente solo da grandi aziende e che li pongono fuori mercato, e io vorrei sapere, in migliaia di anni di produzione dei formaggi, quanti sono morti per i batteri prodotti durante la lavorazione.

Risultato? Progressiva sparizione di filiere e maestranze, perdita di posti di lavoro, annientamento delle nostre specificità frutto di migliaia di anni di competenze.

la guida ai Luoghi Segreti - le solfatare di Sacrofano

la guida ai Luoghi Segreti – le solfatare di Sacrofano

Sono state svalutate le tradizioni, le conoscenze. Favorito l’esodo dalle campagne abolendo via via le ferrovie locali, non dotandole di wifi, e trasferendo invece le attività a ridosso delle autostrade, chiuso presìdi di prossimità (ospedali, uffici postali…) per “razionalizzare”.

Ma tutto questo deve cessare, e non solo perché è immorale, ma perché per la collettività è più proficuo che le campagne e i boschi rimangano presidiati, e anche sussidiati.

D’altronde Camera e Senato in 48 ore hanno trovato venti miliardi per salvare Monte dei Paschi e c. ,e quindi non è di certo un problema di soldi…

…ma non aveva detto l’ex presidente del consiglio di cui sopra che le riforme erano necessarie, perché due Camere erano troppe e si rimbalzavano le leggi, senza mai decidere nulla?.

Intanto io mi impegno affinché gli italiani rivolgano l’attenzione al loro territorio, quello reso ricco e fecondo dai loro padri, dove possono ritrovare la loro identità, le loro tradizioni.

E non essere soggetti passivi di un multiculturalismo indotto dai media, ma non sentito veramente, visto che, per la rapidità e le forzature con cui sta avvenendo, non ha eguali nella storia dell’umanità (l’impero romano impiegò secoli per divenire multiculturale).

E sappiamo ormai bene che questa richiesta di tolleranza, avanzata dalle stesse elites che depredano sistematicamente i paesi da dove provengono gli immigrati, non è voluta per amore del prossimo, ma è funzionale unicamente all’abbassamento del costo del lavoro, grazie all’arrivo di disperati, la cui concorrenza renda a sua volta disperati sempre più italiani, che vedono i loro lavori sempre più miseri (vi prego, passatemi le generalizzazioni).

La Guida ai luoghi segreti a due passi da Roma - il Ponte Coperto - Ceri

La Guida ai luoghi segreti a due passi da Roma – il Ponte Coperto – Ceri

Ecco quindi il senso di protezione che sento di avere per il mio territorio, e per l’Italia tutta, l’esigenza di scrivere queste guide e il conseguente desiderio di farlo conoscere.

Per questo senso di protezione, per visto lo stupore e la gratitudine negli occhi degli amici, che nel tempo ho portato a vedere le meraviglie dimenticate intorno a Roma, che ho scritto le tre guide.

Le prime due guide hanno avuto un buon successo.

L’ho già scritto, e voglio ripeterlo: il viaggio, la vacanza, potrebbero piuttosto essere itinerari per conoscere il nostro territorio.

Perché non programmare allora viaggi a chilometro zero, magari un tour per la Sabina o la Ciociaria (o la Val Grande per chi sta a Milano) anziché le solite capitali europee?

E i viaggi studio non potrebbero anche, ogni tanto, essere a chilometro zero? I ragazzi e i professori potrebbero così cominciare ad amare il territorio dove vivono, a guardarlo in modo diverso, a comprendere che il nostro passato dovrebbe essere il carburante del nostro presente e del nostro futuro.

Solo la conoscenza del nostro territorio e della nostra storia potranno forse tenere in piedi l’Italia.

Se penso che per me il top di una breve vacanza è caricare la bici sul treno a Roma, scendere in stazioni sperdute nella campagna come Alviano, o Vigna di Valle, o Torricola e traversare sconosciute e bellissime zone del Lazio, per andare quindi a riprendere il treno per Roma lungo un’altra linea ferroviaria oppure in un’altra stazione della stessa linea…

Ma…parlavamo di avventura.

