La cascata dell’Aniene vista dal basso.

Questo super post è per commemorare i cinque anni del gruppo FB “Luoghi Segreti a due passi da Roma”.

la cascata dell'Aniene dall'alto

la cascata dell’Aniene dall’alto

Mi emoziono ogni volta che penso al luogo che stiamo per vedere.

Si tratta di un sito che si trova sotto gli occhi di centinaia di turisti, di automobilisti e di viaggiatori in treno tutti i giorni, oltre a essere, da secoli, uno degli scenari più celebri della provincia di Roma.

Eppure ne è nota solo la parte superiore.

Ancora oggi, quando arrivo a Tivoli con il treno, poco prima di giungere in stazione mi spiaccico come un bambino contro il finestrino e attendo gongolante la visione, di tre secondi tre,

della cascata dell’Aniene sul lato opposto della gola a quello che percorre il treno.

Già trent’anni fa, allorché visitai la prima volta Villa Gregoriana, al tempo aperta solo parzialmente, mi chiesi come potessi raggiungere il fondo del canyon, dove la cascata grande spumeggiava in un lago cristallino.

la cascata dell'Aniene dal basso

la cascata dell’Aniene dal basso

Nel tempo avevo interrogato diversi nativi, tutti entusiasti di quando, da piccoli scendevano al lago a pescare e a nuotare.

Ma la solfa era sempre la stessa: nessuno di costoro era più tornato nella parte bassa della cascata dell’Aniene

e il sentiero che percorrevano era, a loro dire, franato e divenuto impraticabile per via dei rovi.

D’altra parte, in tutti questi anni passati fra la montagna prima e la ricerca della sterminata quantità di luoghi da esplorare vicino Roma poi (oltre che essere più abbordabili di questa cascata), avevo accantonato quest’idea.

Fino alla stesura della quarta guida (ancora in lavorazione) e alla decisione di inserirvi trentacinque itinerari e non venticinque come le tre precedenti.

Ero arrivato a trentaquattro.

il masso traforato sotto la cascata dell'Aniene

il masso traforato sotto la cascata dell’Aniene

Avevo in canna diversi itinerari già pronti, che i tanti amici dislocati sul territorio intorno a Roma mi avevano fatto conoscere, fra i quali scegliere il trentacinquesimo e così chiudere i giochi.

(Tranquilli. Non scriverò una quinta guida, inzeppandola con gli “avanzi” e voi avrete la collezione completa delle quattro guide. Magari racconterò di cose differenti, sempre di argomento simile).

Come trentacinquesimo itinerario mi tornò in mente il vecchio progetto di scendere nella parte bassa della cascata dell’Aniene.

Eccoci dunque, una gelida mattina di gennaio, camminare per via Quintilio Varo, a Tivoli, in cerca del varco, che mi dovrebbe portare verso il fondo del canyon.

Vediamo un tizio all’interno del suo giardino, Marco e gli pongo subito la solita domanda.

Anch’egli inizialmente, come gli altri nativi interrogati nel tempo, mi dice che non vi scende da tempo blablabla …

Poi però ci fa scavalcare un cancello di un terreno di sua proprietà e ci indica uno stradello, che dovrebbe avvicinarci alla meta.

Ci lascia anche il telefono per sicurezza.

la cascata vista dal foro nel macigno

la cascata vista dal foro nel macigno

Lo chiamo poco dopo, per comunicargli che siamo tornati indietro per via di un folto roveto, che rende impossibile proseguire.

Ci dice allora di provare con una strada che scende direttamente dal centro storico di Tivoli.

Seguiamo questa sua seconda indicazione. Tutto sembra procedere: la strada scende in direzione del fondo della cascata.

Finché un cancello di quasi quattro metri con filo spinato sulla sommità rende impossibile proseguire.

Ormai siamo rassegnati. Il fondo del canyon rimarrà nel cassetto dei sogni.

Ritelefono a Marco, per comunicargli che anche da questa parte non si scende.

Si consulta con un altro nativo e ci indica senza troppa convinzione un altro possibile accesso.

il fiume fluisce verso Roma dopo la cascata dell'Aniene

il fiume fluisce verso Roma dopo la cascata dell’Aniene

Eccoci dunque scavalcare un altro cancello (questa è l’escursione dei cancelli), parzialmente divelto, e scendere in modo intuitivo per tracce di animali.

Nonostante sia gennaio dobbiamo affrontare numerose macchie di rovi e anche una ripida scarpata fangosa e sassosa al tempo stesso.

Per fortuna abbiamo la corda, che fissiamo a un albero.

Dopo la scarpata le tracce scompaiono, ma nitido ci arriva lo scroscio della cascata, pur invisibile.

la cascata dell'Aniene dal basso in estate - foto di M. Bordini

la cascata dell’Aniene dal basso in estate – foto di M. Bordini

Ormai ipnotizzati dal sempre maggiore fragore dell’acqua, ci scapicolliamo sempre più velocemente in quella direzione, scendiamo un’altra ripida scarpata, superiamo altri rovi in velocità e … tadaaaah!

Ci troviamo improvvisamente davanti al doppio salto della cascata dell’Aniene,

che mugghia alla grande e che nulla ha da invidiare a quella delle Marmore.

L’acqua si getta nello specchio d’acqua selvaggio, che avevo sempre visto dall’alto, mentre sopra di me svettano le pareti verticali della gola, con parzialmente visibile il tempio di Ercole sulla cima più alta.

Gli spruzzi sono dappertutto e non riesco a fare foto, senza che il mirino sia asciutto.

cascata dell'Aniene dal basso

cascata dell’Aniene dal basso

Peccato che, essendo di mattina, ed essendo gennaio, la cascata non sia illuminata dal sole.

Ma non è finita. Sulle sponde del lago spicca un masso gigantesco.

L’erosione ha creato una serie di aperture nella roccia, una delle quali si trova in corrispondenza della cascata, che diventa così visibile da un altro, inconsueto, punto di vista.

Il secondo fiume di Roma prosegue verso la metropoli, incassato nel canyon in una sequenza di rapide e cascatelle.

Il tutto supera quello che mi ero immaginato e rende questo percorso uno dei più ammalianti che io conosca (e sono tanti!) e potrebbe essere – so di essere  ripetitivo – un ulteriore driver per il turismo, se messo in sicurezza.

Ah! Una nota di servizio su questo fiume sorprendente: qualche pagina fa abbiamo visto un’altra superba cascata dell’Aniene, a S. Cosimato, che si trova una decina di chilometri a monte.

Se poi risalissimo ulteriormente il fiume verso la sorgente, troveremmo altre cascate, sotto Subiaco, tutte fiabesche.

E un’altra nota di servizio: non avevo pensato di chiedere a super Matteo Vagabondo Bordini, se conoscesse il modo di scendere sul fondo della gola.

Ovviamente vi era già sceso qualche anno fa, per di più d’estate, quindi con più rovi.

Ma Matteo è Matteo. E sua è, dunque, la foto estiva della cascata!

cascata dell'Aniene dal basso

cascata dell’Aniene dal basso

La foto di copertina è invece di Giulio Giuliani, che seguendo le mie indicazioni è, anche, riuscito a scendere.

 

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