14 Nov 2017
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Efficienza Energetica e Sovradimensionamento

efficienza energetica e sovradimensionamento

efficienza energetica e sovradimensionamento

Efficienza Energetica e Sovradimensionamento.

Siamo passati in pochi anni da un’epoca di scarsità a una di sovrabbondanza, in cui tutto è sovradimensionato.

Questo avviene soprattutto in Italia, un paese senza materie prime, e dove quindi l’efficienza dovrebbe essere sempre attivata.

Dopo aver visto cos’è l’efficienza energetica, ovvero che la stessa unità di prodotto può venir realizzata con minor consumo di energia, dobbiamo sapere che esiste anche il contrario: ovvero il sovradimensionamento.

Ovvero come essere sufficientemente stupidi da investire più risorse per ottenere lo stesso prodotto.

  • E così abbiamo sovradimensionamento (detto anche overcapacity) praticamente dappertutto.

    • Condomini nelle grandi città super riscaldati.
    • Potenze installate sia per l’energia elettrica che per il riscaldamento generalmente sovradimensionate.
    • Palazzi pubblici riscaldati e illuminati oltre il necessario.
    • Tanti piccoli aeroporti sottoutilizzati, sparsi in modo irrazionale lungo tutta la penisola.
    • Tre telegiornali nazionali che (non) dicono tutti le stesse cose.
    • Grandi centrali per la produzione di energia con una buona parte dell’energia prodotta che viene dispersa, invece di piccole centrali sul territorio, con dimensioni parametrate ai consumi effettivi sul territorio.
    • Un mega incontro a Parigi, la COP 21, con 50.000 invitati, venuti da tutto il mondo con costosi viaggi aerei, per ottenere risultati risibili sul contrasto al cambiamento climatico.
      efficienza energetica e sovradimensionamento

      efficienza energetica e sovradimensionamento

    E poi c’è il massimo del sovradimensionamento: le grandi opere.

    A cominciare dalla costruzione di una linea veloce per i treni merci che buca 50 chilometri di montagna (il famigerato TAV, del tutto inutile, visto che affianca un’altra linea già di per sé sottodimensionata e che il traffico delle merci fra Italia e Francia è in flessione strutturale).

    Le grandi opere sono enormi quantità di denaro che rimangono bloccate nel tempo, quindi non adattabili a mutate esigenze e costose da manutenere.

     

    A questo proposito vediamo le differenze tra fare grandi opere e fare efficienza energetica.

     

    Interventi in grandi opere:

    • raramente c’è innovazione
    • sono commesse così grandi che partecipano sempre gli stessi pochi fornitori con i requisiti richiesti, i quali si conoscono e si scambiano i favori
    • sono concentrate in pochi territori. 
    • gli investimenti iniziali non solo non vengono mai ammortizzati, ma gli interessi passivi erodono negli anni anche il capitale sociale, che nel caso di investimenti pubblici è debito pubblico, che cresce a fronte di benefici praticamente nulli per la collettività.
    • necessità di scarsa manodopera, anche se i mass media ci dicono il contrario, e spesso poco  qualificata. Basti pensare per esempio a un tunnel o a un viadotto: sicuramente ci lavorano progettisti qualificati, ma c’è bisogno soprattutto di macchinari giganteschi e di alta automazione.

    Altro che grandi opere creatrici di lavoro!

     

    efficienza energetica e sovradimensionamento

    efficienza energetica e sovradimensionamento

    Interventi in efficienza energetica:

    • è necessaria molta forza lavoro quasi sempre qualificata.
    • sono spesso innovativi.
    • investire in efficienza energetica permette di ottenere risparmi, che superano matematicamente gli investimenti, in tempi più o meno rapidi a seconda della situazione di partenza e delle tecnologie applicate.
    • sono difficilmente soggetti a una gara unica, ovvero non è possibile preparare lotti di gara giganteschi ad uso e consumo dei soliti noti. Infatti le opere di efficienza energetica sono per loro natura pervasive sul territorio e di importi relativamente modesti. E proprio perché tali opere rischiano di essere molte e sparse sul territorio, non sono controllabili dal potere centrale (e questo li fa andare ai matti).

     

    Ma perché si ostinano a fare grandi opere, e, in genere, a sovradimensionare tutto quello che è possibile?

    Ecco le risposte che mi sono dato:

    1. poche grandi opere sono controllabili.
    2. sono le vie più semplici per premiare interessi.
    3. più consumo c’è, più è facile e redditizio tassare sempre le stesse cose e gli stessi cittadini, e devolvere parte del ricavato a persone alle imprese/società di fiducia, che possono a loro volta remunerare in maniera confidente chi le fa lavorare.
    4. sono più semplici da pensare. E i nostri politici sono in fondo persone semplici, ovvero senza visione, senza capacità di programmazione…

    Corollario: guai a mettere in discussione questo stato di cose, come per esempio il fare interventi di efficienza energetica. Se la nostra classe dirigente programmasse una SERIA politica di efficienza energetica, della quale avremmo un disperato bisogno, entrerebbero in gioco altre imprese, più efficienti, pronte a estromettere quelle più inefficienti, legate al potere e che devolvono parte dei loro utili non per essere più innovative e utili alla collettività, ma a remunerare, e mò non lo dico più, chi le favorisce.

    efficienza energetica e sovradimensionamento

    efficienza energetica e sovradimensionamento

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