I luoghi segreti come chiave per valorizzare il territorio

valorizzare il territorio le cave di Salone

valorizzare il territorio le cave di Salone

Quasi tre anni fa, per diletto, ho cominciato a sistematizzare sul mio blog i tanti luoghi sconosciuti e affascinanti vicino Roma, individuati in trent’anni di esplorazioni. E a oggi ne ho messi in fila cinquanta, descritti nelle due guide di prossima uscita (Ah! Ne ho un’altra venticinquina in canna).

Quando ho cominciato a descriverli sul blog, l’idea trainante era quella di dare la possibilità a tutti di vivere l’avventura a pochi chilometri dalla capitale.

Il desiderio di avventura è infatti connaturato in noi. Non per nulla desideriamo prendere l’aereo e andarcene a cercare emozioni magari in siti archeologici esotici e lontani, per poi sentirci novelli Indiana Jones.

In mancanza di soldi e tempo cerchiamo d’altra parte l’avventura anche dentro Roma. Così penetriamo nelle catacombe, scendiamo nei sotterranei di San Clemente per vedere il fiume sotterraneo, entriamo nello sconosciuto oratorio di S.Silvestro all’interno del  complesso dei S.S. Quattro Incoronati per intuire le oscure origini del potere temporale della Chiesa, andiamo a cercare indizi esoterici come la porta alchemica di Piazza Vittorio.

valorizzare il territorio Torre Fiora

valorizzare il territorio Torre Fiora

Magari ci spingiamo in bici lungo l’Appia, dove la città svanisce d’incanto nella stupenda campagna romana.

Ma, sia che andiamo a Petra oppure a Palenque, sia che ci inoltriamo per gli itinerari esoterici romani, ignoriamo che in meno di un’ora di macchina, o di pulman, o di treno, o di bicicletta da Roma, possiamo giungere in luoghi misteriosi che sembrano distare diecimila chilometri, e dove si possiamo vivere sensazioni particolari.

Ebbene; a un certo punto dei miei sopralluoghi, mentre mi scapicollavo avventurosamente, al solito, fra rovi, fili spinati e anfratti, ho cominciato a guardare con occhio diverso i luoghi segreti che andavo individuando: castelli, mulini, torri, sistemi ipogei, gallerie per regimentare le acque…

E mi sono accorto della caratteristica che li accomunava: questi luoghi sono la summa di una storia millenaria di lavoro, idee, eccellenze. E sono tutti belli. Una bellezza a chilometro zero.

Ed ecco l’intuizione: non c’è solo l’avventura. C’è il Paesaggio con p maiuscola, il bene culturale più importante d’Italia, poiché tutto racchiude, costituito dall’opera millenaria dell’uomo e dalla natura fuse tra loro, e mi ha fatto comprendere che non c’è paese al mondo più dell’Italia che abbia costruito un’identità così unica nei secoli e che si riverbera appunto in un paesaggio altrettanto unico.

valorizzare i territori - la chiesa di s.nicola presso Guidonia

valorizzare i territori – la chiesa di s.nicola presso Guidonia – foto di Mauro Intini

 

 

 

 

 

 

Tutto bene dunque dopo questa intuizione? Purtroppo no.

Perché da almeno venticinque anni ci hanno hanno messo in testa in modo scientifico (a me per primo. E che fatica per decondizionarmi!) che la globalizzazione è bella.

E poi ci hanno detto che siamo un popolo senza identità, che non è in grado di governarsi e che ha bisogno di un’autorità esterna e lontana, che dai suoi palazzi di Bruxelles, Strasburgo e Francoforte ci ordini quello che dobbiamo fare.

Così abbiamo oggi sotto i nostri occhi i risultati di questa delega in bianco: la progressiva delocalizzazione, deculturizzazione, massificazione dei consumi, stanno annientando il nostro paese.

Il mio pensiero a questo proposito è stato sintetizzato dall’amico Luca Bellincioni, che, a proposito dei miei post, scrive:

Valorizzare il territorio - l'antica via Laurentina

Valorizzare il territorio – l’antica via Laurentina

Dopo oltre 50 anni di abbandono e disinteresse, durante i quali si è parlato di Campagna romana quasi esclusivamente in termini pasoliniani o di denuncia di degrado, ora questo territorio,  dato da molti per spacciato (cosí ne parlava il milanese TCI in un libro di vent’anni fa sui paesaggi d’Italia con una compiaciuta visione antiromana) si riscopre non solo ancora bellissimo, pur nell’ovvia frammentarietá comunque minore rispetto ad altre metropoli, ma addirittura avventuroso.

Questo lavoro di Luigi di riscoperta e documentazione sulla Campagna romana potrebbe avere notevoli risvolti sociali, culturali se non politici.  

Il problema è che la politica locale da troppo tempo preferisce deturpare il territorio a vantaggio di pochissimi e a danno di tutti gli altri, secondo una mentalità gretta e orientata solo al presente.

Oggi ogni ulteriore metro di Campagna Romana dato ai costruttori é un crimine contro l’ambiente e la cultura dell’umanità…”

Ecco dunque in cosa h voluto trasformare i luoghi che sono andato scoprendo: in cartelli indicatori, in sentinelle fra passato e futuro, che possono e devono

valorizzare il territorio,

ovvero il made in Italy che ancora non è stato delocalizzato.

Per comprendere insieme che il nostro passato è il carburante del nostro futuro.

Nella foto di copertina: gallerie etrusche presso Formello.

Pietra Pertusa Il Traforo Romano guide per i luoghi segreti

valorizzare il territorio le gallerie di Pietra Pertusa