Castel Campanile

sul pianoro sommitale di Castel Campanile

sul pianoro sommitale di Castel Campanile

Il cuneo di territorio delimitato a sud dall’Aurelia e a nord dalla Braccianese, e avente come bisettrice la sinuosa via Boccea (la quale, superato il GRA, percorre aree che diventano sempre più agresti e solitarie)

comprende insediamenti antichissimi e incantevoli: Ceri, Tragliata, S.Maria di Galeria e Galeria, il borgo di Palidoro, Cornazzano con l’imponente torre che sovrasta il caratteristico casale “Il Feudo” alto sulla valle dell’Arrone, e molti altri.

Poi ci sono i resti di un sito arcaico e fascinoso, e disabitato a differenza di quelli citati.

Si tratta di Castel Campanile, a pochi chilometri dal GRA.

Il colombario di Castel Campanile

Il colombario di Castel Campanile

Si si. E’ il solito insediamento etrusco. Ma sappiamo ormai bene che nessun luogo etrusco è uguale a un altro.

E questo è veramente unico, già solo per il fatto che vi troviamo tutto:

una via cava gigantesca per chi ci arriva da ovest (l’opposto della strettissima tagliata che abbiamo visto nel post di circa due settimane fa sui segreti di Ceri), un acrocoro la cui scoscesa parete a sud è stata erosa in curiose forme (una di queste sembra il nord Italia) e sul quale torreggiano le pittoresche rovine dell’incastellamento da quadro di paesaggista dell’ottocento, la collina prospiciente nella cui parete, inizialmente invisibile, appare incastonato, salendo, un bel colombario; e poi grotte: tante!

E su tutto spicca il panorama che si gode dall’altopiano.

Non è un panorama grandioso, né sublime, né romantico, né pauroso.

Tutto pare immobile da secoli, con la calma un po’ stanca della perfezione, in una continuità nei secoli forse unica al mondo, di cui vediamo la massima espressione in Toscana.

Risalta, nel panorama che si stende davanti a noi, l’ordine delle cose. Il pastore, il contadino, nei millenni hanno, forse inconsciamente, mirato all’ordine, visto che non potevano permettersi di essere irrazionali.

Panorama dal Castellaccio di Castel Campanile

Panorama dal Castellaccio di Castel Campanile

Dappertutto si scorge l’opera di un’intelligenza collettiva che dà armonia alle forme, il sapere millenario nella solerte modellazione del terreno, la sobria eleganza delle architetture rurali, la bellezza della geometria con le linee che delimitano i campi fra le colline, le asperità addolcite, gli alberi piantati per impedire le frane.

E si avverte l’impronta della storia, e del mito. Un panorama che la summa del paesaggio italiano.

E’ il celebre paesaggio italiano: l’armonia delle forme,  il sapere millenario nella solerte modellazione del terreno, la sobria eleganza delle architetture rurali.

Abbiamo spesso riflettuto sul paesaggio italiano, forgiato da centinaia di generazioni che lo hanno vissuto e lavorato e che hanno unito utilità e bellezza, forme e colori,  capacità produttiva e resa estetica del paesaggio, fino ad giungere a panorami come questo, che fanno bene alla mente, al cuore, alla salute.

Castel Campanile è l’ennesima prova dell’enorme potenziale storico-culturale-naturalistico dell’area che circonda Roma.

Un’area da conoscere, per poterla difendere dall’abbandono, dalla distruzione della memoria, dalle scelte sbagliate.

all'entrata dell'altopiano di Castel Campanile

all’entrata dell’altopiano di Castel Campanile

A proposito di scelte sbagliate una classe politica ancorata, per interessi e/o per pigrizia mentale, a vecchie categorie mentali, che legano il benessere alla produzione continua, progettava (e il pericolo non è sventato) una discarica nei pressi di questo luogo meraviglioso.

il tufo eroso che sorregge il pianoro sommitale di Castel Campanile

il tufo eroso che sorregge il pianoro sommitale di Castel Campanile

Ah! Se avete il primo volume dei “Luoghi segreti a due passi da Roma“, vi troverete le indicazioni per giungere alla caldara di Palidoro, un’altra meraviglia, sconosciuta, poco distante da qui.

 

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