Belmonte a Castelnuovo di Porto – di Sara Fianchini

 

Grotte presso Belmonte

Grotte presso Belmonte

Belmonte a Castelnuovo di Porto.

Con un po’ di apprensione, causa maltempo, si è iniziata la camminata che ci ha portati in un luogo dimenticato dall’uomo e dove il tempo sembra essersi fermato.

La pioggia è stata benevola, ogni tanto qualche goccia come a dire: “sbrigatevi… non posso aspettare poi tanto!”. E il nero nuvolone sopra di noi: “Faccio fatica a trattenerla!”

Non curanti degli avvertimenti, iniziamo ad andare!

Il percorso è agevole fino all’attraversamento di un ponte medievale quasi invisibile, avvolto nella vegetazione. Attraversato il quale ci troviamo immersi in una natura selvaggia e inospitale.

Nei pressi di Belmonte

Nei pressi di Belmonte

Si sale, cercando di evitare rovi ed arbusti, ma non riuscendo ad evitare qualche scivolone nel fango. Salendo gradoni di roccia ripidi e scoscesi.

Dopo varie peripezie e superando da ultimo uno stretto passaggio tra le rocce si arriva in uno spazio aperto: la Cresta tufacea di Belmonte.

I fianchi scoscesi nascondono quelle che potrebbero essere state abitazioni di popoli antichi.

I primi coloni furono sicuramente della vicina città di Veio. Grotte di cui oggi rimane poca cosa risucchiate dalla vegetazione o soggette a crolli.

Sul punto più alto del pianoro si può vedere il poco che resta di una torre medievale e qualche mozzicone di muro, sempre dello stesso periodo.

A causa della peste del 1348, del terremoto del 1349, delle invasioni barbariche, tutti i piccoli villaggi che gravitavano intorno a Belmonte e Belmonte stesso furono abbandonati.

all'incastellamento di Belmonte

all’incastellamento di Belmonte

E, si sa, l’unione fa la forza, si riunirono in un unico nucleo, in quel di Castelnuovo.

Una ripida discesa, tra le rocce e l’impervia vegetazione, ci riporta a valle dove le acque di Sant’Antonino e di Costa Frigida si incontrano. Sulle rive ancora ben visibili i canaletti per la lavorazione del lino e i resti di tre vecchie mole per la macina del frumento.

E nonostante l’ombra dei nuvoloni grigi che oscurano la valle, rivoletti e cascatelle, lungo il corso del fosso, ci mostrano stupefacenti colorazioni dovute ai minerali presenti nell’acqua.

Mentre lo sguardo si perde sulle terre di Veio, respirando la storia.

(N.d.r.: troverai informazioni su come giungere in questo luogo straordinario nella prima delle tre guide ai “Luoghi segreti a due passi da Roma“. Andremo poi, ivi, il 14 ottobre p.v.)

!)

il parco di Veio da Belmonte

il parco di Veio da Belmonte

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