I Luoghi Segreti del CAI

I luoghi segreti del CAI - cave-del-fosso-del-drago

I luoghi segreti del CAI – cave-del-fosso-del-drago

Di seguito una sintesi del mio intervento sui Luoghi segreti a due passi da Roma, tenuto il occasione della festa del CAI di Roma lo scorso 25 giugno (2016), al netto delle slides e al lordo dei ringraziamenti per chi ha partecipato, per il CAI di Roma per l’ospitalità e per Stefano Ardito, che mi ha fatto da “traino” presentando la sua guida sui Monti Sibillini!

I Luoghi Segreti del CAI – L’avventura a chilometro zero.

Quanto è necessario andare lontano da Roma per provare emozioni da Indiana Jones?

Di solito andiamo lontani.

Ma c’è una gran quantità di luoghi vicino Roma (cascate, forre, doline, piccoli laghi, gallerie antichissime, fenomeni termali e molto altro) e del tutto inaspettati, dove è possibile mettersi in gioco.

Innanzitutto mi presento. Sono Luigi Plos, lavoro nel settore dell’efficienza energetica Sono iscritto al CAI dal 1997, prima a quello di Levico Terme in Trentino, poi a quello di Roma.

Amo da sempre la montagna. Ho battuto le Alpi e gli Appennini in lungo e in largo.

Ho amato il cervello a secco dopo la fatica, che non elabora pensieri articolati, e con l’avventura e il viaggio dentro la mia mente.

E poi ho sempre pensato alla vita in senso verticale, in tutti i sensi.

Poi la sopravvenuta mancanza di tempo ha interrotto questa consuetudine.

Ma il desiderio di avventura mi è rimasto e si è rivolto, con soddisfazioni diverse ma altrettanto forti, alla dimensione orizzontale.

Infatti le mie attenzioni si sono rivolte molto, ma molto, più vicino a Roma (non che prima andassi molto lontano, visto che la mia sete di avventure è sempre stata soddisfatta dai paesaggi estremi e grandiosi presenti in Italia; con sporadiche puntate in Francia e in Spagna).

Ma…come è nata questa ricerca così sistematica di luoghi nascosti nei pressi di Roma, che porterà a breve alla pubblicazione di due guide on line?

I luoghi segreti del CAI - la cascata del Corese

I luoghi segreti del CAI – la cascata del Corese

Frequentando da oltre 20 anni la villa dei miei suoceri presso Campagnano, nel parco di Veio, vicino al Sorbo. Oltretutto ci vivemmo per un anno intero quando mia figlia era piccola, fra una casa vecchia da vendere, e una nuova più grande da acquistare.

Dalla finestra della villa, situata sul bordo della caldera delimitata da un lato dal monte Razzano e dall’altro dal monte Musino, vedevo nelle mattine autunnali e invernali salire la nebbia dal suo fondo. Sapevo che la caldera era percorsa dal Crèmera, che ne raccoglieva le acque, ma nessuno a quel tempo sapeva alcunché di questo tratto di fiume, né c’erano guide in proposito.

Così un giorno imboccai delle tracce di sentiero (ora è segnato), scesi sul fondo della forra del Crèmera, che taglia la caldera e ne esce all’altezza del Santuario del Sorbo; e cominciò un fantastico periodo di esplorazioni.

Giorno dopo giorno entravo sempre più profondamente in questa forra, sempre più immerso in una luce da acquario. Poi, un giorno di primavera imboccai un affluente laterale, e giunsi alla cascata dell’Inferno, che sarebbe diventata il mio luogo del cuore.

E ancora, scoprii la galleria vegetale. Infine giunsi un giorno al termine della forra, alla cascata terminale, che ora sembra non essere più attiva: caos climatico, captazioni…chissà.

I luoghi segreti del CAI - l Sassoni di Furbara

I luoghi segreti del CAI – l Sassoni di Furbara

Non si trattava di escursioni tecnicamente difficili, ma di affrontare da solo un ambiente nuovo, senza sentieri, selvaggio.