La dimensione avventurosa è stata per me importante fin da quando ero piccolo.

Ebbi l’imprinting nel 1971, allorché incontrai un extracomunitario (lo era a quel tempo).

I miei genitori mi portavano talvolta a giocare presso il giocoso Istituto Svedese di Studi Classici, un’oasi di “scandinavinità” e di svaghi per i bambini a via Omero, ai Parioli, poco lontano da dove abitavamo, poiché conoscevano alcune persone che vi lavoravano.

La Guida ai luoghi segreti - Re Gustavo VI segue gli scavi, da lui finanziati, presso Barbarano

La Guida ai luoghi segreti – Re Gustavo VI segue gli scavi, da lui finanziati, presso Barbarano

Un giorno li vidi parlare con un signore anziano.

Chi è quel vecchio?” chiesi io.

“Quel vecchio è un signore svedese che viene a soggiornare qui all’Istituto, perché poi va a scavare vicino Roma in cerca di reperti etruschi. Si chiama Gustavo. Ed è il Re di Svezia“.

Così, a sei anni, venni a sapere che poco lontano da Roma c’erano luoghi così fascinosi, che perfino un re venuto da lontano ci andava a mettere personalmente le mani nella terra.

Nel tempo, facendo lo scout, la mia parte avventurosa si è esaltata.

Ma che cos’è davvero l’avventura?

Riprendo una frase di non rammento chi:“nessun luogo è magico senza portarci lo sguardo giusto”, per affermare che l’avventura si può trovare anche vicino Roma insieme ai propri figli e ai loro amici. Basta guardare con occhi diversi.

Tant’è vero che ho portato mia figlia a fare campeggio libero dai tre ai dodici anni (dopodiché mi ha fatto ciaociao).

Fra le province di Viterbo e Grosseto ci accampavamo insieme ad altri genitori con figli sulle rive di fiumi balneabili, in stupendi contesti naturali, raccoglievamo la legna per il falò, incocciavamo in volpi, istrici e ricci al tramonto, facevamo talvolta il bagno notturno in fonti termali calde en plein air nelle vicinanze e alla fine il bubolare dei gufi e lo sciabordio delle cascatelle conciliavano il nostro sonno.

E nel tempo ho maturato un concetto personale dell’avventura, sul quale concorda anche mia figlia:

i soldi non regalano l’avventura. Questa va conquistata. Può essere trovata anche dietro casa, ed è personale. E’ bello sognare l’itinerario, pianificarlo e poi realizzarlo. Attingere insomma alla nostra parte creativa e rendere superfluo pagare altre persone che ci facciano vivere (presunte) avventure.

Per trovare l’avventura, ho sempre frequentato la montagna.

E in montagna ho scoperto, e stressato, i miei limiti; ho imparato a reagire in modo veloce a condizioni di pericolo, a spingere anche in condizioni di fatica estrema per raggiungere la vetta o per ritirarmi velocemente sotto i fulmini, ad ascoltare l’istinto e lasciar perdere se non mi sentivo pronto anche se le condizioni climatiche e della neve erano buone.

Per questo, e altro, la montagna è parte della mia vita, anche se non vi ho trovato la mia dimensione “ulissiaca”, visto che non era possibile scoprire alcunché sulle montagne nostrane. Lo sarebbe in quelle extraeuropee (ma io non ci sono mai andato).

La Guida ai luoghi segreti - i fori di Saxa Rubra

La Guida ai luoghi segreti – i fori di Saxa Rubra

Il fatto è che tutto ivi è noto, se non altro perché è necessario studiare l’itinerario prima di avventurarvisi.

Quindi l’avventura, in montagna, è stata soprattutto nella mia testa.

Dove ho invece scoperto la vera avventura? Proprio vicino Roma, esplorandone i dintorni

Qui non ho dovuto utilizzare la testa per muovermi in condizioni estreme, ma l’ho usata per individuare luoghi di cui non avevo descrizioni di sorta e della cui esistenza non ero talvolta neanche sicuro, riprendendo i riflessi di una memoria antica.

