Come scoprii il Parco di Veio

Malborghetto - Parco di Veio

Malborghetto – Parco di Veio

Nel corso dei post che avete letto in questi due anni vi ho spesso portato a visitare i luoghi segreti del Parco di Veio.

E’ quindi chiaro che nutro una vera passione per questo parco. Che continua a riservarmi sorprese.

Ma…come nacque questa passione?

Nacque nel dicembre del 1993, allorché con la mia compagna, Angela, che poi sarebbe divenuta mia moglie, cominciai a frequentare la villa della sua famiglia, situata sull’orlo della caldera fra il monte Razzano e il Monte Musino, tra Formello e Campagnano.

In quegli anni trascuravo le escursioni semplici, visto che la mia indole di escursionista estremo/alpinista mi portava a ben altre mete.

mola di Formello nel Parco di Veio

mola di Formello nel Parco di Veio

Pur avendo la testa alla montagna però, affacciandomi dalla panoramica finestra della camera da letto, già nei freschi mattini di settembre vedevo la foschia salire dal fondo della caldera, e intuivo che c’era laggiù qualcosa di meritevole di essere visto.

Così un giorno feci tutta la Strada di Macchiano. Lasciai la macchina presso un cancello che chiudeva la strada. E cominciai a scendere a lato del cancello per una traccia  (ora questa traccia è un sentiero segnato del Parco di Veio), che digradava ripida e sdrucciolevole.

E in pochi minuti mi trovai in un ambiente fantastico: sul fondo della caldera, in una folta vegetazione, scorreva il Cremera, che proprio in quel punto entrava nella cupa forra rocciosa dominata dal panoramico santuario della madonna del sorbo, mentre da destra scendeva ripido il selvaggio Fosso del Follettino.

La galleria vegetale del Cremera nel Parco di Veio

La galleria vegetale del Cremera nel Parco di Veio

E da quel momento mi si aprì il mondo dell’escursionismo “semplificato” nel Parco di Veio, che mi permise di alternare la montagna con splendide camminate in un ambiente tanto selvaggio quanto vicino a Roma.

Cominciai con il percorrere il corso del Cremera verso monte, scoprendo così la  Cascata dell’Inferno e le altre più piccole e suggestive cascate che alimentano il fiume.

Fino a giungere in una gelida e soleggiata mattina di dicembre alla galleria vegetale, e alla parete rocciosa con cascata incorporata che sbarra il corso del Cremera.

Poi seguii il fiume verso valle, verso Grotte Franca e altri stupendi luoghi segreti.

E ancora nel tempo le mie esplorazioni, a cerchi concentrici sempre più ampi, mi portarono fino a confini del parco e oltre: verso il Parco del Treja e verso il Parco di Bracciano e Martignano.

Fra il 2001 e il 2002 ci trasferimmo in questa casa per un anno con nostra figlia Marianna, appena nata, nell’interludio fra una appartamento più piccolo venduto, e uno più grande da comprare e dove andare a vivere.

La galleria degli Olmetti nel Parco di Veio

La galleria degli Olmetti nel Parco di Veio

E in quello che fu forse l’anno più bello della mia vita, che coincise con i primi mesi di vita di Marianna, in uno dei più gelidi inverni del secolo, con caminetto sempre fumante, con copiosa nevicata e successivo isolamento dal mondo per due giorni, e con le fredde notti in cui ci alzavamo a turno, battendo i denti una volta usciti dal piumino, per vedere se la frugola fosse ancora viva, oppure se per caso si fosse scoperta e quindi morta assiderata, visti i 10/12 gradi di temperatura media all’interno della casa, ampliai le mie perlustrazioni.

Il freddo non ci fermava. Anzi! Imbragavo la pupa sulle spalle per portarla nelle escursioni sotto zero.

Tanto che all’età di 10 anni non ebbe difficoltà a dormire a zero gradi, umidi, in igloo, con bufera di neve inclusa.

Mola di Sotto - Belmonte - Parco di Veio

Mola di Sotto – Belmonte – Parco di Veio

Ecco come nacque la passione per il Parco di Veio, che è il fulcro dei “Luoghi segreti a due passi da Roma”.