Tre case history di efficientamento energetico.

case history di efficientamento energetico

case history di efficientamento energetico

Vediamo oggi tre case history di efficientamento energetico con importanti suggerimenti per guadagnare 4.000 euro l’anno.

 

Questi tre suggerimenti, illustrati sotto forma di Case History reale, sono sviluppati  nei report che mi puoi chiedere via email.

Lo strano caso della Bolletta Gonfiata.

Nell’ottica di guadagnare migliaia di euro ogni anno con attività di efficientamento energetico, è fondamentale verificare le proprie bollette.

Peccato che:
• la mancanza di tempo, presi come siamo da attività sempre più urgenti e
• le difficoltà nel comprendere le bollette (sia della parte termica che della parte elettrica) non ci facciano generalmente venire in mente di analizzarle.

Tanto più che, anche se lo facessimo, data la complessità delle medesime, spesso faticheremmo a capire se qualcosa non quadra.

Eppure quest’analisi dovrebbe essere una priorità (visto che il costo dell’energia in Italia è tra i più alti in Europa) e ci permetterebbe di ridiscutere con i fornitori così da ottenere – se dovuti – sconti, rimodulazioni delle tariffe e variazioni di contratto.

Nello scorso post ha peraltro potuto approfondire il misterioso mondo delle bollette, e come è possibile risparmiare – e quindi guadagnare – con la loro analisi.

Case history di efficientamento energetico. N. 1. La bolletta gonfiata

case history di efficientamento energetico - la bolletta gonfiata

case history di efficientamento energetico – la bolletta gonfiata

Detto questo, entriamo in dettaglio con la case history molto interessante di una bolletta gonfiata, visto che ha portato a un consistente guadagno con un investimento a costo zero.

È stato, infatti, sufficiente che Elleffe, il gestore del supermercato al quale fa riferimento il conguaglio sopra allegato, analizzasse con attenzione le bollette dell’energia (con l’aiuto della mia azienda) per scoprire cose molto interessanti.

Come puoi vedere nell’immagine allegata alla pagina precedente, Elleffe aveva accumulato negli anni un credito di 20.000 euro nei confronti del fornitore che, all’inizio del loro rapporto di collaborazione, aveva “sovrastimato” i consumi.

Mi dirai ora tu: “E allora? Che problema c’è? Si tratta di un conguaglio. E quindi, prima o poi, gli avrebbero ridato i soldi indietro”. Tecnicamente sì, hai ragione. Basta che tu tenga presenti, però, le seguenti tre considerazioni:

• L’azienda fornitrice potrebbe fallire. E in tal caso è meglio non avere crediti con una controparte in fallimento;
• Potresti voler cambiare il fornitore di energia. E allora sai che fatica, sempre che tu ti sia accorto di questo credito, per fartelo restituire dall’azienda che stai per abbandonare;
• Non è comunque meglio avere a 20.000 euro a disposizione, anziché riceverli (sempre che non si manifestino i due problemi sopra indicati) dopo magari qualche anno?

Ad ogni modo, dopo che avrai analizzato le tue bollette, e che vedrai arrivare le bollette successive probabilmente ben più leggere di prima, ti potrai ritenere soddisfatto.

case history di efficientamento energetico

case history di efficientamento energetico

Case history di efficientamento energetico n.2 . Due supermercati.

Immaginiamo 2 supermercati con la stessa superficie, lo stesso fatturato e lo stesso utile (che sappiamo essere ben scarso dopo aver finito di pagare contributi e tasse).
Il proprietario del primo supermercato vorrebbe fare interventi di efficientamento energetico, perché sa che questo porterebbe risparmi e quindi guadagni, e valorizzerebbe la sua struttura.
D’altra parte non ha il tempo mentale per pensarci, tanto più che non sono attività semplici. E poi corre sempre dietro alle urgenze. E non ha fra i consulenti (commercialista, manutentori…) qualcuno che gli ispiri fiducia sufficiente per approcciare questo tipo di progetti; né ha persone esperte in azienda che possano contribuire.
Anche il secondo proprietario vorrebbe fare interventi di efficientamento energetico ed è anch’egli oberato di lavoro e di urgenze.

Tuttavia, quest’ultimo a un certo punto si ferma, e ragiona sul fatto che l’efficientamento energetico della propria azienda, se non è urgente come tante altre attività, è tuttavia troppo importante per continuare a rimandarlo.

Così comincia a cercare materiale che lo possa aiutare nella realizzazione di progetti di efficienza energetica e redige un Business Plan nel quale indica a grandi linee:

  1. I progetti che può iniziare subito (fluorescenti-LED, Cool Roofing…).
  2. I passi da compiere per farsi affiancare da un Partner adatto.
  3. Come individuare il miglior modo per farsi finanziare.
  4. La stipula di un vantaggioso contratto Energy Performance Contract con una Energy Saving Company.