Ed ecco, almeno per me, arrivare l’avventura vera: raggiungere un sito nascosto, la sorpresa di vedere com’è fatto.

Il massimo fu il mio primo sopralluogo alla cascata dell’Inferno, della quale, quando vi andai la prima volta, non esistevano foto, né era noto come raggiungerla. Fu una rivelazione!

Riprendo  una frase di non ricordo chi:

nessun luogo è magico senza portarci lo sguardo giusto…il viaggio dà panorami meravigliosi, ma è solo stando fermo che si possono trasformare in visioni”.

Stare quindi fermi, oppure, muoversi di poco da casa, per rallentare la nostra vita, e vederla sotto un’altra angolazione.

Tante volte, riemergendo dalla forre di Formello e di Gallicano, e tornando verso casa, mi sembravano tutti matti quelli che correvano da una parte all’altra (cosa che avrei poi fatto anch’io dal giorno dopo).

Così nel tempo ho maturato un personale concetto dell’avventura:

i soldi non regalano l’avventura. Questa va conquistata. Può essere trovata anche dietro casa ed soprattutto è un fatto personale. E’ bello sognare l’itinerario e pianificarlo nella mente, e così alla ricerca dell’avventura si aggiunge la creatività, e diventa superfluo pagare altre persone che ci facciano vivere (presunte) avventure.

Anche se poi…l’avventura vera è quella di non utilizzare neanche le mie guide, e di andare in cerca di luoghi segreti senza indicazioni di sorta (eheheh!)

Dopo questo necessario preambolo ecco cosa troveremo in questo terzo volume.

La Guida ai luoghi segreti - le pareti dei Sassoni di Furbara

La Guida ai luoghi segreti – le pareti dei Sassoni di Furbara

Anche qui la maggior parte dei luoghi segreti è collocata a Roma nord e specialmente nel parco di Veio.

A proposito di Roma nord la mia passione per il parco di Veio nacque nel 1993 allorché cominciai a frequentare la villa della famiglia di Angela, che sarebbe diventata mia moglie, situata sull’orlo della caldera che si stende fra il monte Razzano e il Monte Musino, tra Formello e Campagnano.

In quegli anni trascuravo le escursioni semplici, visto che la mia indole alpina mi indirizzava verso ben altre mete.

Pur avendo la testa alla montagna però, affacciandomi dalla panoramica finestra della camera da letto, già nei freschi mattini di settembre vedevo la foschia salire dal fondo della caldera, e intuivo che c’era laggiù qualcosa di meritevole di essere visto.

Così un giorno feci tutta la Strada di Macchiano. Lasciai la macchina presso un cancello che chiudeva la strada e cominciai a scendere a per una traccia (ora questa traccia è un sentiero segnato del Parco di Veio), che digradava ripida e sdrucciolevole.

In pochi minuti mi trovai in un ambiente fantastico: sul fondo della caldera, in una folta vegetazione, scorreva il Crèmera, che entrava nella cupa forra rocciosa dominata dal panoramico santuario della madonna del sorbo, mentre da destra scendeva ripido il selvaggio Fosso del Follettino.

E da quel momento mi si aprì il mondo dell’escursionismo “semplificato” nel Parco di Veio, che mi permise di alternare la montagna a splendide camminate in un ambiente tanto selvaggio quanto vicino a Roma.

Ma torniamo al parco di Veio.

La Guida ai luoghi segreti - l'ingresso dell'emissario di Martignano

La Guida ai luoghi segreti – l’ingresso dell’emissario di Martignano

Cominciai con il percorrere il corso del Crèmera verso monte, scoprendo la  Cascata dell’Inferno, fino a giungere in una gelida e soleggiata mattina di dicembre alla galleria vegetale, e alla parete rocciosa con cascata incorporata che sbarra il corso del Crèmera.

