La cascata sotto il Casalaccio.

verso la cascata sotto il Casalaccio - foto di Matteo Bordini

verso la cascata sotto il Casalaccio – foto di Matteo Bordini

L’itinerario, di cui state per leggere, è unico fra le circa cento escursioni che trovate in questo blog, la maggior parte delle quali contenute, con le descrizioni per arrivarvi, nelle tre guide sui Luoghi Segreti a Due Passi da Roma. Per la prima volta percorreremo infatti un sentiero segnato, derogando quindi a una delle sei caratteristiche alle quali è necessario ottemperare, per essere annoverati fra i luoghi segreti:

  • è praticamente sconosciuto. Spesso anche agli abitanti dei dintorni;
  • non è generalmente indicato nelle guide escursionistiche più comuni;
  • non ci arriva alcun sentiero segnato;
  • l’ubicazione non è semplice da individuare
  • è vicino a Roma (non più di 30 KM dal GRA. E la maggior parte si trova a pochissimi KM dal GRA)
  • è sufficientemente suggestivo.

Il sentiero inizia dall’accogliente e panoramico ostello del Parco di Veio, dirimpetto alla stazione di Magliano Romano.

Panorama dai dintorni del Casalaccio

Panorama dai dintorni del Casalaccio

Perché questa precisazione? Ma perché sarebbe mooooolto più suggestivo, e sostenibile, effettuare questa escursione, arrivandovi con il treno. E precisamente con quello che parte dalla stazione di P.le Flaminio, a Roma Centro, e che arriva a Viterbo dopo due ore e quaranta di paesaggi da sogno.

Con la precauzione, non volendo continuare lo stupendo viaggio fino a Viterbo, ma di effettuare questa escursione, di suonare il campanello prima di arrivare, visto che la stazione, anzi la fermata, di Magliano Romano, è talmente solitaria, e ormai poco frequentata, che è facoltativa e, se non si suona, il treno non ferma.

(E io trovo questo fatto irresistibile! Un po’ come il binario 9 e 3/4 di Harry Potter!).

Dopo il cenno alle linee secondarie della rete ferroviaria italiana, così belle e così neglette, scendiamo nella valle, la risaliamo e giungiamo al Castellaccio, un’antica e imponente cisterna romana trasformata in torre nel medioevo.

verso il Casalaccio - foto di Matteo Bordini

verso il Casalaccio – foto di Matteo Bordini

Il luogo è bellissimo, a quindici chilometri circa dal GRA, ed è un balcone sulla parte nord del Parco di Veio.

Dopo aver goduto del panorama, giriamo intorno alla mole del Casalaccio e imbocchiamo il sentiero che digrada verso il fondo della gola che si apre davanti a noi.

Una deviazione ci porta a digradare lungo alcuni ripidi massi.

Scendiamo ancora tra la vegetazione bassa e sentiamo all’improvvisto un potente scroscio (ma questo solo dopo un periodo di giorni di pioggia. Tenete presente questo particolare).

Poche decine di metri e ci troviamo sull’orlo di una forra vertiginosa nella quale precipita un’alta cascata.

Sisi! E’ la classica cascata che chiude le forre tufacee a nord di Roma, come quella dell’Inferno e del Fosso del Peccato, e sembra essere spettacolare.

Peccato che dall’alto, per il rischio di cadere, non riusciamo a sporgerci e a renderci conto delle sue dimensioni.

la cascata sotto il Casalaccio - foto di Matteo Bordini

la cascata sotto il Casalaccio – foto di Matteo Bordini

Poco male! Procediamo lungo l’orlo della forra, entriamo in un canalone che scende con un’angolazione meno accentuata  sul fondo della gola, fissiamo la corda a un albero, e ci caliamo.

Siamo passati rapidamente dalle ultime case di Morlupo, agli ampi pianori sommitali, a questa profonda forra ricca di acqua e di felci.

Retrocediamo risalendo il corso del fosso, superiamo di lato, con molta attenzione, due profondi laghetti e ci troviamo al cospetto della cascata.

E’ ancora più bella di come sembrava dall’alto: vertiginosa, spumeggiante, in una conca, scura in basso, assolata in alto.

Tornando indietro, una particolarità: un paleo alveo individuato dalla giovane archeologa Francesca D’Angelo, ovvero il corso fossile di un fiume antichissimo.

Risaliamo quindi sui pianori sommitali e completiamo lo splendido anello.

Nella forra sotto il Casalaccio - foto di Matteo Bordini

Nella forra sotto il Casalaccio – foto di Matteo Bordini

In poche migliaia di metri abbiamo visto tutto: resti archeologici, pascoli verdi, panorami immensi, sorgenti, forre dalla tipica vegetazione umida, caverne di tufo.

Un incanto per il cuore.

Con lo straordinario connubio di storia, natura e archeologia che si ripete ogni volta.

 

 

 

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