Il più grandioso Acqua Trekking vicino Roma (Le Cinque Cascate di Castelnuovo).

Attenzione! Stiamo per percorrere un itinerario unico fra tutti quelli scritti finora, che raggiunge, in estate, il massimo dello splendore.

Acqua Trekking nei dintorni di Roma

Acqua Trekking nei dintorni di Roma

Un itinerario che, più di qualsiasi altro a eccezione di quello lungo il Crèmera, mi ha impegnato nella sua perlustrazione, sia come tempo che come energie.

Un luogo dove andarci con attenzione, per via del delicato ecosistema. Ma questo lo sappiamo bene.

Parliamo di quello che forse è il più grandioso Acqua Trekking intorno a Roma.

grandioso Acqua Trekking vicino Roma

grandioso Acqua Trekking vicino Roma

In realtà di Acqua Trekking ne abbiamo fatti molti, finora, soprattutto obtorto collo, per esempio inzuppandoci in cerca delle gallerie etrusche.

Ne facemmo anche uno particolarmente piacevole, in estate, allorché andammo in cerca dei Bagni della Regina, le antiche terme di Veio, celate lungo il corso del Crèmera.

Oggi però tocchiamo con mano la quantità d’acqua e la varietà geologica e botanica, che rendono unici i dintorni di Roma.

In modo contro intuitivo, infatti, anche in piena estate, i fossi che stiamo per percorrere, pur a bassa quota e lontano da montagne, sono ricchi d’acqua.

Altro che fossi, come vengono detti localmente: sono vere e propri fiumi, visto che, come recita il dizionario, sono perenni.

acqua trekking a castelnuovo di porto foto di giulio giuliani

acqua trekking a castelnuovo di porto foto di giulio giuliani

Prima di iniziare, un cenno a Cerveteri, famosa, oltre che per le vestigia etrusche patrimonio dell’UNESCO, anche per le ormai celebri cinque cascate, che si dipanano da Castel Giuliano.

Ebbene, anche qui incontreremo cinque cascate, perenni, (più una) che nulla hanno a che invidiare con quelle più famose di Cerveteri.

Lasciamo l’auto lungo una strada di campagna e scendiamo, costume da bagno e scarpe da scoglio muniti, sul greto del fiume.

 

acqua trekking vicino Roma fosso dell'Acqua Forte - foto di giulio giuliani

acqua trekking vicino Roma fosso dell’Acqua Forte – foto di giulio giuliani

Per quasi un’ora si susseguono tratti dove l’acqua scorre placida, a tratti dove forma cascatelle, intervallate da un’alta, bianca, parete di arenaria a picco sul fiume, che si riflette nelle pozze più profonde.

A un certo punto comincia a scaturire acqua ferruginosa, di colore rosso acceso, da una serie di risorgive, fino a una vena d’acqua rossa che esce da una grotta lungo la destra orografica. L

a grotta era un’antica cava di ferro e zolfo.

In corrispondenza di una curva del fiume si staglia un’altra grandiosa parete bianca di arenaria.

Qui possiamo salire sul pendio sulla sinistra orografica e visitare la mola Paradisi, del 1800. Al suo interno, purtroppo degradato, possiamo ancora vedere, in due fori nel pavimento, il meccanismo di funzionamento.

acqua trekking - nuotata sotto la cascata dell'Ogliararo - foto di A. D'Achille

acqua trekking – nuotata sotto la cascata dell’Ogliararo – foto di A. D’Achille

Riscendiamo nel fiume e ci appare uno scenario da film sul Medioevo: sulla destra orografica un’altra cava e davanti a noi un ponte, sempre del 1800, con cascata sottostante (la prima delle cinque).

Alle sue spalle il sistema di chiuse che convogliava l’acqua alla mola.

La mola prova che il Fosso di S. Antonino è perenne, visto che un tempo sfruttavano, certo meglio di noi, l’energia rinnovabile dell’acqua per i mulini, che, una volta costruiti, dovevano operare per tutto l’anno.

Dopo il primo idromassaggio della giornata sotto la cascata, continuiamo lungo il fiume e giungiamo alla seconda cascata, la più maestosa.

acqua trekking - idromassaggio sotto la nuova cascata della Moletta di Mezzo - foto di A. D'Achille

acqua trekking – idromassaggio sotto la nuova cascata della Moletta di Mezzo – foto di A. D’Achille

Nell’estate del 2019, però, la cascata non c’è.

Si sono infatti stappate due delle paratie della vecchia chiusa e l’acqua esce da due fori differenti: due cascate al prezzo di una.

Meno fragorose ma ancor più suggestive, se possibile, con duplice possibilità di idromassaggio.

Dopo il secondo idromassaggio della giornata risaliamo e riscendiamo la scarpata a lato della cascata, lambiamo ruderi della mola (la Moletta di Mezzo), di epoca medievale, al cui interno, come nel caso di Mola Paradisi, veniva convogliata l’acqua per il tramite della chiusa e giungiamo alla terza cascata, non alta ma incantevole, con il suo doppio braccio, non idromassaggiabile.

Anche questa con mola d’ordinanza, la Mola di Sopra, quasi intatta, con all’interno ancora le macine e, anche, di epoca medievale.

A questo punto dobbiamo fare una deviazione a piedi di circa venti minuti, che ci porta al lago di pesca sportiva, poco distante ma non raggiungibile via fiume.

la mola di sopra - acqua trekking

la mola di sopra – acqua trekking

 

Qui ricomincia l’Acqua Trekking, che tocca il massimo del fulgore dopo pochi minuti, allorché arriviamo al cospetto della Cascata dell’Ogliararo, lungo l’omonimo fosso, la quarta, individuata grazie a Super Luigi Perini.

super Acqua Trekking vicino Roma - mola paradisi

super Acqua Trekking vicino Roma . mola paradisi

Nel frattempo abbiamo infatti lasciato il Fosso Di S. Antonino e ci siamo immessi in quello dell’Ogliararo, anch’esso carico d’acqua.