Poi seguii il fiume verso valle, verso Grotte Franca e l’acquedotto della Torraccia.

Nel tempo le mie esplorazioni, a cerchi concentrici sempre più ampi, mi portarono ai confini del parco e oltre: verso il Parco del Treja e verso il Parco di Bracciano e Martignano.

Fra il 2001 e il 2002 ci trasferimmo in questa casa per un anno con nostra figlia Marianna, appena nata, nell’interludio fra una appartamento più piccolo venduto, e uno più grande da comprare e dove andare a vivere.

E in quell’anno bellissimo, che coincise con i primi mesi di vita della frugola, in uno dei più gelidi inverni del secolo, con caminetto sempre fumante, con le fredde notti in cui ci alzavamo a turno, battendo i denti una volta usciti dal piumino, per vedere se la frugola era ancora viva, oppure se per caso si fosse scoperta e quindi era morta assiderata, visti i 10/12 gradi di temperatura media all’interno della casa, e anche con la copiosa nevicata dei 15 e 16 gennaio 2002 e successivo isolamento dal mondo per due giorni (e la neve a terra per dieci giorni), che ampliai le mie perlustrazioni.

Il freddo non ci fermava. Anzi! Imbragavo la pupa sulle spalle per portarla nelle escursioni sotto zero.

Tanto che all’età di 10 anni non ebbe difficoltà a dormire a zero gradi, umidi, in igloo, bufera di neve inclusa.

In merito agli articoli che ho postato nel tempo sul blog e poi sul gruppo Facebook, mi è stato chiesto quale fosse secondo me la nota più caratteristica della campagna romana.

Domanda impegnativa, visto che amo qualunque aspetto del mio territorio:

i piccoli laghi nascosti, i castelli diroccati, i resti degli acquedotti romani, le mole medievali che cingono incantevoli cascata e che sono cadute nell’oblìo come rovine atzeche, le gallerie etrusche…

Ma, se proprio devo indicare una peculiarità del territorio romano, non posso non citare le Forre, che nel tempo hanno scavato il tenero materiale vulcanico.

Si tratta di luoghi affascinanti e inattesi. L’intreccio dei rami porta a spettacolari formazioni a galleria come nella forra del Crèmera.

Sono caratterizzate da una notevole eterogeneità ambientale e con ecosistemi diversi, fluviale, rupestre, boschivo, agricolo, che vengono influenzati dall’inversione termica con la temperatura diminuisce man mano che si scende, e dalla mancanza di vento con le nebbie che spesso ristagnano (che vedevo nelle mattine di settembre).

Una particolare ricchezza vegetale di specie sempreverdi peculiari della macchia mediterranea in alto, e di felci e altre piante da clima più freddo sul fondo della forra.

Anche la fauna è diversificata, e capace di utilizzare le numerose nicchie ecologiche fornite dal sistema: specie di animali, che non ci aspetteremmo di trovare a pochi chilometri da una metropoli e che qui possono trovare un ambiente spesso incontaminato e dimenticato dagli uomini.

La Guida ai luoghi segreti - il fosso dell'Acqua Raminga

La Guida ai luoghi segreti – il fosso dell’Acqua Raminga

Le forre sono veri corridoi ecologici. Ambienti di difficile accesso, che rappresentano una nicchia conservativa e altamente selettiva, Roma est una natura selvaggia, che offre scrigni pieni di tesori.

Le Forre, rendendo difficoltose le comunicazioni, hanno ostacolato l’antropizzazione di molte aree intorno a Roma (riprenderemo il discorso più avanti).

L’attraversamento talvolta obbligato di fili spinati, i rovi, il fango, l’acqua, la mancanza di sentieri e l’accesso usualmente ripido e scivoloso, seleziona gli escursionisti.

E poi misero a dura prova le capacità progettuali di un popolo di ingegneri come i romani, che edificarono ponti ora stretti e altissimi, come il Ponte di S. Antonio, ora imponenti e larghi come il Ponte Lupo, ma sempre straordinari.