Dalla forra del Crèmera cominciai a esplorare il Parco di Veio a centri concentrici sempre più ampi. Ampliai poi il mio raggio d’azione e mi spinsi verso il Treja e verso gli altopiani di Nepi, andando ad esplorare in maniera sistematica questi splendidi territori.

Ma quali sono i motivi fondamentali di questa mia attività di ricerca di questi luoghi segreti:

  1. Il fatto che si tratta di uno splendido surrogato alla montagna, che sono escursioni che portano via poco tempo e poi che è del tutto coerente con i miei valori.
  2. Il conoscere il paesaggio italiano, ovvero il bene culturale più importante d’Italia. Non pensate?

E’ il Paesaggio che affascinò Stendhal, Lawrence, Goethe,e che fu immortalato da Ettore Roesler Franze da tanti altri.

 

Goethe stesso scrisse che il paesaggio italiano è una seconda natura.

Un paesaggio reso vivo per millenni dagli uomini, che è l’archivio della nostra storia, e che può essere decifrato da chi ne possiede la chiave culturale.

Un paesaggio, soprattutto agrario, che già dal tempo dei Romani era non solo utilità ma anche bellezza. Anche per il modo con cui producevano in modo sostenibile, salvaguardando le risorse: suolo, acqua, vegetazione e di conseguenza la diversità biologica.

E l’intervento di generazioni di uomini hanno valorizzato e accresciuto questa diversità, che peraltro è alla base della cultura agroalimentare che stiamo perdendo!

In esso troviamo i segni di un’organizzazione territoriale antica delle diverse civiltà, in cui sempre l’uomo è intervenuto per viverci meglio, integrando elementi antropici nella natura. E creando una miscellanea unica e famosa nel mondo.

I luoghi segreti del CAI - l Laghi della Mercareccia

I luoghi segreti del CAI – l Laghi della Mercareccia

Se da una parte è arrivato il cemento armato a rompere in pochi decenni questa unità di paesaggio raggiunta nei millenni, dall’altra abbiamo una porzione  di questo territorio rimasta quasi indenne: quella a nord e a ovest di Roma, dove non casualmente abbiamo individuato la maggioranza dei luoghi segreti. Essa è rimasta intatto grazie all’asperità del paesaggio, a grandi tenute agricole e alla mancanza degli incentivi della Cassa del Mezzogiorno.

E ora il dilemma: far conoscere agli abitanti di una grande città questi tesori nascosti nelle sue vicinanze,

Posti  pressoché incontaminati come la Cascata dell’Inferno (nel cui laghetto sottostante si possono trovare le preziose salamandrine dagli occhiali, che possono essere inavvertitamente calpestate), oppure le mole lungo il Fosso di S.Antonino, che si trovano in un equilibrio così delicato, che un’eccessiva pressione antropica li può deteriorare e che sono ancora integri, proprio perché situati in zone difficilmente raggiungibili, fangose/acquatiche, “scarrupate” e senza sentieri.

C’è da dire su questo punto che l’accesso a molti di questi luoghi segreti è sufficientemente complicato per chi pensa di arrivarvi con facilità e magari di farsi un picnic, lasciandovi piatti di plastica e lattine. Generalmente questi luoghi si trovano in posti “scarrupati”, fangosi, scivolosi, claustrofobici.

I luoghi segreti del CAI - l'ipogeo di santa pupa

l luoghi segreti del CAI – l’ipogeo di santa pupa

Alcuni amici  hanno manifestato i loro dubbi sul fatto di rendere noti questi luoghi. E spesso costoro sono gli stessi che vanno in mountain bike sui sentieri montani e/o che praticano lo sci da discesa: due attività a mio parere distruttive per la natura…

Se questi “luoghi segreti” fossero resi fruibili e valorizzati tramite segnaletica e sentieristica, Roma e i comuni vicini godrebbero di un aumento dell’economia sana, creando migliaia di posti di lavoro anch’essi sani, necessari anche per la loro tutela.

Come suggerisce l’amico Luca Bellincioni, si potrebbe progettare un parco nazionale agricolo, archeologico e culturale della campagna romana con sentieri, piste ciclabili, casali e castelli ristrutturati e fruibili, e relativa nuova vivibilità per le periferie.

