Il fosso dell’Acqua Nera.

Il territorio a est di Roma è inesauribile fonte di sorprese.

Lo sono in particolare le forre, che si dipanano una accanto all’altra senza soluzione di continuità, scavate nei millenni da una miriade di corsi d’acqua nel tenero materiale vulcanico.

si procede lungo il fosso dell'Acqua Nera

si procede lungo il fosso dell’Acqua Nera

La forra dove stiamo per calarci, detta in loco Fosso dell’Acqua Nera,

è simile a quelle circostanti descritte in particolare nella terza guida: il fosso di S. Vittorino, il fosso di Ponte Terra, il fosso dell’Acqua Raminga.

Sono simili, in particolare, per quanto riguarda la vegetazione rigogliosa e le numerose rapide e cascatelle.

Il fosso dell’Acqua Nera ha invece una particolarità unica, che siamo per vedere.

all'interno del quadrilatero formato dai ponti romani nel fosso dell'Acqua Nera

all’interno del quadrilatero formato dai ponti romani nel fosso dell’Acqua Nera

Purtroppo, come per il Ponte Sodino l’eccessiva vicinanza alle abitazioni ha portato a cumuli di immondizia.

Se, d’altra parte, si riesce ad evitare la loro vista, tutto è splendido, specialmente con il sole della mattina, che, filtrando tra le chiome degli alberi, rende iridescenti le rocce in mezzo al torrente.

Lasciata la strada, Roberto Casalinuovo, la sentinella principe di Zagarolo, ci fa scendere rapidamente sul fondo della gola, con l’ausilio di una corda, per alcune roccette.

Roberto prosegue e noi compagni di avventure,  Carlo, Matteo, Giancarlo e gli altri, caracolliamo dietro, guadando di continuo il torrente.

A un certo punto spicca alla nostra destra una cascata che si incunea fra le rocce e finisce nel corso d’acqua principale.

una cascata si getta nel fosso dell'Acqua Nera

una cascata si getta nel fosso dell’Acqua Nera

Dopo circa trenta minuti ecco la prima sorpresa: un ponte crollato di epoca romana. La vegetazione che lo circonda, d’altra parte, non ci permette di coglierne la grandiosità.

Riprendiamo il nostro cammino e, dopo alcune centinaia di metri percorsi in una luce da acquario, ecco la vera sorpresa.

Ho percorso ventine di forre e visto decine di acquedotti e ponti romani celati all’interno di queste.

Ma quello che appare davanti a noi sorprende anche me: il torrente è interrotto da un doppio ponte, sul quale passavano due acquedotti di epoca romana, a formare una sorta di quadrilatero chiuso dalle mura di contenimento.

si guada in più riprese il fosso dell'Acqua Nera

si guada in più riprese il fosso dell’Acqua Nera

Il luogo è di una suggestione pazzesca: senza indugio ci immergiamo nel fiume fino allo stinco e entriamo in questa sorta di fortilizio: davanti e dietro abbiamo le possenti arcate, ai lati i pendii scoscesi e sopra di noi un fazzoletto di cielo.

Ah! C’è un’altra particolarità: ci troviamo a poche decine di metri in linea d’aria dalla bretella Fiano – S. Cesareo della A1.

Tuttavia, per uno strano effetto acustico, sentiamo a malapena e in modo ovattato i motori che rombano a centotrenta all’ora.

È il 30 dicembre e Roberto suggella questa super perlustrazione nel fosso dell’Acqua Nera, estraendo libagioni e spumante dallo zaino e dando il via a un 2019 ancora più avventuroso!

la suggestione del fosso dell'Acqua Nera

la suggestione del fosso dell’Acqua Nera