Le forre sono un tratto distintivo sia dell’area a nord di Roma che di quella a oriente.

Ma Roma est non è solo forre. E a questo proposito faccio mie le parole dell’amico Luca Bellincioni:

…una zona stupenda che Italia Nostra anni fa propose come parco ambientale e archeologico. Alla fine non se ne fece nulla poiché le solite lobby locali non lo hanno permesso. La zona, transizione naturale fra Campagna Romana e Monti Tiburtini-Prenestini è di estremo interesse e straordinariamente integra…si inizierebbe a riflettere e a lavorare su progetti di utilità davvero pubblica, come appunto le aree protette e l’ideale “Parco Nazionale archeologico e ambientale della Campagna Romana”…invece la nostra politichetta è tutta chiusa nel discutere le “grandi opere” che devastano il territorio facendo il profitto dei pochissimi a danno dei moltissimi. Una buona parte dei romani non sa nemmeno cosa ci sia alle porte della Capitale e finisce con il trattare questa città come un puro e semplice “dormitorio” da criticare – senza però far nulla per migliorarne la qualità della vita e le possibilità.

Ovvero a Roma est c’è un corridoio di wilderness, che nulla ha da invidiare a quello formato dal parco di Veio. Si tratta di quello fra San Vittorino, Zagarolo, Gallicano e Poli, che nasconde gli imponenti resti degli acquedotti romani. Esemplare a questo proposito è la forra del Ponte Terra, che vedremo nella parte dedicata a Roma est: ruscelli limpidi, concrezioni, burroni, vegetazione lussureggiante, resti di opere romana: una commistione assoluta natura, storia e archeologia.

Anche a Roma Sud, l’unica direttrice con insediamenti produttivi, pur se piuttosto degradata da questi e da un’urbanizzazione discutibile, troviamo luoghi meritevoli come la Laurentina antica e Decima Malafede.

A proposito, ci si lamenta perché Roma non ha un entroterra produttivo al contrario della maggior parte delle metropoli che si rispettino. Solo burocrazia e consumi improduttivi. Vero!

E questa può essere una disdetta. Ma vediamola positivamente.

Se avesse avuto l’hinterland di Milano o di praticamente qualsiasi metropoli europea, io non avrei scritto queste guide.

Infatti è proprio lo stacco fra la città e l’entroterra “non produttivo”, (che, come ormai sappiamo, potrebbe essere sfruttato a livello culturale/turistico e aumentare il benessere della collettività, e su questo insistono le mie guide) che rende unica Roma.

Questo stacco è evidente in particolare a Roma ovest della città., dove non mancano infatti luoghi sconosciuti e incantevoli: ne vedremo sei, ma sono molti di più. A voi il piacere di cercarli.

Guida ai luoghi segreti - la maestosa tagliata d'accesso a Castel Campanile - foto di M.Intini

La guida ai luoghi segreti – la maestosa tagliata d’accesso a Castel Campanile – foto di M.Intini

Ripetiamo anche in questa terza guida qual è il discrimine per entrare nella lista dei luoghi segreti

Ogni luogo descritto risponde perlomeno a cinque dei sei requisiti sotto indicati:

  • è quasi del tutto sconosciuto. Spesso anche agli abitanti dei dintorni;
  • non è generalmente indicato nelle guide escursionistiche più comuni;
  • non ci arriva alcun sentiero segnato;
  • l’ubicazione non è semplice da individuare;
  • è vicino a Roma (non più di 30 KM dal GRA. E la maggior parte si trova a pochissimi KM dal GRA);
  • è sufficientemente suggestivo.
  • Quattro luoghi descritti, le cave di Grotta Oscura, l’Arco del Pino, il ponte…di Sacrofano e il Castellaccio di Castel Campanile sono in terreni privati, quindi non accessibili salvo permessi.
  • Anche per questi ulteriori venticinque itinerari vale il fatto che si può partire da Roma la mattina, visitare il luogo prescelto e rientrare a Roma all’ora di pranzo, oppure concatenarne più d’uno.

