La grotta di Grottarossa e la foce del Crèmera.

grotta di Grottarossa

grotta di Grottarossa

Ma perché la sinuosa via di Grottarossa, che percorre una zona suggestiva e disabitata dell’estremo nord di Roma, si chiama così?

Forse è per via della bellissima grotta multiambiente, che si apre alta sopra la strada, in una parete di tufo rosso?

Direi che il motivo potrebbe essere questo: una grotta così suggestiva potrebbe avere ispirato il nome alla strada sottostante.

(A proposito di tufo rosso, a suo tempo andammo in un luogo singolare e a poca distanza da qui: i fori di Saxa Rubra, ovvero i sassi rossi!)

Il luogo è magnifico, specie con la luce radente dei pomeriggi invernali. Dico invernali, perché è meglio visitarla d’inverno, allorché ci sono meno rovi da superare.

la parete dove si apre la grotta di Grottarossa

la parete dove si apre la grotta di Grottarossa

Dopo essere saliti alcune decine di metri fra i rovi, si supera in arrampicata un ulteriore dislivello di un paio di metri e ci si trova al cospetto della grotta, per accedere alla quale ci sono alcuni gradini scavati nella roccia.

Si tratta di un unico e grande vano suddiviso in vani più piccoli con ampi finestroni verso sud ovest.

Il panorama è bellissimo: ai piedi della parete si stende un tratto di campagna attraversato dal fosso della Crescenza e circondato da colline: l’ennesima prova provata che il territorio di Roma Nord è straordinario sia dal punto di vista ambientale che da quello storico.

Riscendiamo fra i rovi, riprendiamo la macchina, continuiamo su via di Grottarossa, sbuchiamo sulla Flaminia, usciamo fuori dalla città, imbocchiamo la Cassia Veientana e scendiamo la rampa che porta verso Prima Porta, parcheggiando poco dopo.

le ripide scale che portano alla grotta di Grottarossa

le ripide scale che portano alla grotta di Grottarossa

Superiamo quindi il varco pedonale di un cancello che immette in una tenuta privata, e ci avviamo a percorrere un sentiero che costeggia il Crèmera.

Il Crèmera scorre solitario, per quasi tutto il suo percorso, in un ambiente che diventa sempre più impervio fino alle sorgenti (a parte il punto in cui sottopassa di nuovo la Cassia Veientana tra Formello e le Rughe),  e che custodische numerosi luoghi segreti, che abbiamo visto in questa pagine, e che enumero andando dalla foce verso la sorgente: I Bagni della ReginaIl Ponte Sodo, Grotte FrancaIl Fosso della Torraccia e l’acquedotto etrusco, la Cascata dell’Inferno, la galleria vegetale.

E scorre solitario e immerso nella natura anche qui, a poco distanza dalla foce, pur con i rumori della poco distante Cassia Veientana.

A un certo punto arriviamo a un ponte che varca il fiume e qui, con la luce del pomeriggio, il mio fiume del cuore appare più bello che mai, fra la vegetazione rigogliosa e le rive impervie.

Il Crèmera presso la foce

Il Crèmera presso la foce

A questo punto possiamo tornare indietro, oppure continuare sulla strada bianca fino a una collina panoramica con davanti il GRA e l’ospedale S.Andrea.

Nonostante il GRA il luogo è molto bello.

Troverete le indicazioni per giungere in questi luoghi stupendi nella terza (e ultima) guida ai Luoghi segreti a due passi da Roma, in uscita fra alcuni mesi.

Il Crèmera poco prima che sfoci nel Tevere

Il Crèmera poco prima che sfoci nel Tevere

Nella foto di copertina: la grotta di via di Grottarossa.

 

 

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