Sono passati circa 3 mesi, e il secondo imprenditore, dopo un’analisi del mercato, ha trovato il partner adatto in una Energy Saving Company.
Ha completato con questa azienda la fase di test e di monitoraggio. E il contratto parte ufficialmente.

Vediamo cosa succede ai due imprenditori

Ti ricordi il primo imprenditore indeciso? Beh, ecco quali sono i risultati dei due imprenditori:

dopo 12 mesi

Il primo supermercato, che continua a rimandare interventi di efficientamento energetico, consuma sempre la stessa quantità di energia, e sborsa più o meno gli stessi soldi dell’anno precedente.

Il secondo supermercato ha risparmiato/guadagnato 3.600 euro in un anno, al netto della parte di risparmio retrocessa alla Energy Saving
Company.

Dopo 24 mesi

Il secondo supermercato ha risparmiato 3.800 euro (sempre al netto della parte di risparmi spettanti al fornitore), che ha in parte utilizzato per fare, con la collaborazione della Energy Saving Company, altri interventi di efficientamento energetico quali il Cool Roofing. E ha poi iniziato poi un’operazione di aggiornamento tecnologico sui motori dei frigoriferi.

case history di efficientamento energetico

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Dopo 5 anni

Il primo supermercato continua a pagare le bollette, che nel frattempo sono anche aumentate; e in più si sono aggiunti problemi di manutenzione sulle parti tecnologiche che hanno a che fare con l’energia.
Il trend dei primi 2 anni ci dice che il secondo supermercato, invece, dopo 5 anni, avrà risparmiato/guadagnato circa 18.000 euro che, probabilmente,  aumenteranno a valle degli interventi di efficientamento energetico che si saranno nel frattempo realizzati.

Dopo 10 anni

Il primo supermercato è sempre nella stessa condizione: continua a pagare bollette salatissime e ha numerosi problemi di manutenzione sulle parti tecnologiche.

Il secondo supermercato invece, seguendo il Business Plan stabilito di concerto con la Energy Saving Company all’inizio dell’attività, avrà dalla fine del quinto anno rilevato la proprietà dei sistemi per l’efficientamento energetico implementati nel tempo (ovvero al termine dei 5 anni di durata del contratto con la Energy Saving Company), e avrà tenuto per sé l’intera cifra risparmiata: circa 8.200 euro all’anno dal sesto al decimo anno, al netto delle spese per gli interventi tecnologici effettuati.

Sintetizzando, 10 anni senza avere investito denaro proprio il secondo supermercato avrà:

• Risparmiato circa 59.000 euro (18.000 euro nei primi 5 anni e 42.000 euro dal sesto al decimo anno)
• Implementato nuove soluzioni tecnologiche con una parte dei risparmi ottenuti
• Valorizzato la propria attività.

Nei report, che mi puoi chiedere a luigi.plos@gmail.com ci sono le informazioni strettamente necessarie per iniziare questo appassionante percorso di efficienza
energetica e di guadagni. E questi report mettono insieme imprenditori ed efficienza energetica.

Case history di efficientamento energetico n.3. Risparmiare migliaia di euro l’anno con le pompe di calore.

Si possono risparmiare migliaia di euro l’anno facendo efficienza energetica? Sì, è possibile! E in tanti modi. Lo scrivo continuamente sia sul blog che sui 4 report che ho pubblicato, e che mi puoi chiedere a luigi.plos@gmail.com.

Sul mio blog, per esempio, ti ho illustrato come risparmiare migliaia di euro l’anno con l’analisi delle bollette, e poi con i LED. E ora ti faccio vedere come questo è possibile anche con le pompe di calore, di cui puoi leggere più diffusamente nei report, attraverso la case history del collega Vittorio D’Orazio.

Il cliente Franco S. possiede una villetta di circa 120 mq di superficie e dotata di riscaldamento autonomo, ma paga circa 1.800 euro annui per l’approvvigionamento del gas necessario al funzionamento del riscaldamento e della produzione di acqua calda sanitaria. Più le spese necessarie per la manutenzione ordinaria pari a circa
€150,00 annui; salvo interventi di straordinaria manutenzione.

Per la fornitura dell’energia elettrica la spesa annuale era di circa €1.400,00.

Essendo un immobile indipendente e autonomo è stato possibile preparare un progetto per l’eliminazione della fornitura del gas per riscaldamento e per acqua calda sanitaria.
Per il fabbisogno del riscaldamento sono state installate 4 pompe di calore a ciclo annuale con SCOP pari 4,2, ovvero con capacità di trasformazione di 1 KWh in entrata in 4,2 KW di potenza termica fornita.
Nel caso specifico sono state utilizzate pompe di calore Mitsubishi, ma lo stesso vale per Daikin, Panasonic e altri.
Il costo totale delle 4 pompe con progettazione e installazione è stato di circa 4.000 euro. Per il fabbisogno di produzione di acqua calda sanitaria si è aggiunto uno scaldacqua a pompa di calore monoblocco a pavimento con capacità di 250 litri di acqua a 55°C del costo di circa €1.800,00.