Cosa vi troverai?

In questo terzo volume ci avviciniamo di più a Roma: alcuni itinerari sono addirittura all’interno del GRA.

Possiamo in questi casi intendere “a due passi da Roma” come la distanza dal perimetro della città di fine anni ‘40, poco prima che iniziasse la delirante urbanizzazione post bellica, che ha parzialmente annientato (la parte ancora integra è quella che scopriamo con queste guide) un paesaggio che per secoli ha stupefatto grandi artisti e scrittori quali Gregorovius, Goethe e tanti altri, colpit dalla stupefacente commistione fra la natura e l’opera dell’uomo e dalla continua polifonia di paesaggi sempre diversi, storia e archeologia.

Inoltre, nel capitolo dedicato all’eremo di S.Silvestro, seguendo il filo della storia, giungeremo fin nel centro di Roma, nella chiesa/fortezza dei SS. Quattro Incoronati.

Nel capitolo dedicato a S Angelo in Lacu, poi, vedremo la metamorfosi, da noto a segreto, visto che se ne stanno per perdere le tracce.

E anche qui proverai le sensazioni che ci hanno accompagnato nei due precedenti volumi.

Sensazioni date da ambienti grandiosi come le cave di Grotta Oscura e del fosso del Drago, onirici come il ponte Coperto, incantati come il piccolo lago e le cascatelle presso Ponte Taulella.

Tutti luoghi fantasy, ma…molto fantasy.

Riassumendo, abbiamo la prova provata che i dintorni di Roma, per la loro selvaticità e le loro suggestioni sono unici al mondo grazie alla commistione fra la morfologia del territorio, che ha permesso l’isolamento di ampie aree, e l’uomo, che lo ha frequentato per millenni e che non serve andare lontani per vivere emozioni. Essi stupiscono chi sa guardarli con occhi diversi.

Diceva Proust: “L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”.

La Guida ai luoghi segreti - una delle tagliate di Ceri

La Guida ai luoghi segreti – una delle tagliate di Ceri

 E ora passiamo alle note pratiche.

Cosa portare con te nella ricerca dei luoghi segreti:

Sotto ti suggerisco cosa portare nelle escursioni relativamente più complesse  (quelle acquatiche e ipogee) descritte in queste guide, come i dintorni di Ceri e di S. Vittorino.

Fermo restando che ambienti ipogei e corsi d’acqua incassati e in ombra andrebbero evitati dopo periodi di  piogge, dato che diventano fangosi e si allagano facilmente.

1) Bastoncini telescopici: aiutano a mantenere l’equilibrio in particolare nei pendii ripidi e durante i guadi.

2) Scarpe basse . Meglio evitare gli scarponi da escursionismo,  perché l’acqua penetra facilmente e appesantisce. Meglio bagnarsi.

3) In alternativa sono ottime le galosce al ginocchio, che però possono essere scivolose. In tal caso diventano necessari i bastoncini.

4) Pantaloni lunghi da escursionismo, leggeri d’estate, per i rovi. Ottimi quelli modulabili, con la zip che si trasformano in bermuda.

5) D’inverno: diversi strati di vestiti  pile, goretex, maglietta intima di ricambio in caso di escursioni invernali, dal momento che risalendo i pendii, e in mancanza di vento, si può perfino patire il caldo.
6) D’estate: spray repellente per insetti. Cappello e crema consigliati, anche se molti  itinerari sono all’interno della vegetazione.

7) Forbice da giardiniere per tagliare eventuali rami di rovi ingombranti lungo i percorsi, soprattutto d’estate.
8) Guanti di pelle da lavoro, per scansare i rovi, soprattutto d’estate
9) Torcia per le gallerie

10) Un ricambio completo da lasciare in macchina.

se un tracciato è percorribile in autunno e inverno, può non esserlo in primavera inoltrata o in estate per via dei rovi.
A chi è rivolta questa guida?