E a seguire il riconoscimento della campagna romana come patrimonio dell’umanità.

I luoghi segreti del CAI - i Cavoni di Nepi

I luoghi segreti del CAI – i Cavoni di Nepidel Picchio

Tali progetti potrebbero alzare il livello di qualità della vita delle periferie e portare a un progresso civile culturale e sociale che si è perso da decenni, e che farebbe tornare Roma al rango che merita.

Così ho deciso di procedere con una corretta divulgazione, per fare anche in modo che aumenti la consapevolezza dei romani, e di tutti in generale, per lo splendido territorio che circonda la capitale.

Detto ciò, prima della carrellata di slides dei luoghi segreti, indico qual è il discrimine per far parte dei luoghi segreti. Devono rispondere ai seguenti requisiti:

  • devono essere praticamente sconosciuti. Sovente anche a chi abita nei pressi;
  • non devono trovarsi di solito nelle guide escursionistiche più comuni;
  • non devono essere raggiunti da sentieri segnati;
  • non devono essere semplici da individuare;
  • devono essere suggestivi;  e ovviamente
  • devono essere nei pressi di Roma (non più di 30/35 KM dal GRA. Per quanto la maggior parte dei luoghi segreti da me descritti disti pochissimi chilometri dal GRA).

Volete un ambiente selvaggio che sembra l’Amazzonia?

C’è il Fosso del Peccato.

Volete la speleologia?

C’è il mondo delle gallerie etrusche.

I luoghi segreti del CAI - le gallerie etrusche di Formello

I luoghi segreti del CAI – le gallerie etrusche di Formello

Volete il torrentismo?

A voi  l’itinerario più difficile fra i 50 che ho finora individuato: il canyon della cascata di Ponte Lupo (che, data l’assoluta wilderness e l’incredibile vicinanza con Roma, è forse il più straordinario di tutti i luoghi descritti), e poi

il canyon del Corese

il fosso dell’Acqua Forte

La Forra del Crèmera

Il pozzo del Merro

Volete abbinare la storia, l’archeologia  e la natura?

In un territorio abitato per oltre 2.500 anni consecutivi, le civiltà che si sono succedute (Etruschi, Falisci, Sabini, Latini, Romani, Bizantini, Goti, Longobardi…) sempre vi hanno lasciato tracce del loro passaggio: castelli, mulini, gallerie, acquedotti e tante altre opere sconosciute e dimenticate in una natura sempre rigogliosa. E abbiamo esempi a volontà:

le cave 

quelle di Salone, che vediamo distrattamente, tornando stremati dall’Abruzzo, prima del GRA

quelle di Grotta Oscura

quelle del Fosso del Drago

Volete la montagna?

In tal caso abbiamo i percorsi per la Fossa Ampilla e la Forra del Maschio d’Ariano

gli unici due luoghi segreti in ambiente montano. Si tratta di luoghi che possono completare itinerari escursionistici sui Monti Prenestini e sui Colli Albani

E ora direte voi tosti escursionisti:”ma sono escursioni troppo brevi!”.

Si lo so.

Sono escursioni che vanno da una a quattro ore. Pochino per il format previsto dal CAI. E comunque: volete mettere il poter tornare a casa a pranzo e così soddisfare esigenze familiari e di mancanza di tempo?

Ad ogni modo sono possibili concatenazioni che impegnano una giornata intera, degne escursioni del CAI.

I luoghi segreti del CAI - Grotta Marozza (Monterotondo)

I luoghi segreti del CAI – Grotta Marozza (Monterotondo)

Eccone una:

partenza da Nepi, transito per la cascata del Picchio, ripida salita a Castel S.Elia, discesa al ponte medievale, Grotta dell’Arnaro, Castello d’Ischia e ritorno a Nepi scendendo per gli splendidi Cavoni: circa 6 ore di camminata netta.

Riassumo i due punti fondanti di questa presentazione:

soddisfare il desiderio di avventura e

tutelare lo straordinario paesaggio intorno a Roma.

Grazie!

 

 

 

 

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