Il secondo salto della cascata è complesso da raggiungere, ma stupendo, con le concrezioni travertinose, le pareti rocciose muschiate e color smeraldo e una grotta dietro il velo d’acqua, dove continuare a idromassaggiarci.

acqua trekking - una delle due nuove cascate della Moletta di Mezzo

acqua trekking – una delle due nuove cascate della Moletta di Mezzo

E qui devo aprire una parentesi: il 14 luglio 2019 avevamo percorso questo acqua trekking con un gruppo e, scesi a questa cascata, avevamo sguazzato nell’acqua alta circa ottanta centimetri, oltre a idromassaggiarci.

Bene! Effettuando il medesimo acqua trekking, con un altro gruppo dopo venti giorni, trovammo due metri d’acqua e la necessità di nuotare nella splendida piscina naturale che si era creata, per raggiungere la cascata.

Se non ci fossero le foto, direi che si è trattato di un sogno.

La pioggia della settimana precedente potrebbe spiegare quell’autentica meraviglia naturale che si è creata: forse la bomba d’acqua ha spazzato via il fango e ha lasciato libera la conca rocciosa sotto la cascata.

Ad ogni modo, qualunque cosa sia avvenuta, l’effetto è straordinario!

la moletta di mezzo - acqua trekking

la moletta di mezzo – acqua trekking

Rimontiamo il dislivello e ci inoltriamo in un tratto di fiume tranquillo, tipo canale del midi francese.

Dopo poco ci appaiono alcune gallerie, sulla riva orografica sinistra, al solito antichissime, di ignota origine e suggestive.

Qualche decina di metri e ci troviamo davanti un salto di circa un metro e mezzo, che superiamo con un po’ di attenzione.

Oltre questo salto il fiume si apre con uno slargo assolato, che ci offre un altro spettacolo: l’acqua scorre, trasparente, con tonalità fra il verde e il viola lungo le placche di travertino.

Continuiamo ed entriamo nella semioscurità della forra in un crescendo di rapide e di tonalità smeraldine.

Qui il Fosso cambia nome: da Ogliararo diventa Fosso dell’Acqua Forte, e capiamo presto il perché.

super Acqua Trekking presso Roma

super Acqua Trekking presso Roma

Passiamo sotto il ponte medievale, sul quale transitava la strada che collegava Castelnuovo a Sacrofano e il rosso delle emergenze ferruginose diventa il colore dominante, in un crescendo, fino al punto forse culminante del nostro Acqua Trekking: una piccola cascata vermiglia che ci si para dinnanzi e che ne preannuncia un’altra, sempre vermiglia.

A sinistra, invece, arriva un affluente laterale, che sembra un canyon alpino.

acqua trekking presso C.vo di Porto - foto di Giulio GIuliani

acqua trekking presso C.vo di Porto – foto di Giulio GIuliani

Arrampichiamo con gli arti in opposizione e giungiamo al cospetto della cascata vermiglia più alta, la quinta.

Qui siamo al top: davanti alla cascata possiamo anche sguazzare nel bacino d’acqua di quasi un metro e mezzo, che si è formato in questo piccolo, fantasy, anfiteatro di roccia.

Risaliamo il pendio alla sinistra orografica, esposto e pericoloso, e, dopo poco, ci reimmettiamo lungo il corso dell’Acqua Forte per altre due sorprese: una piccola cascata fra le rocce di circa quattro metri, celata in un antro scuro (la sesta) e, a seguire, una sorgente di acqua fresca, frizzante e ferrigna, che scaturisce dalla parete a circa un metro dal pelo dell’acqua e che ci disseta piacevolmente.

acqua trekking presso Roma - foto di Roberto Giancaterina

acqua trekking presso Roma – foto di Roberto Giancaterina

A questo punto possiamo continuare, finché ne abbiamo voglia e/o i rovi ce lo impediscono.

Per quest’avventura, inaspettata per la sua vicinanza a Roma, dobbiamo ringraziare l’immensa falda a monte di questo bacino idrografico.

Dovremo sperare che questa falda rimanga attiva, perché, se si esaurirà, per via di un clima sempre più incostante, e il Fosso di S. Antonino e quelli dell’Ogliararo e dell’Acqua Forte andranno in secca, allora ci sarà da preoccuparsi più che mai per il caos climatico … ma a quel punto sarà tardi.

magico Acqua Trekking vicino Roma

magico Acqua Trekking vicino Roma

 

Cosa? Volete sapere se l’acqua è pulita?

Direi di si! In particolare dal punto in cui si imboccano in sequenza i fossi dell’Ogliararo e dell’Acqua Forte, le cui sorgenti sono a breve distanza e in un territorio non antropizzato.

Peraltro sono nell’estate del 2019 ho effettuato questo percorso sei volte, con tutti i bagni/idromassaggi possibili, senza alcun effetto collaterale, se si esclude uno stato di esaltazione/euforia, non so se dovuto ad oppiacei dispersi nell’acqua o … all’incanto di questi luoghi.

A proposito, ma sapete che se dalla località Pian di Lalla discendiamo il fosso di S. Antonino, anziché risalirlo, arriviamo al Ponte S. Marcello?!?

acqua trekking foto di A. D'Achille

acqua trekking foto di A. D’Achille

 

La foto di copertina è di Giulio Giuliani.

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