Come le due precedenti è indirizzata

La guida ai luoghi segreti - le ripide scale che portano alla grotta di Grottarossa

La guida ai luoghi segreti – le ripide scale che portano alla grotta di Grottarossa

A chiunque ami l’avventura, ai cittadini romani e non solo con un minimo di senso dell’avventura

–       Ai soci CAI (e da socio CAI so che sono interessati) che vogliano diversificare la loro attività.

–       Ai biker e ai mountain biker. Essi potranno quasi sempre avvicinarsi ai luoghi segreti, lasciare le biciclette e continuare a piedi, visto che uno dei tratti comuni è proprio il dover raggiungere questi posti superando rovi e fratte, o con i piedi nell’acqua dei torrenti, o lungo pendii scoscesi. Essi troveranno le indicazioni puntuali per arrivare in bici, dove possibile.

–       Agli escursionisti, associati e no a Federtrek e ad altre associazioni escursionistiche, che vogliano diversificare i loro itinerari.

–         Agli Scout. Una delle riviste più importanti legata a questo mondo si chiama “Avventura”. E io, da ex Scout, so quanto la fantasia, la vita all’aria aperta e l’avventura sono importanti nel processo educativo dei ragazzi. E cosa c’è di meglio che portare i ragazzi scoprire luoghi segreti? Ecco perché gli Scout di Roma, ma non solo, saranno felici di coniugare natura, avventura e cultura a poca distanza da una grande città.

-…..    A chi ama il treno. A questo proposito dieci dei venti luoghi sono rapidamente raggiungibili in treno e bicicletta:

………Ai papà e le mamme che amano far vivere l’avventura ai figli e agli amici dei figli.

E in generale sono rivolte a chi vuole recuperare il rapporto con il proprio territorio e a chi vuole comprendere quanto di grande hanno fatto i propri antenati e quanto possiamo fare noi.

Bene. Tieni a portata di mano anche questo terzo volume: ti si schiuderanno altr meraviglie nascoste che circondano Roma, e potrai così vivere, anche solo virtualmente, avventure uniche.

E basterà che tu abbia fatto anche una sola escursione delle settantacinque, per essere soddisfatto dell’acquisto di queste guide.

Postilla: non sono geologo, né archeologo, né paleontologo, né storico. E’ possibile quindi che talvolta io abbia scritto informazioni non precise. Chiedo in tal caso ammenda, dal momento che lo scopo di queste guide non è tanto quello di dare nozioni, ma emozioni.

la cascata di S. Vittorino - la guida ai luoghi segreti

la cascata di S. Vittorino – la guida ai luoghi segreti

 

 

 

 

 

 

 

Roma Nord

  1. Le cave del fosso del Drago
  2. Le cave di grotta Oscura
  3. I fori di Saxa Rubra
  4. I laghi della Marcigliana
  5. La galleria, il ponte e la scala nella roccia
  6. Verso la foce del Crèmera
  7. La grotta di Grottarossa
  8. L’eremo di S. Silvestro e l’acquedotto
  9. L’arco del Pino e la fontana di re Carlo
  10. Le solfatare di Sacrofano
  11. .L’emissario di Martignano.

 

 Roma est 

  1. I dintorni di S. Vittorino.
  2. Il fosso dell’Acqua Raminga
  3. Il lago e le cascatelle presso Ponte Taulella
  4. La torre dell’Albuccione
  5. Il ponte della Barocella e la tenuta della Mistica.

 

Roma sud

     17.L’eremo di S. Angelo in Lacu  

    18. L’antica via Laurentina

     19.I bunker della riserva di Decima Malafede

 

Roma ovest

  1. Il Castellaccio di Castel Campanile
  2. I segreti di Ceri
  3. Dietro i Sassoni di Furbara
  4. Il ponte coperto di Ceri.
  5. Il bosco della Signora 
  6. I segreti dell’Insugherata  
     la guida ai luoghi segreti - misteriosa scala nella roccia a Sacrofano

    la guida ai luoghi segreti – misteriosa scala nella roccia a Sacrofano

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