Il consumo di energia elettrica – incluso il funzionamento estivo in raffrescamento – è aumentato di circa 3.800 KWh/anno, per soddisfare il funzionamento delle pompe di calore. Per un maggior costo, con il KWh a circa 0,20€, di circa €800,00. E con l’eliminazione dei costi riguardanti la fornitura del gas e la manutenzione della caldaia, di circa €2.000,00 annuali.

case history di efficientamento energetico

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Passiamo alla domanda che ci interessa: in quanto tempo il cliente è rientrato dell’investimento?

Mettiamo in fila i dati. Spese annuali prima dell’intervento:

Circa 2.000 euro fra gas e manutenzione caldaia (escludendo eventuali interventi straordinari)
Circa 1.400 euro di energia elettrica
Totale: circa 3.400 euro/annui – che per inciso in 10 anni di utilizzo (medio) delle pompe fanno 34.000 euro.

Spese annuali dopo l’intervento:
Circa 1.400 euro di consumi elettrici
Circa 800 euro di consumi aggiuntivi
Totale: 2.200 euro/annui – che per inciso in 10 anni di utilizzo (medio) delle pompe fanno 22.000 euro.

Totale dei risparmi annui: 12.000 euro.

Pertanto, dato il costo totale delle 4 pompe di calore e dello scalda acqua a pompa di calore è stato di 5.800 euro, tale costo viene ammortizzato in 5 anni (ovvero dal sesto anno c’è un guadagno netto di 1.200 euro circa).

Penserai che non sia molto. Devi, invece, considerare:

• Che abbiamo incluso nell’ammortamento di 5 anni anche il “servizio” di aria climatizzata d’estate (prima non esistente!)
• Che quest’investimento ha permesso di eliminare tecnologie vecchie e dispendiose
• Che è in corso di definizione la riforma della bolletta elettrica che andrà tendenzialmente a premiare chi consuma energia elettrica al posto dell’energia termica, abbassando il costo del KWh (non parlo qui dell’aspetto etico, per cui saranno penalizzati i poveri, che di solito consumano meno energia in assoluto).
• La possibile applicazione delle detrazioni del 50% e del 65% in dieci anni. Dico possibile, perché il nostro governo non dà mai la certezza di queste detrazioni. Nel caso sia possibile applicarle, i tempi di ritorno dell’investimento si riducono notevolmente.

E comunque, dopo che avrai installato le pompe di calore, e che vedrai le bollette successive probabilmente ben più leggere di prima, sarai ben soddisfatto.

Chi è Luigi

Mi chiamo Luigi Plos. Fin da piccolo ho sempre avuto una passione smodata per l’ambiente, che si è declinata facendo nella mia vita scelte “green”, come
l’uso della bicicletta appena possibile e dei mezzi pubblici, anche per raggiungere i posti dove fare le escursioni.
Ho lavorato nel ramo dei sistemi informativi dal 1989 al 2007, occupandomi di progetti come la Banca di Credito Cooperativo di Roma, l’ACI,
il Ministero dello Sviluppo Economico, la Corte dei Conti.
A seguito della crisi economica, che aveva aggredito anche il mondo dell’Information Technology nel 2007, l’azienda con cui collaboro si è intelligentemente riposizionata nel settore del monitoraggio dei consumi energetici. Ovvero una branca particolare dell’informatica.
E da quel momento mi sono sentito sempre più coinvolto nel settore del Risparmio Energetico.
Ho iniziato a seguire progetti di monitoraggio dei consumi e degli apparati tecnologici presso clienti come il Ministero del Tesoro, Strada dei
Parchi e molti altri.

Parallelamente ho cominciato a collaborare con una Energy Saving Company, con la quale ho accresciuto le mie competenze
in ambito energia, occupandomi di clienti privati quali centri sportivi, supermercati, centri commerciali eccetera.

Le competenze che ho acquisito – fra lavoro e continua formazione – negli ultimi 7 anni di operatività nel settore energia, le ho riassunte e potenziate, con l’ausilio dei colleghi, per stilare 4 report che permettono in pochi minuti di avere a disposizione le informazioni necessarie a guadagnare fin da subito con l’Efficienza Energetica.
Ho collaborato in forma gratuita con la Commissione per la riforma e la razionalizzazione della spesa dell’Amministrazione del Comune
di Roma, fra il 2013 e il 2015, offrendo loro le mie competenze nell’ambito dell’Efficienza Energetica, al fine di abbattere i consumi cittadini.

Se vuoi farmi domande o chiedermi cose che non hai capito puoi contattarmi su questo blog o direttamente su luigi.plos@gmail.com.

Foto di copertina: case history di efficientamento energetico del supermercato efficientato di Elleffe (Luciano Naticchioni) in modalità E.S.Co.
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